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Venerdì, 12 Aprile 2024
Scuola Ceglie Messapica

Dai banchi di scuola a quelli della Regione Puglia: "La politica deve ascoltare i giovani"

Il 17enne Salvatore Carlucci, studente del Liceo Classico "C. Agostinelli" di Ceglie Messapica è tra i 46 eletti a “Giovani in Consiglio: da osservatori a protagonisti” che prevede la presenza, all’interno degli spazi istituzionali, di giovani delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado, per effettuare un percorso di cittadinanza attiva. Rappresenterà le scuole secondarie di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Francavilla Fontana, Oria, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli

CEGLIE MESSAPICA - Salvatore Carlucci, 17enne di Villa Castelli, studente della quarta sezione A del Liceo Classico "C. Agostinelli" di Ceglie Messapica (diretto dalla preside Angela Albanese) è tra i 46 eletti a “Giovani in Consiglio: da osservatori a protagonisti”, progetto biennale che prevede la presenza, all’interno degli spazi istituzionali della Regione Puglia, di giovani delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado, per effettuare un percorso di cittadinanza attiva. Un successo ottenuto anche grazie al voto di tanti studenti della provincia di Brindisi. Rappresenterà le scuole secondarie di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Francavilla Fontana, Oria, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli. BrindisiReport ha intervistato il giovane studente alla vigilia del primo consiglio regionale.

Come stai vivendo questa elezione e come vivrai questa esperienza? Certamente la situazione desta moltissima emozione e grande spirito lavorativo. E' un grande traguardo arrivare in consiglio regionale, avvenuto solo grazie alle 752 persone che hanno riposto la loro fiducia nelle mie parole e nel mio programma elettorale. Ammetto che inizialmente provavo molto timore nel presentare richiesta di partecipazione, timore legato forse ad una probabilità di sconfitta elevata. Ma, grazie all'aiuto di tutti i miei compagni, ho saputo ritrovare la 'retta via', presentando così, in maniera definitiva, la mia candidatura ed il mio programma elettorale. 

Il progetto della Regione Puglia ha l'obiettivo di avvicinare i giovani alle politica verso la quale nutrono, purtroppo, spesso un senso di sfiducia. Perchè secondo te la politica non riesce a parlare ai giovani? Tutto ciò che riguarda la politica, almeno in parte, diventa immediatamente motivo di distacco per molti giovani. Come se fosse un male incurabile che attacca il paese e il sistema in generale. Secondo una mia analisi personale, il mondo politico non riuscirebbe a comunicare ai giovani poiché le priorità non lo permettono: coloro che 'fanno politica' non badano a come un giovane possa prendere in considerazione l'idea della politica in sé, eppure viene definito l'organo più importante di uno Stato, il motore di un Paese, la fabbrica di idee che, un giorno, porteranno ad una soluzione. Al giorno d'oggi pochissimi ragazzi prestano attenzione a ciò che li circonda, prendendosene cura e cercando instancabilmente sempre più informazioni. Diamo tutto per scontato, questa è la triste realtà. Già pensando al problema dell'astensionismo al voto potrebbe creare in noi un campanello d'allarme. Il progetto promosso e diretto dalla Regione Puglia ha perciò il compito di trasportare i giovani in una dimensione sconosciuta agli occhi altrui, in un mondo in cui verranno prese decisioni importanti, ove saremo chiamati ad esserne i principali protagonisti. 

Prospettive, futuro, occasioni. Quali sono i bisogni dei giovani d'oggi? Sarebbe semplice dire: 'una vita spensierata, con una famiglia, un lavoro stabile e con costante salute'. I giovani hanno bisogno anzitutto di una certezza, che, a parer mio, non viene mai data. Hanno bisogno di sentirsi al sicuro sotto ogni punto di vista, e sentono soprattutto la necessità di sentirsi ascoltati. Senza questo non c'è futuro, né tantomeno voglia di prospettive.

Come il mondo attuale di Facebook, di Instagram, Tik Tok, della conoscenza a portata di mano può, secondo te, intersecarsi  con la scuola tradizionale per un percorso di crescita degli studenti? Il mondo digitale, ormai sempre in continua crescita, diviene strumento importante sotto molti aspetti, ad iniziare da quello informativo, dove i giovani cercano di imparare e crescere. Gli studenti, ormai esperti conoscitori delle realtà tecnologiche, sviluppano un senso di sicurezza in queste piattaforme utilizzandole a fini scolastici, come la creazione di progetti, presentazioni, e come metodi per facilitare l'esposizione orale tramite l'uso di immagini. Capacità che, purtroppo, vengono spesso sottovalutate e messe in disparte forse per via di un informazione scorretta.

Quale contributo possono offrire oggi i giovani, tanto alle istituzioni scolastiche, politiche che sociali del nostro Paese? E' strettamente legato alle infinite capacità che hanno in dotazione o alla propria volontà che ogni giovane dimostra nello svolgere qualsiasi cosa con determinazione, devozione e senso civico. Tutti noi possiamo fare qualcosa per risanare le ferite che da anni persistono nel nostro Paese ma solo con un forte spirito e con l'utilizzo appunto delle molteplici capacità che possediamo. 

C'è già una proposta che vorrai fare al primo consiglio? Su quale tematica? Il consiglio regionale verrà convocato a breve e, essendo ancora il primo, sarà basato sull'insediamento dei 46 giovani eletti. Sicuramente premerò molto sulla tematica riguardante i fondi destinati alla ristrutturazione e alla riparazione delle aule in cui svolgiamo regolarmente lezione. Potrebbe sembrare una di quelle proposte che mai prenderà una forma reale, ma è sempre meglio mettersi in gioco e tentare l'impossibile. Ciò che chiediamo non è certamente l'utilizzo di aule ultra-tecnologiche, bensì un luogo sicuro in cui passare i 5 anni senza il timore che qualche pezzo ci cada in testa. Tengo a precisare che nella mia scuola non vi è traccia di questa problematica. A questo punto ne vanno aggiunti altri legati alla formazione di progetti educativi e di cittadinanza, destinati all'acquisizione più dettagliata di determinate cose.

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