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Applausi a New York per gli studenti brindisini: “Ambasciatori all’Onu"

Un gruppo di studenti brindisini ha partecipato alla VII edizione di “Change the World Model UN”, laboratorio diplomatico internazionale

BRINDISI - E’ stato Bill Clinton ad aprire i lavori, a New York , della settima edizione di “Change the World Model UN”, il laboratorio diplomatico ideato dagli italiani, ma oramai allargato a comprendere I giovani di tutto il mondo. Pagliarulo Vincenzo, Salvatore Cassarà, Francesca Passiante, Stefano Mavilio, Giulia Brescia, Eva Cisternino, Carrieri Daniela, Vasile Sebastiano, Camilla Cavalera erano tra i 128 pugliesi e tra i 3000 studenti provenienti da 110 paesi del mondo che hanno partecipato alla conferenza internazionale iniziata il 16 marzo con la cerimonia di apertura. 

Ambasciatori Onu 2-2

L’appuntamento è durato tre giorni, durante i quali i ragazzi, precedentemente preparati e divisi in gruppi di lavoro, hanno affrontano temi di scottante attualità politica e sociale. Tra i gruppi che hanno simulato il lavoro dell’Assemblea Generale dell’Onu, del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio Economico e Sociale, c’era quello Brindisino, e “ la sfida più stimolante è stata quella di rappresentare in inglese  i colori di luoghi lontanissimi e sconosciuti, come l’Angola, (racconta Francesca Passiante studentessa del Liceo Classico Marzolla di Brindisi, membro della coalizione degli studenti  Brindisini), “una scelta difficile quella di un paese molto povero”, ma l’impegno ha portato ad una  simulazione di studio e risoluzione delle problematiche economiche /ambientali dell’Angola, che  ha ricevuto il plauso con  l’approvazione dei progetti dall’Assemblea Generale dell’Onu. 

“Emozionanti anche i momenti di visita alla città, previsti in questo soggiorno, - racconta - sia per l’opportunità di trattare importanti argomenti in lingua inglese, sia per avvicinarci alle complesse problematiche che i governi e l’opinione pubblica mondiale devono affrontare in questa fase storica. E’ stata entusiasmante proprio l’idea di fondo di questa gigantesca organizzazione internazionale di aiutare i giovani a crederci davvero, a studiare per diventare i leader di domani, a sviluppare la capacità di dialogare, e rafforzare la volontà di accettare la mediazione, ovvero di vestire Il “modello Onu”, appunto, come ha indicato Clinton.

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