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Domenica, 19 Maggio 2024
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Corsi truffa per operatori socio sanitari: 5 arresti, sequestri per oltre un milione di euro

Inchiesta della Guardia di finanza. RIlasciati falsi attestati con loghi dell'Unione europea ed enti istituzionali contraffatti a tantissimi giovani che pagavano fino a 3.000 euro a corso, con la speranza di un impiego lavorativo. Sono 11 gli indagati

Avrebbero rilasciato falsi attestati per operatori socio sanitari e specializzati, con loghi contraffatti dell’Unione europea e di enti istituzionali. Cinque persone sono state arrestate dalla guardia di finanza per i reati di per truffa aggravata, contraffazione di atti aventi valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio. La presunta truffa è emersa nell’ambito di un’inchiesta ribattezzata “Attestati sterili”, che stamattina è sfociata nell’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare penale e reale, a firma del gip del tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dalle fiamme gialle dei comandi provinciale di Lecce e Brindisi. 

Guarda il video dell'operazione 

Le indagini di polizia giudiziaria, in codelega con i Nas dei Carabinieri di Lecce, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, scaturiscono da alcune denunce presentate dai discenti nei confronti di "Forma Italia" una fondazione organizzatrice di corsi per Operatori Socio Sanitario (Oss.) e Specializzato (Osss) con sede, dapprima in Lecce, e successivamente a Roma.
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire ipotesi delittuose, penalmente rilevanti, nei confronti di 11 soggetti, 5 dei quali raggiunti dall’odierno provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, che potrebbero essere parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa per la realizzazione di corsi ‘fittizi’ eseguiti anche in modalità on line. Altre 6 persone, per un totale di 17, sono state raggiunte da un decreto di perquisizione. 

Le persone arrestate 

La misura cautelare dei domiciliari è stata emessa a carico di: Elsa Occhilupo, 36 anni, originaria di Brindisi e residente a Roma; Fabio Di maggio, 32 anni, originario di Manduria (Taranto) e residente a Lecce; Claudio Rusciano, 42 anni, di Fragagnano (Taranto); Michelangelo Sirsi, 53 anni, di Fragagnano (Taranto); Cosimo Di Giacomo, 55 anni, di Sava (Taranto). 

I coniugi Fabio Di Maggio ed Elsa Occhilupo avrebbero ricoperto il ruolo di amministratori di fatto, pur non avendo cariche formali dal 2018, occupandosi, da quanto appurato dagli investigatori, della gestione dei profitti illeciti in attività di compravendita di quote societarie, immobili o altre operazioni effettuate da società ritenute a loro collegate. Come rappresentante legale della fondazione e di altre società risultava formalmente Rusciano, presidente e responsabile nei corsi. Sia Sirsi che Di Giacomo, invece, sarebbero stati i rappresentanti legali di alcune società. 

Le indagini

Nello specifico, la contestazione riguarda il rilascio di attestati ritenuti materialmente falsi, recanti loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico, a favore di ignari discenti dislocati su tutto il territorio nazionale, convinti di poterli utilizzare per attività lavorative presso strutture sanitarie pubbliche e private.

Tantissimi giovani, alcuni dei quali residenti anche in provincia di Brindisi, si sono, quindi, affidati ai percorsi formativi in questione, pagando fino a 3.000 euro a corso, con la speranza di un impiego lavorativo che potrebbe essere precluso in quanto il titolo posto alla base dell’assunzione sarebbe, appunto, manchevole e viziato degli elementi fondamentali stabiliti per legge. La Fondazione sarebbe risultata, infatti, non iscritta nel prescritto Registro Prefettizio delle Persone Giuridiche e, pertanto, non in possesso dei requisiti legali per essere accreditata presso la Regione, tra cui la Puglia.

I sequestri 

I proventi delle attività delittuose sarebbero stati poi riciclati attraverso la creazione di numerose società che a loro volta avrebbero realizzato operazioni di compravendita di azioni societarie/ immobili e cessione per contanti per circa 1.400.000 euro. 
Accogliendo le richieste del pubblico ministero titolare del procedimento, il gip presso il Tribunale di Lecce ha emesso oltre all’ordinanza di custodia cautelare il sequestro preventivo nei confronti della fondazione e del dominus per somme complessivamente superiori ad 1 milione di euro. Fondamentale la collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, che sta curando l’oscuramento e l’inibizione dei siti internet e dei social media. Sono in corso di esecuzione, su tutto il territorio nazionale, perquisizioni domiciliari e sequestri nei confronti delle 250 società collegate alla fondazione, grazie alla preziosa collaborazione dei Reparti del Corpo e del Nas dell’Arma dei Carabinieri di Lecce, Napoli e Salerno.

Articolo aggiornato alle ore 9.55 (le persone arrestate)

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