Brindisi, gli studenti del Fermi incontrano la guardia di finanza

Alla manifestazione sarà presente, anche, il presidio di Libera per ricordare la morte di Alberto De Falco e Antonio Sottile

BRINDISI - Si svolgerà questa mattina, alle ore 11, presso la parrocchia "Ave Maris Stella" del rione Casale di Brindisi, l'Incontro conclusivo del progetto “L’antimafia vive in tutte le stagioni” realizzato dal liceo scientifico "Fermi-Monticelli", in collaborazione con il Presidio Libera di Brindisi “Antonio Sottile e Alberto De Falco”, al fine di promuovere e sviluppare, negli studenti, maggiore consapevolezza relativamente al fenomeno mafioso, nell’ambito delle azioni formative improntate alla formazione della cittadinanza attiva. Il progetto ha coinvolto gli alunni delle classi quarte e quinte del liceo che, anche oggi, incontreranno figure impegnate nella lotta alla criminalità organizzata e familiari di vittime innocenti delle mafie.

Iagazzi, grazie alla presenza del colonnello Nicola Bia, comandante provinciale della guardia di finanza di Brindisi, del tenente colonnello Gabriele Gargano, comandante del nucleo di polizia economico – finanziaria delle fiamme gialle di Brindisi e del maresciallo aiutante Edoardo Roscica in forza al nucleo Pef della guardia di finanza di Brindisi, potranno approfondire la situazione della provincia brindisina negli anni ’90, relativamente al contrabbando delle “bionde”. Si discuterà inoltre dell’operazione “primavera”, iniziata a pochi giorni dal tragico evento che vide la morte dei due giovani finanzieri, De Falco e Sottile, sulla Statale 379 al Km 4+300.

Il liceo scientifico Fermi

Nel corso del progetto gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con il procuratore della Repubblica, Antonio De Donno, che in un’intervista ha risposto alle domande di adulti e ragazzi, individuando le caratteristiche del fenomeno mafioso con un occhio di riguardo per la realtà locale e invitando i giovani ad impegnarsi e formarsi come uomini e donne liberi per rendersi cittadini maturi. Poi è stata la volta della commovente testimonianza della signora Tilde Montinaro, sorella del compianto Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci, la quale ha evidenziato quanto sia importante guardare alle vittime di mafia non come a degli eroi, bensì come a persone che hanno scelto di svolgere il proprio lavoro con onestà, rettitudine e senso del dovere fino in fondo.

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Nel mese di novembre gli studenti hanno inoltre potuto ascoltare Fiammetta Borsellino, figlia minore del giudice Paolo, morto nella strage di via D’Amelio, che ha saputo tratteggiare la figura del padre come uomo delle istituzioni, rimarcando la necessità di credere nello Stato e combattere la mafia con la “conoscenza giusta, quella della scuola che dà consapevolezza”. Lo scorso mese l’incontro con Sabrina Matrangola, figlia maggiore di Renata Fonte, assessore del comune di Nardò uccisa perché si oppose alla speculazione edilizia di Porto Selvaggio, ha permesso agli studenti di riflettere sull’importanza del “fare memoria”, diversa dal semplice ricordo, che comporta il necessario impegno nel vivere ogni giorno svolgendo il proprio dovere, unica strada per essere dei cittadini responsabili.

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