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Terremoto in Tribunale, sei arresti per corruzione: ci sono anche magistrati

Giudici della sezione fallimentare e professionisti di Francavilla Fontana coinvolti. Operazione della Procura di Potenza

BRINDISI - Terremoto nel Tribunale di Brindisi e a Francavilla Fontana: professionisti e magistrati della sezione Fallimentare sono stati coinvolti questa mattina (28 gennaio) in un'operazione della Guardia di Finanza, operazione disposta dalla Procura di Potenza. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari: questa l'ipotesi. In carcere Massimo Bianco, imprenditore francavillese; Oreste Pepe Milizia (non Francesco, come si era appreso in precedenza), commercialista francavillese; Gianmarco Galiano magistrato originiario di Latiano. Ai domiciliari: Federica Spina; Francesco Bianco, avvocato francavillese; Annalisa Formosi, ingegnere di Francavilla Fontana. Altri due magistrati sarrebbero indagati a piede libero.

Gli indagati sono in tutto 21. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Potenza Francesco Curcio, verte su alcune procedure fallimentari. Le indagini sono partite nel 2017 in seguito alla richiesta di concordato preventivo avanzata da una società con sede nella provincia di Brindisi. Le indagini erano coordinate dal sostituto della Procura di Brindisi Raffaele Casto. Poi sono state trasferite a Potenza, in quanto la Procura della città lucana ha la competenza territoriale, visto il coinvolgimento di magistrati brindisini. Le indagini sono proseguite con alcune perquisizioni negli studi dei professionisti coinvolti nelle procedure fallimentari.

Un ruolo apicale nell'inchiesta sarebbe quello del giudice Galiano. Insieme a Pepe Milizia e a Massimo Bianco e ad altri professionisti e imprenditori, avrebbero dato la disponibilità a influire su alcune decisioni giurisdizionali. Sarebbero 13 persone tra gli indagati che sono accusate di aver partecipato all'associazione per delinquere. Questa sarebbe stata composta da professionisti e consulenti. Il fine: compiere reati di corruzione in atti giudiziari, falsi in atto pubblico, concussione, abuso d’ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni in esistenti. Consulenze e incarichi giudiziari sarebbero stati spartiti illecitamente.

Articolo aggiornato alle 13.10 del 28/01

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