Giovedì, 18 Luglio 2024
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Deposito Gnl, polemiche sulla torcia alta 45 metri: l'Authority convoca Edison

L'Autorità di sistema portuale avrebbe convocato con urgenza la società per chiarimenti sul progetto definitivo. Analoga richiesta viene avanzata anche da forze della maggioranza di centrodestra. Intanto arrivano le adesioni al sit in organizzato dalla Cgil

BRINDISI - Dopo la levata di scudi di sindacati, associazioni ambientaliste e forze politiche, anche l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale chiede chiarimenti a Edison sul progetto definitivo del deposito costiero di Gnl reso di pubblico dominio nei giorni scorsi. Da quanto appreso pare che l’ente abbia convocato con urgenza i dirigenti della società per la prossima settimana.

Il progetto nei mesi scorsi ha superato il lungo iter autorizzativo, ma a spiazzare è stato l’inserimento di una torcia alta 45 metri che non era prevista nella prima versione del progetto, che prevedeva invece una torcia a terra. Anche fra le file della maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Giuseppe Marchionna si chiede un approfondimento.

Il consigliere regionale Fabiano Amati e il Pri chiedono infatti a Edison di fare chiarezza, accodandosi ad analoga richiesta avanzata nella giornata di ieri dal deputato Mauro D’Attis. Il primo consigliere di maggioranza a dire no alla torcia era stato Roberto Quarta (Fratelli d’Italia) con un post condiviso lunedì sera (14 agosto) sul suo profilo Facebook. 

Pri: "Perplessità sulla decisione dell'azienda"

“Siamo tra quanti - si legge in un comunicato della segreteria cittadina e del gruppo consiliare del Pri - si sono espressi a favore del progetto della società Edison di realizzare nel porto di Brindisi un serbatoio di stoccaggio di gas naturale liquefatto. Lo abbiamo fatto nella recente campagna elettorale al pari dell’intera coalizione che ha sostenuto la candidatura del sindaco Marchionna”.

“Ci sembrava un modo trasparente – si legge ancora nel comunicato - per chiedere il consenso degli elettori senza assumere atteggiamenti pilateschi che tendevano a rinviare al dopo elezioni ogni decisione”. “Allo stesso modo e con la stessa chiarezza - proseguono i repubblicani - esprimiamo perplessità sulla decisione di Edison di sostituire la torcia a terra, inizialmente prevista, con una torcia verticale alta 45 metri. Condividiamo, pertanto, la necessità di un momento di approfondimento come proposto dall’Onorevole D’Attis”.

“E’ necessario, quindi, che i rappresentanti della società – conclude il Pri - vengano a Palazzo di città, incontrino il sindaco ed il presidente della Autorità portuale e, con l’occasione, chiariscano i ritorni a beneficio del comparto industriale brindisino”. 

Amati: "Ora la parola ai tecnici regionali"

Dei dubbi, come detto, vengono sollevati anche dal consigliere regionale Fabiano Amati, esponente di Azione, partito rappresentato nella giunta guidata dal sindaco Marchionna. “Se cambia il progetto rispetto a quello approvato - afferma Amati - può cambiare l’opinnlione della Regione, di Emiliano, dei partiti di maggioranza in Consiglio regionale e dei partiti di maggioranza al Comune.  Sul serbatoio Gnl di Brindisi, adesso la parola ai tecnici regionali per consentire alla Giunta l’eventuale revisione dell’intesa, se la modifica progettuale non risulterà compatibile con la vocazione ambientalista del serbatoio.  E per questo ho chiesto l’audizione in Commissione degli assessori regionali interessati, Autorità portuale e Comune di Brindisi.” 

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale Fabiano Amati, commissione regionale di Azione, partito che ha una sua rappresentanza nella giunta guidata dal sindaco Marchionna.  “Ho l’impressione che i manager Edison - afferma Amati -non siamo particolarmente competenti sul piano tecnico-procedurale e perciò si rischia di trasformare un impianto ambientalista, accettato contro i no-a-tutto inquinanti, in un’iniziativa indigesta"

"Per sgomberare il campo a politicismi, populismi, opportunismi, inappetenze allo studio, demagogie, vanità e desideri di protagonismo - afferma ancora Amati -. resta da verificare se la modifica progettuale proposta da Edison resti compatibile con l’obiettivo ambientalista del serbatoio GNL, se ne accresca la sicurezza e se sia compatibile con l’attuale fase procedimentale.  Tutto qui. Solo in base a queste risposte tecniche decideremo la nostra posizione, che sarà come al solito serena, schietta, accordata con la prova scientifica, con la sicurezza ambientale, con la prosperità e con la pace. Si, la pace, perché non dobbiamo mai dimenticare che il mondo è ancora in guerra e che la questione energetica rimane ancora un motivo di prepotenza della Russia nei confronti del mondo, cosa di cui evidentemente non si accorgono i nostalgici dell’Urss".

Maurizio Bruno: "Non si decida sulla testa dei cittadini"

Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale Maurizio Bruno (Pd). “Brindisi – sostiene Bruno - le sue vocazioni a lungo trascurate, le sue potenzialità, non possono continuare a essere ancora sacrificate sull’altare dell’industria, dell’energia e di interessi che non interessano i brindisini”.

“Questa città – prosegue Bruno - ha sempre dato, ha dato troppo, non si può continuare a decidere sopra la testa dei cittadini. E no, le parole del presidente dell’Autorità di Sistema Ugo Patroni Griffi non bastano a tranquillizzare. Qui parliamo di procedure estremamente articolate e istituzionali, che non si risolvono con una dichiarazione”.

"Serve invece subito maggiore chiarezza da parte della società, serve il coinvolgimento delle istituzioni cittadine e serve che la Regione faccia sentire la sua voce a sostegno della città.  Il sì a tutto – conclude Bruno - a qualsiasi iniziativa industriale decisa sulla testa dei brindisini, espresso sempre in questi anni da qualche personaggio politico, non è meno deleterio e dannoso della politica dei no a tutto. Una politica accorta e responsabile non dice sì o no pregiudizialmente, ma sempre e solo sulla scorta dello studio dei progetti, delle proposte e delle ricadute”.

Luperti: "Bene l'iniziativa di D'Attis

Pasquale Luperti, consigliere comunale d’opposizione, appoggia la posizione assunta da Mauro D’Attis, “probabilmente anche per il suo ruolo di unico parlamentare di Brindisi”. “La sua proposta  - dichiara Luperti - va in direzione di quanto da noi già auspicato da tempo: un confronto a tutto campo con l’azienda proponente da realizzare solo ed esclusivamente a Palazzo di Città, alla presenza di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e del mondo ambientalista”.

“Un confronto  - prosegue il consigliere comunale - durante il quale affrontare i problemi di carattere ambientale, quelli collegati all’impatto visivo, così come quelli relativi ai ritorni economici ed occupazionali relativi all’eventuale realizzazione dell’impianto. Elementi, questi ultimi, che dovrebbero essere contenuti all’interno di un rapporto elaborato dal Censis, così come promesso ad ottobre dello scorso anno dai vertici di Edison e dal presidente di Confindustria Brindisi Lippolis. Rapporto di cui nessuno ha mai saputo più niente”.

Ma Luperti invita anche in sindaco Marchionna a chiarire la sua posizione. “L’onorevole D’Attis gli ha lanciato un salvagente – sostiene ancora Luperti - ma le parole del primo cittadino restano scolpite nella mente dei brindisini: ‘Credo che per noi del Comune quello di Edison è un problema che non ci riguarda, che non esiste più. Ormai riguarda solo l’Autorità Portuale ed eventualmente altre istituzioni coinvolte’. Una frase pronunciata da Marchionna in pieno consiglio comunale. Insomma, per il sindaco di questa città il Comune non dovrebbe mettere il naso su chi presenta progetti difformi rispetto a quelli iniziali, tentando di rifilarci una torcia di 45 metri davanti al cono di atterraggio dell’aeroporto e a due passi dal centro abitato”.

“Se adesso ha cambiato idea – conclude Luperti -  lo dica chiaramente e metta in condizione i brindisini di difendere il proprio futuro in cui non ci sarà spazio per impianti pericolosi, impattanti e con scarsi ritorni per la nostra comunità”.

Cisal, Ugl, Confsal/FIsmic: "Edison coinvolga le parti sociali"

I sindacati Cisal Brindisi, Ugl Brindisi e Confsal/Fismic, rappresentati rispettivamente da Massimo Pagliara, Davide Sciurto e Damiano Flores, “non sono contrari a tale insediamento in quanto già riconosciuto, negli iter autorizzativi, dalla politica che governa le istituzioni comunali, provinciali, regionali e, ovviamente, da chi li rappresenta”. 

I sindacati ritengono “necessario, che in questa fase, Edison, rappresentata dalla sua associazione datoriale, coinvolga le parti sociali, anche in sede istituzionale se lo riterrà opportuno, per meglio analizzare gli aspetti progettuali e le modifiche applicate rispetto alle prime intenzioni che, probabilmente, senza un sano e costruttivo confronto con gli interpreti del territorio, rischia di alimentare le solite ed inevitabili speculazioni politiche”.

“E’ importante, senza ulteriori attese – affermano ancora i rappresentanti dei sindacati - comprendere e stabilire quali saranno le ricadute occupazionali ed economiche reali sul territorio prima, durante e dopo la realizzazione dell’intera struttura”. “Infine – concludono - certi che il percorso di transizione ecologica e decarbonizzazione passi anche attraverso la giudiziosa realizzazione di impianti di questo tipo, restiamo speranzosi di poter argomentare le ragioni che da anni rappresentiamo sul territorio, apprendendo però, da fonti dirette tutti i dettagli del progetto, nell’interesse collettivo”.
 

Adesioni al sit in organizzato dalla Cgil

Contro la realizzazione del progetto si è alzato nei giorni scorsi un coro di no da parte di associazioni ambientaliste e mondo della politica. Il sindacato Cgil ha organizzato un sit in di protesta per il prossimo 24 agosto (ore 18.30) in piazza Vittorio Emanuele, davanti alla sede dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale. Annunciano la propria adesione alla manifestazione anche Brindisi bene comune e Alleanza Sinistra-Verdi.

"Come già detto dalla presentazione di questo dannoso progetto e ancora molteplici volte - si legge in una nota congiunta - crediamo che il futuro portuale non possa essere vincolato dalla presenza del deposito Edison: un pericolo per la salute e per la sicurezza della Città, un nuovo impianto a rischio di incidente rilevante che farà solo gli interessi di pochi. Vengono compromessi sicurezza, salute, ambiente, economia e le potenzialità logistiche, commerciali e turistiche del nostro porto per mere nicchie di interesse e prese di posizione ideologiche".

"Protestiamo anche per dire basta torce! Il progetto definitivo prevede una torcia sopraelevata di 45 metri: minacciosa si ergerà sulla città. In piazza per un porto aperto allo sviluppo e alla polifunzionalità. In gioco c'è il futuro del nostro porto e dell'intera Città, non ci si può piegare a interessi altrui svendendo il futuro. Invitiamo la cittadinanza a partecipare e ad affiancarci in questa protesta il prossimo 24 agosto alle 18:30 in Piazza Vittorio Emanuele II (nello spazio adiacente alla sede dell'Autorità Portuale) a Brindisi".

“Il Movimento 5 stelle  - fa sapere il coordinatore provinciale del pentastellati - aderisce all’iniziativa essendo stati i suoi consiglieri Roberto Fusco e Pierpaolo Strippoli fautori già di diversi atti di protesta contro la decisione del sindaco e della giunta comunale di non riassumere dinanzi al Tar Lazio il giudizio volto all’annullamento dell’autorizzazione all’impianto, giungendo ad abbandonare anche per tale motivo il consiglio comunale dell’11 agosto, dopo le dichiarazioni del sindaco Marchionna di non voler consentire neppure qualsivoglia discussione riguardante il processo autorizzativo di tale impianto dichiarando non essere interesse del Comune di discuterne”. 

“E’ nel Dna del Movimento 5 stelle la contrarietà a investimenti in depositi di gas Gnl o in impianti di rigassificazione che delineino ancora oggi un futuro in cui l’energia derivi da combustibili fossili e non da fonti di energia rinnovabile”. “A maggior ragione se, come nel caso di Brindisi – si legge ancora nel comunicato - tale impianto venga posto all’interno del porto e  nelle vicinanze dell’abitato e di diversi impianti a rischio di incidente rilevante, compromettendo il futuro del porto e quindi lo sviluppo economico della città”.
 

Articolo aggiornato alle ore 14.54 (adesione M5S alla manifestazione)

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