Martedì, 27 Luglio 2021
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L'affare dei parcheggi a Ostuni, tra sequestri e interdittiva antimafia

Mentre la commissione ispettiva è al Comune a causa di una concessione, due soggetti vicini alla società attenzionata continuano a lavorare nelle stesse zone

OSTUNI - Al Comune di Ostuni, fino ad agosto, lavorerà una commissione di accesso ispettivo nominata dal prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni. Devono verificare casi di sospette infiltrazioni mafiose in Municipio. In particolare, le loro attenzioni si focalizzano su un parcheggio, in località Santa Lucia, vicino al mare. Tale parcheggio era stato affidato a una società, la Pkt Srl, con sede a Campi Salentina (Lecce). La società è stata raggiunta, lo scorso dicembre, da una informativa antimafia. E due soggetti legati a questa società anche questa estate gestiscono lo stesso parcheggio. E un'altra area in località Torre Pozzelle. Sicuramente la questione "parcheggi" sul litorale ostunese è una questione "calda". Tanti turisti, tanti soldi. Ma anche: tanti problemi, specie per il Comune di Ostuni. Gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Antonio Orefice, hanno sequestrato il 12 luglio il "parcheggio della discordia". E oggi (16 luglio) hanno trasmesso un'informativa alla Procura di Brindisi. Tra i soggetti nominati in questa informativa c'è C.T.T., ostunese di 73 anni. Il suo nome compare anche nel verbale del sequestro dell'area di Santa Lucia, insieme al nome di G.T., ostunese di 49 anni. Quest'ultimo è l'amministratore unico della Pkt, mentre il primo è titolare di una quota della stessa società. Eppure continuano a fare affari sul litorale ostunese.

Interdittiva antimafia per la Pkt

Per ricostruire la vicenda occorre andare a leggere le undici pagine dell'interdittiva antimafia firmata dal prefetto di Lecce Maria Rosa Trio. Tutto comincia il 22 ottobre 2020, quando la Questura di Brindisi trasmette alla Prefettura salentina dettagliate informazioni. Si tratta di possibili infiltrazioni mafiose. Riguardano un parcheggio, quello in località Santa Lucia, e una società, la Pkt per l'appunto, aggiudicataria della gestione. Ha la sede a Campi Salentina, c'è un amministratore unico (G.T.) e il capitale sociale è ripartito in due quote nominali, intestate a G.P. (nato a Taranto e residente a Campi Salentina, di 56 anni) e a C.T.T. Vengono passati al setaccio i precedenti di G.T. e le sue frequentazioni, ritenute oltre i limiti, anche con un "personaggio di altissimo livello della criminalità locale e accreditato negli ambienti della Scu". Anche la vita di C.T.T. viene controllata minuziosamente, vengono elencati precedenti e pendenze e conoscenze, anche con esponenti chiave della criminalità organizzata a Ostuni.

Un parcheggio assegnato a 500 euro

Poi si passa alla concessione del parcheggio in zona Santa Lucia, aggiudicato dalla Pkt: "Il valore assegnato al bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi è di soli 500 euro, soglia che, secondo la normativa vigente, non obbliga la stazione appaltante a richiedere la certificazione antimafia", si legge nell'interdittiva antimafia. Sì, soli 500 euro per la gestione del parcheggio, un "valore irrisorio [quello] assegnato al bando, a fronte di un reale guadagno per la società aggiudicataria di circa 60mila euro, calcolando la richiesta di 4 euro per ogni auto che accede ai numerosi lidi della zona". Questo appare dunque "un malcelato tentativo – si legge nel documento della prefettura di Lecce – di eludere, in modo fraudolento, la normativa antimafia, la cui applicazione (anche pattizia, secondo gli schemi abituali sottoscritto dagli enti locali con le componenti prefetture) avrebbe senza dubbio evidenziato controindicazioni soggettive nei confronti della Pkt". Non solo, di fatto anche prima dell'aggiudicazione del parcheggio G.T., secondo il commissariato di Ostuni, gestiva di fatto lo stesso parcheggio. Per questi motivi la Pkt è stata interdetta dalla Prefettura di Lecce.

I due sequestri

L'interdittiva, come detto, risale al dicembre 2020. Il 26 febbraio 2021 si insediano i commissari al Comune di Ostuni per verificare la sussistenza di condizionamenti mafiosi, anche a causa del parcheggio di Santa Lucia. Passano alcuni mesi, è il 12 luglio, e gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Antonio Orefice, fanno una "visita" sempre in quel parcheggio, in zona Santa Lucia. Adesso è gestito da un'altra società, l'Hb Car and Parking. Il titolare è sempre C.T.T., mentre il parcheggio è gestito da G.T., che risulta dipendente della ditta. C.T.T. è anche conduttore del terreno, terreno che dovrebbe essere adibito a "pascolo", come risulta dal catasto, ma che di fatto è adibito a parcheggio. Gravano anche dei vincoli paesaggistici. L'area viene sequestra dagli agenti della polizia locale di Ostuni. Passano quattro giorni, è il 16 luglio. Gli agenti controllano un altro parcheggio, questa volta in località Torre Pozzelle, non molto lontano. Anche questo parcheggio è abusivo. Anche questo parcheggio è di proprietà della Hb Car and Parking. Anche qui c'è C.T.T. Le particelle dei terreni sono accatastate come "seminativo" o "seminativo/pascolo", ma quella è un'area adibita a parcheggio, perfettamente funzionante. Alla fine gli agenti trasmetteranno un'informativa alla Procura, per varie violazioni, a carico di sette persone. Cambia il nome della società, raggiunta da interdittiva antimafia, ma non mutano i nomi dei soggetti coinvolti nell'affare dei parcheggi sul litorale di Ostuni.

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