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Cag e liceo Artistico: un buon esempio di alternanza scuola-lavoro

Dallo scorso gennaio  questa struttura ed il suo staff hanno iniziato a collaborare con il Liceo Artistico- Musicale “Simone-Durano” in un progetto di alternanza scuola-lavoro che si è svolto parallelamente in due moduli, uno musicale e l’altro artistico

BRINDISI - Una struttura confiscata alla criminalità organizzata e restituita alla pubblica utilità  situata nel Rione Paradiso di Brindisi oggi è la sede del Centro di Aggregazione  Giovanile (Cag) . Esso è rivolto completamente ai ragazzi e alle loro famiglie, mettendosi a loro disposizione tramite attività di qualsiasi genere: dalla cucina per le mamme  ai laboratori musicali per i giovani artisti che hanno desiderio di emergere.

Dallo scorso gennaio  questa struttura ed il suo staff hanno iniziato a collaborare con il Liceo Artistico- Musicale “Simone-Durano” in un progetto di alternanza scuola-lavoro che si è svolto parallelamente in due moduli, uno musicale e l’altro artistico: il primo modulo ha coinvolto i ragazzi nell’utilizzo del computer in ambito musicale (Computer Music) e nel lavoro del Tecnico audio in studio e durante eventi live; il secondo si è articolato in due gruppi, di cui uno si è occupato di riqualificare le porte del primo piano del liceo, raccontando, attraverso dei pannelli realizzati dai ragazzi, la storia della vita di un’astronauta; l’altro ha operato direttamente presso la struttura del Cag, nella realizzazione di un murales che riqualificasse una parete della suddetta struttura. I ragazzi del liceo, affiancati dal tutor, hanno fatto sì che nella fase d' ispirazione e quella progettuale dell' intervento partecipassero anche i più piccoli, in modo da permettergli il massimo coinvolgimento anche nella realizzazione manuale del murales.

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Poiché l’ambiente in cui si vive è sempre fonte di spunti di riflessione o ispirazione, oltre il brainstorming alla base della ricerca dell’idea, i ragazzi hanno avuto la possibilità di osservare, entrare a contatto e confrontarsi con chi “l’arte di strada” la fa per mestiere: lo street artist leccese, Cekos, e la sua compagna e braccio destro, Anja, che operano in Italia e all’estero, ma le cui radici restano al 167/B Street, il laboratorio, “covo di idee”, che i ragazzi hanno visitato all’interno del quartiere leccese caratterizzato da enormi murales. 
L’osservazione dei  loro lavori ha sicuramente influenzato il prodotto finale del progetto ASL non solo nello stile, ma anche nel soggetto: la figura di Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera contro i soprusi della mafia, ospite del Cag per la prima volta proprio quest’anno, il 13 marzo.

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La scelta di questa personalità, nel murales che riqualifica una facciata della struttura ospitante il Cag, è significativa poiché ne ricorda il passato e ne valorizza il presente. Il murales è stato ultimato -grazie anche al tutor il dott. Daniele Guadalupi,  che si è impegnato a far sì che questo progetto si realizzasse nel migliore dei modi- e presentato il 25 maggio, in occasione della “Festa d’inizio estate”, che ha visto la partecipazione sia di bambini che di adulti, frequentanti il Cag o non.

L’importanza di questo progetto è duplice: per i ragazzi del Liceo artistico-musicale, è nell’aver saputo progettare e lavorare in gruppo, su un supporto diverso e soprattutto più grande del solito, allo scopo di creare un’opera pubblica -un’esperienza che non capita tutti i giorni-; per gli abitanti del quartiere sta nell’aver ricevuto, attraverso l’arte, un messaggio di legalità che, purtroppo, si tendeva e si tende ancora oggi a dimenticare: « La mafia teme più la scuola che la giustizia», una frase di Antonino Caponnetto, giudice dell’antimafia insieme a Falcone e Borsellino, che Don Ciotti ha voluto citare nel discorso tenuto durante la sua visita al CAG. La cattiva reputazione del quartiere Paradiso è un relitto del suo passato come centro di attività di contrabbando strettamente legate alla mafia, ma  nella gente che lo abita, e in chi si è impegnato per portare a termine il progetto, vive la speranza di poter cancellare il pregiudizio e dare una nuova cultura ed identità al luogo.

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