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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Ammenda a Vitucci, Marino non ci sta: "I nostri tifosi hanno avuto paura"

Dopo il match perso contro Scafati il presidente di Happy Casa si sfoga: "Per tutti quei ragazzi che hanno assistito alla violenza di ieri ho il dovere di non tacere". E la Procura federale apre un'indagine sul dopo-gara

Il match tra Scafati e Happy Casa Brindisi ha visto un dopo gara infuocato. Il giudice sportivo della Lega Basket Serie A ha squalificato coach Vitucci per una giornata, "per comportamento aggressivo e minaccioso nei confronti degli arbitri a fine gara all'interno del tunnel di accesso agli spogliatoi, fatto che non degenerava per il pronto intervento del 1° assistente allenatore (Fabio Corbani, ndc). Sostituita con ammenda di 3.000 euro". Altra ammenda, da 2 mila euro, per Scafati "per offese e minacce collettive e frequenti, nei confronti dei tesserati avversari". Intanto, sul sito ufficiale della Fip, si legge che "La Procura federale ha aperto un'indagine al fine di verificare la natura e le eventuali responsabilità in ordine ai disordini accaduti all'interno dell'impianto di gioco, al termine della partita Givova Scafati-Happy Casa Brindisi dell'11 aprile 2023". Dopo le ammende, a stretto giro di posta, è arrivato lo sfogo su Facebook del presidente di Happy Casa, Nando Marino, sfogo riportato qui integralmente.

Vengo chiamato all’Università del Salento per fare lezione sull’importanza ed il valore dello sport nella nostra società. Ho portato questi valori all’interno delle scuole, dove sono stato chiamato affinché dello sport in genere, ma del basket ancor più in quanto sport di squadra, venga esaltato il ruolo educativo ed aggregativo contro una società competitiva e isolazionista. Questi valori li ho insegnati ai miei figli ed oggi non posso tacere, al di là di ogni risultato sportivo, dopo aver assistito al peggio che lo sport possa rappresentare. Stare zitto significherebbe tradire quello in cui credo e soprattutto tradire il ruolo educativo che invochiamo ed attribuiamo allo sport.

Come spiego il mio silenzio a quei ragazzini adolescenti che partiti da Taranto sono venuti a supportare la nostra squadra e che dopo aver subito insulti verbali tutto il tempo della partita, hanno temuto per la loro incolumità e avuto davvero paura? È questo il messaggio che vogliamo passi? Che il più violento fa paura e dobbiamo stare zitti? Vogliamo insegnare che alle trasferte non si va perché ci può essere un’invasione di campo a mettere a rischio l’incolumità? 

Ho mal di schiena per un pugno sferrato alla cieca ricevuto mentre sotto il tunnel cercavo di placare gli animi. Siamo stati difesi dai giocatori di Scafati che hanno in parte impedito l’accesso ai ‘supporters’... vogliamo chiamarli così? Lo sport è questo? 

Per tutti quei ragazzi che hanno assistito alla violenza di ieri ho il dovere di non tacere. Questo fatto ripeto supera il risultato sportivo, che forse ci ha preservato da qualcosa di peggio. Se poi vogliamo parlare del risultato, allora mi sento di aggiungere che non è accettabile che un dirigente sportivo durante la pausa a fine primo tempo vada ad apostrofare con frasi ingiuriose ed un atteggiamento ‘focoso‘ (?!) il primo arbitro (quello della chiamata finale) e che il tutto non sia stato riportato a referto dalla terna a fine partita. Questo l’ho vissuto davanti ai miei occhi e impunemente è stato ignorato.

Non mi metto a dire che magari può aver influenzato la svista o corretta chiamata arbitrale finale… per carità… stendiamo un velo pietoso… E per finire oltre al danno anche la beffa: ne usciamo più penalizzati noi a livello economico rispetto alla sanzione attribuita alla squadra di casa. Ringrazio il collega presidente Nello Longobardi per aver permesso alla mia famiglia di uscire da una porta secondaria affinché potessimo tornare a casa senza altri patemi d’animo.

La replica di Scafati

La Givova Scafati, in relazione ai fatti avvenuti durante e a seguito della gara contro Happy Casa Brindisi di ieri 11 aprile, intende sottolineare quanto alcuni atti e condotte provocatorie di tesserati abbiano creato stato di tensione nel pubblico.

E’ doveroso altresì rimarcare che un tesserato della squadra di Brindisi,  peraltro ex di turno, si è reso protagonista di condotte offensive e provocatorie nel corso dell’intera gara, culminate nel grave gesto, rientrando in campo dopo aver già guadagnato il tunnel degli spogliatoi, del lancio di una bottiglia piena verso il pubblico che, solo per coincidenza fortunata, non ha avuto conseguenze; o ancora, che altro tesserato della società ospite, sempre a fine gara, si è lasciato andare a gesti gravemente offensivi e volgari nei confronti del parterre, il tutto peraltro documentato da riprese video, che sono già state messe a disposizione degli inquirenti ordinari e sportivi.

Nel corso di tanti anni di appassionato séguito nei palazzetti di tutta Italia, la tifoseria scafatese non si é mai resa protagonista di alcun episodio, atteggiamento o condotta violenta o razzista, contraddistinguendosi di contro per calore, correttezza e passione: una singola, isolata ancorché esecrabile espressione, che si è avuto modo dover ascoltare da audio diffuso in zona adiacente il palazzo dello sport ben oltre il termine della gara, nel mentre la delegazione ospite stava abbandonando la struttura e che fermamente si condanna, in alcun modo può marchiare una tifoseria.

Tutto ciò premesso, la Givova Scafati nelle persone della proprietà, della dirigenza e degli sponsor e partner condannano fermamente e prendono le distanze da ogni forma di violenza e razzismo, rimarcando i valori di lealtà ed inclusione che animano da sempre l’intero sodalizio.

Al contempo, i dirigenti della società sono già al lavoro, in stretto contatto con le forze dell’ordine, per l’identificazione del responsabile, nei confronti dei quale, nell’augurarsi severità di sanzione, ci si riserva ogni  possibile azione giudiziaria a tutela.

Articolo aggiornato alle 22:10 (replica di Scafati)

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