Giovedì, 5 Agosto 2021
Salute

Dialisi a domicilio: ok alla sperimentazione in due Comuni del Brindisino

Un programma proposto dal direttore dell'unità di Nefrologia e Dialisi del Perrino sarà attuato a San Pietro Vernotico e Torre Santa Susanna

A San Pietro Vernotico e Torre Santa Susanna verrà sperimentata la dialisi a domicilio. La direzione generale dell’Asl Brindisi nella giornata di giovedì (25 marzo) ha dato il via libera a un progetto proposto dal direttore dell’Unità di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Perrino di Brindisi, Luigi Vernaglione. Tecnicamente l’iniziativa è stata battezzata “Dialisi domiciliare con metodica daily home hemodialysis (Dhhd) e Automated peritoneal Dialusis (Apd)”. L’attivazione di tale programma ha lo scopo di offrire al paziente una migliore qualità della vita con il reinserimento a tempo pieno nell’attività lavorativa e di creare le condizioni per una migliore riabilitazione clinica. Questo tramite l’impiego di apparecchiature più semplici e sicure che “peraltro – si legge nella delibera firmata dal dg Giuseppe Pasqualone – consentono un miglior controllo di alcuni parametri e delle alterazioni metaboliche tipiche dell’uremia”. 

Il programma garantirebbe inoltre una riduzione dei costi economici diretti e indiretti e dei costi dei trattamenti dialitici ospedalieri, come emerge da un’analisi dei costi per la gestione del paziente affetto da insufficienza renale cronica, mettendo a confronto il trattamento Dhhd e il trattamento Adp con quelli di pari efficienza erogati con ritmo trisettimanale presso il Centro dialisi ospedaliero.  L’ok alla sperimentazione è stato deciso anche sulla base del documento della “Rete nefrologico-dialitico-trapiantologicca pugliese”, che prevede di avviare nei prossimi anni a dialisi domiciliare un target di pazienti pari al 25 percento degli uremi cronici trattati nei centri ospedalieri. L’attuazione del programma comporterà fra l’altro l’attivazione di una piattaforma di telemedicina per il monitoraggio da remoto dei parametri dialitici e clinici, nonché l’attivazione di procedure di approvvigionamento di materiali e tecnologie adeguate per l’esecuzione di Dhhd e Apd. 

In una nota protocollata lo scorso 25 febbraio alla direzione generale dell’Asl, Luigi Vernaglione, chiarisce gli aspetti tecnici del programma. A differenza della dialisi ospedaliera, che “viene effettuata – scrive il direttore dell’Unità di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Perrino di Brindisi – con frequenza trisettimanale con sedute della durata di 240 minuti ciascuna”, la Dhhd “viene effettuata al domicilio del paziente per almento quattro volte la settimana con durate delle sedute di trattamento di circa 210 minuti”. “La minor durata delle sedute – si legge ancora nella nota – e la riduzione dei periodi interdialitici rendono tale metodica biologicamente più tollerabile grazie ad una migliore stabilità emodinamica ed una più efficace rimozione di fosforo”. 

Per quanto riguarda la Dhhd, l’infermiere dovrà recarsi ogni quattro settimane a casa del paziente, dove resterà per quattro ore, fra preparazione e smontaggio del monitor e trattamento. Nel trattamento Apd, invece, l’infermiere dovrà recarsi in casa del dializzato due volte al giorno, dalle 8 alle 9, per l’interruzione del trattamento della notte precedente, e dalle 19 alle 20, per l’attivazione del trattamento della notte. “E’ dunque prevedibile – scrive Vernaglione – che un solo infermiere possa seguire giornalmente un paziente in Dhhd e un paziente in Apd al giorno”. 

Il sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno, plaude alla “bella sinergia tra Amministrazione e Asl Br”. Si tratta di “una vittoria di grande visione sul futuro”.  “Io aprii le dialisi territoriali. Da assessore regionale alla sanità – spiega il primo cittadino - realizzai in Puglia il primo piano dialisi sul territorio. Quindi felice di riaprire un percorso”.

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