Sabato, 25 Settembre 2021
settimana

AstraZeneca: "Gli esperti avrebbero forse fatto meglio a fare un confronto statistico"

Il vaccino AstraZeneca sembrerebbe più che sicuro, almeno da un punto di vista statistico, soprattutto per certe classi d’età

Un personaggio non identificato, ma che passa per lo Pseudo-Sallustio, scrisse una volta una colorita invettiva contro Cicerone, il quale indulgeva spesso a cambiar di rotta, sembra ad ogni stormir di frasca. Ed era talmente rapido nelle giravolte da esprimere, a detta del detrattore, “un’idea politica quando era in piedi; un’altra mentre stava per sedersi” (aliud stans, aliud sedens sentis de re publica).

Chissà cosa direbbe il nostro ignoto Pseudo-Sallustio sugli esperti che hanno affermato di tutto – ed il contrario di tutto – sul vaccino AstraZeneca, lasciando la gran parte dell’uditorio stupito, e senza parole.

In momenti difficili, è certo arduo non commettere errori di valutazione. Ci mancherebbe. Ma far passare questi cambi di giudizio quasi fossero pregi, desta un po’ di meraviglia. Infatti, queste raccomandazioni, di così opposto contenuto, vengono indicate come esempio tangibile dell’affidabilità del sistema, essendo la manifestazione evidente di un continuo ed accurato monitoraggio.

Comunque sia, AstraZeneca ora è consigliato a chi ha più di sessant’anni, constatato che per i più giovani potrebbe comportare dei lontanissimi rischi. 

Faccio atto di fede: di vaccini e di medicine in generale capisco nulla e, da statistico, mi trovo più a mio agio con i numeri. Ma proprio pensando a questi, mi meraviglia quell’altra affermazione secondo la quale, per ora, non ci sarebbero elementi per scoraggiare chi ha meno di sessant’anni a fare il richiamo, in quanto gli episodi di trombosi rare sono stati rilevati solo dopo la prima dose e non con la seconda. Come lo si faccia a dire, considerato che solo nel Regno Unito è stato fatto il richiamo di AstraZeneca e che non pare siano del tutto noti i risultati, non saprei proprio.

Messe da parte le perplessità per una comunicazione che lascia qualche sconcerto, e valutati i dati di cui si è in possesso, il vaccino AstraZeneca sembrerebbe più che sicuro, almeno da un punto di vista statistico, soprattutto per certe classi d’età.

Verifichiamolo basandoci sui dati relativi alla seconda ondata dell’epidemia – vale a dire da quanto avvenuto da agosto 2020 ad oggi – e sulla considerazione che finora in Italia risultano una decina di casi sospetti, e quindi neppure accertati, legati al vaccino AstraZeneca.

Consideriamo inoltre che i casi sospetti si concentrino sulle fasce d’età tra i venti ed i cinquantanove anni, con prevalenza nella classe più bassa, vale a dire tra i venti ed i ventinove anni.

Ebbene, nella fascia 20 – 29 anni l’incidenza dei decessi nella seconda ondata di Covid-19 (per 100.000 residenti aventi tali età) risulta pari a 0,68. In altre parole, in questa fascia d’età si sono riscontrati quasi 7 morti su un milione per il Covid-19. Calcolate le possibili vittime per trombosi a seguito della somministrazione di AstraZenica si trova che esse sono stimabili pari a 0,15 ogni 100.000 ventenni. Quindi di fatto 1,5 su un milione tra i 20 – 29 anni rischia di morire per una trombosi da vaccino. Pertanto un rischio più di quattro volte inferiore a quello di morire a causa del Covid-19.

Se poi passiamo alle altre fasce d’età, abbiamo i seguenti risultati: 

30 – 39 anniprobabilità di morte per Covid -19, 21 su un milione; per trombosi, 0,9 per milione. Quindi il rischio di non farcela alla malattia risulta 22 volte superiore a quella di non superare la somministrazione del vaccino.

40 – 49 anni: 70 morti su un milione per Covid-19 e 0,67 per trombosi da vaccino. Rischio di morire per la malattia 105 volte superiore.

50 – 59 anni: 221 per Covid-19 e 0,56 per trombosi. Rischio di morire per la malattia più di 455 volte superiore.

Alla luce di questi risultati, la più ragionevole risposta pare quella del Regno Unito che ha raccomandato di escludere dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca i cittadini con meno di trent’anni, a causa del raro rischio di coaguli di sangue. Per tutte le altre fasce d’età i benefici sembrerebbero di gran lunga superiori ai rischi.

In conclusione, più di rassicurarci che i cambi di rotta a centottanta gradi certificano la bontà del monitoraggio, gli esperti avrebbero forse fatto meglio a fare un confronto statistico fra il rischio di una trombosi, come eventuale rarissimo effetto collaterale della vaccinazione, e  il pericolo di non farcela a superare la malattia. Essendo in possesso di tutte le informazioni possibili, sarebbero stati in gradi di fare stime di gran lunga più precise.

Per finire, diamo come al solito uno sguardo all’evoluzione della malattia in Puglia. I tre grafici proposti ci fanno notare come i vari parametri siano asincroni, così come in maniera asincrona si sviluppa l’epidemia. È ormai accertato che tutto prende avvio dai contagi e che poi gli effetti si ripercuotano sull’occupazione delle strutture sanitarie ed infine sui decessi. 

Il primo grafico ci fa notare come l’andamento dei nuovi contagi è in decrescita – si tenga però presente che, nella realtà, la diminuzione è meno accentuata in quanto la curva risente del maggior numero di giorni festivi presenti nell’ultima settimana. 

Il secondo grafico che il valore dell’occupazione delle terapie intensive si trova ormai su un plateau e, quindi, è ragionevole credere vicino alla svolta, mentre i decessi (grafico 3) sono tuttora in crescita. La crescita dei decessi rispecchia per altro la politica seguita dalle vaccinazioni, che ha più privilegiato chi rischiava poco (quasi un quinto dei vaccini destinato al personale scolastico e non di aria sanitaria) rispetto ai più fragili (fascia dei settantenni del tutto dimenticata). 

Il tutto lascia comunque presumere che il miglioramento nell’andamento dei contagi potrà, nel corso dei prossimi giorni, ripercuotersi favorevolmente sulle strutture sanitarie e, successivamente, sui decessi. Si spera in definitiva su uno sviluppo favorevole della situazione che rimane, tuttavia, molto critica.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

AstraZeneca: "Gli esperti avrebbero forse fatto meglio a fare un confronto statistico"

BrindisiReport è in caricamento