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Domenica, 5 Dicembre 2021
Scuola Francavilla Fontana

Un ponte per Sarajevo, anche studenti del Brindisino coinvolti nel progetto

Il progetto vedrà protagonisti gli studenti pugliesi chiamati a diventare i nuovi ambasciatori di pace nella tormentata Bosnia Erzegovina

RANCAVILLA FONTANA - «Un ponte per Sarajevo». È questo il titolo del progetto che vedrà protagonisti gli studenti pugliesi chiamati a diventare i nuovi ambasciatori di pace nella tormentata Bosnia Erzegovina. Ad annunciarlo in un comunicato il prof Tiziano Fattizzo, dirigente scolastico dell'Istituto capofila dell'iniziativa il Secondo comprensivo di Francavilla Fontana. 

«Sul progetto, che verrà presentato ufficialmente nel corso di una iniziativa pubblica - si legge - sta già lavorando un’avanguardia di Istituti scolastici del primo e secondo ciclo - la scuola secondaria di primo grado “V. Bilotta” del Secondo Istituto comprensivo, il Liceo classico “V. Lilla” e il Liceo scientifico “F. Ribezzo” tutti istituti di Francavilla Fontana - ma si prevede il coinvolgimento di altre scuole pugliesi». 

Il gruppo di lavoro (composto dai docenti: Maria Rosaria Quaranta, Mario Andrisano, Grazia Lacorte, Federica Fanciullo, Maria Elia, e dai dirigenti Tiziano Fattizzo, Giancarla Spagnolo, Vincenzo Sportillo) che si avvale della collaborazione del giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Franco Giuliano, già inviato di guerra della Gazzetta nei Balcani, e del contributo tecnico del web-master Sammy Laporta, «prevede di organizzare varie iniziative nelle quali saranno coinvolti gli studenti iscritti in questi istituti, e studenti mussulmani, serbi e bosniaci di Sarajevo e altre città della Bosnia».

Le scuole del brindisino, oltre a stilare il progetto di gemellaggio, sono attualmente impegnate nella creazione di un sito internet e di una pagina facebook dedicate all’iniziativa, alla realizzazione di un video-spot promozionale (realizzato dagli studenti) e alla organizzazione di una raccolta di fondi, attraverso libere donazioni, da destinare al programma di gemellaggio.

Il gemellaggio, che prevede anche scambi di visite di studenti e di insegnanti provenienti da culture e religioni differenti, nasce non solo con l’obiettivo di conoscere e avvicinare realtà sociali e culturali mlto diverse tra loro, ma vuole far riflettere gli studenti sulle atrocità della guerra in Bosnia Erzegovina creando un ponte di pace tra le varie etnie bosniache, che vivono ancora realtà conflittuali, dando concretezza ai valori del dialogo, della convivenza e della solidarietà, contribuendo, perché no, al dialogo tra cattolici, serbi ortodossi e bosniaci musulmani.

Nelle prossime settimane una delegazione di docenti andrà a Sarajevo (a proprie spese) per incontrare i massimi rappresentanti delle istituzioni bosniache coinvolte in questo progetto, il cardinale Pulic e i sindaci di Sarajevo e delle città coinvolte (a cominciare dalla Srewdnja Skola del comune di Citluk a 20 km da Mostar) oltre all’ambasciatore italiano a Sarajevo che per primo si è detto disponibile a fornire un aiuto per realizzare questa iniziativa, forse unica nel suo genere dalla fine della guerra che oltre 22 anni fa infiammò quell’area e sconvolse l’Europa.

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