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Hiv: “Nel Brindisino notevole aumento dei casi, i giovani i più colpiti”

Il virus dell’Hiv non richiama più l’attenzione dei media come in passato, ma è ancora presente. L’intervista a Salvatore Minniti, dirigente del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Perrino

 

BRINDISI - Il Covid-19 continua a far parlare di se, mettendo in ombra un altro virus, l’Hiv, che però persiste nel diffondersi soprattutto tra i giovani. Brindisireport ha intervistato il dottor Salvatore Minniti, dirigente medico Uoc del reparto di malattie infettive presso l’Ospedale Perrino di Brindisi e Responsabile Uos assistenza domiciliare Hiv/Aids, per spiegare cosa sta accadendo nella provincia di Brindisi. Minniti, ha precisato che mentre in passato questo virus ha attirato l’attenzione dei media, a livello mondiale, perché considerato la causa della “peste del 2000”, oggi ha perso di notorietà. Brindisi è una delle provincie pugliesi con il più alto numero di positivi e il dato più allarmante, è che la fascia d’età maggiormente colpita è compresa tra i 25 e i 29 anni. 

HIV 1-2

I dati

In tutta la Puglia, tra il 2007 e il 2019, sono stati registrati 2164 positivi, di cui 2048 tra i residenti e 116 tra i non residenti, con una media di 167 casi all’anno. Nel 2019 il tasso d’incidenza nei residenti è di 3.9 casi su 100.000, mentre nel 2018 erano 3.5 su 100.000. L’incidenza tra gli uomini e 6 volte maggiore rispetto alle donne. Brindisi e la sua provincia registrano tra i 20 e i 25 casi positivi ogni anno. Da un po’ di tempo, ci si ricorda dell’Hiv solo l’1 di dicembre, giornata mondiale contro l’Aids, ma i dati dimostrano che è un problema in costante aumento e sebbene la medicina abbia fatto passi da gigante, il virus è presente e come. Il 90% percento delle trasmissioni, avviene attraverso rapporti sessuali non protetti, forse per questo si va diffondendo sempre di più tra i giovani e tra gli uomini di mezza età, compresi tra i 45 e i 50 anni, che spesso vengono a conoscenza del proprio stato con notevole ritardo, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. 

I sintomi

Il virus crea deperimento e febbre, ma il problema serio, come spiega Minniti, è la sua latenza, infatti i soggetti positivi potrebbero non presentare sintomi anche per 8 o 10 anni, periodo in cui, possono favorire la diffusione del virus, per questo motivo i controlli sono fondamentali. L’ospedale Perrino di Brindisi offre gratuitamente e in maniera anonima il test, ma sono davvero in pochi a sottoporsi a questo esame, forse per la paura immotivata, di dover rendere pubblica la propria sfera intima. Sottoporsi al test è fondamentale, perché il virus dell’Hiv potrebbe progredire e degenerare, causando l’Aids, cioè un deficit del sistema immunitario che favorisce malattie cosiddette “opportunistiche” anche mortali. 

HIV 2-2

Il disinteresse dei media

Attenzione, come spiega Minniti, “essere portatore di Hiv, vuol dire essere portatore di un’infezione che, non è una malattia”, quindi c’è una differenza tra l’essere sieropositivo ed essere malato di Aids. Infatti, con le cure attuali, chi contrae il virus e se ne accorge in tempo, può accedere a cure che garantiscono un’aspettativa di vita, pari a quella di chi non è sieropositivo. Un tempo chi era in cura, doveva assumere elevati quantitativi di pillole ogni giorno, oggi è sufficiente una compressa al dì, ma a breve, potrebbe essere disponibile un farmaco, da somministrare con una semplice iniezione ogni 20 giorni. “Una cosi elevata diffusione dell’Hiv”, spiega il Minniti “è dovuta ad una mancanza d’informazione, al disinteresse dei media e delle istituzioni e questo atteggiamento alimenta luoghi comuni e false credenze” e continua “oggi i giovani non vedono più la tv, ma s’informano attraverso i social media, per questa ragione dobbiamo, non solo fare informazione nei luoghi di aggregazione, ma rivedere gli strumenti e i linguaggi corretti, per giungere a loro e limitare la diffusione dell’Hiv”.

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