Venerdì, 12 Luglio 2024
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Lite per futili motivi degenera in tentato omicidio: un uomo finisce in carcere

Le indagini della Squadra Mobile hanno fatto luce su un episodio accaduto il 31 maggio 2022 al Paradiso: un 57enne era finito in ospedale con gravi ferite al torace provocate da un'arma da taglio. Quattro persone, tra cui la vittima, indagate per favoreggiamento: erano stati indicati due fantomatici stranieri quali autori del gesto

BRINDISI - E' stato arrestato ieri, lunedì 26 giugno 2023, e condotto in carcere a Brindisi: per lui l'accusa è quella di tentato omicidio. Vittorio Corsa, 52enne brindisino, difeso dall'avvocato Andrea D'Agostino, è ritenuto, in seguito alle indagini della Squadra Mobile, l'autore del ferimento di un 57enne brindisino, ricoverato in seguito alle ferite riportate presso l'ospedale Perrino di Brindisi. Il fatto è accaduto il 31 maggio 2022, presso il quartiere Paradiso di Brindisi. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale del capoluogo adriatico, Barbara Nestore, su richiesta del pm. Risultano altri quattro indagati - tra i quali la stessa vittima - che devono rispondere di favoreggiamento, avendo tentato di sviare le indagini. All'inizio, infatti, erano stati indicati quali colpevoli del ferimento due fantomatici cittadini extracomunitari. Gli agenti della Squadra Mobile, diretta dal vice questore Rita Sverdigliozzi, hanno dovuto dipanare una rete fatta di omertà, silenzi e false informazioni.

Le indagini nascono il giorno del ferimento della vittima. Al Pronto Soccorso del Perrino si presenta un uomo, che ha due ferite da taglio sull'emitorace sinistro. Fortunatamente, non sono mortali, ma perché l'arma ha incontrato una costola, che è stata fratturata. Anche un polmone è interessato: per il 57enne brindisino la prognosi è di 40 giorni. L'importante è che sia sopravvissuto. Al Pronto Soccorso, per altri motivi professionali, ci sono due agenti della Questura di Brindisi. Che vengono a sapere di questo ricovero. La Squadra Mobile si attiva. La vittima spiega di aver subito un accoltellamento, in una via di Brindisi, da parte di due sconosciuti, due extracomunitari mai visti. Il ferito sarebbe stato accompagnato in ospedale in auto da un terzo sconosciuto. Qualcosa non torna: la vittima è già nota alle forze dell'ordine. E' molto conosciuta al Paradiso ed è inserita nelle dinamiche sociali di quartiere. Possibile che sia stato accompagnato in auto da uno sconosciuto?

Gli agenti della Mobile cercano di vederci chiaro, perché la versione dei fatti della vittima - e di altre persone - non solo non convince, ma sembra finalizzata a sviare le indagini. Tanto che si conteranno quattro indagati oltre il presunto autore del tentato omicidio. Il giorno successivo, l'1 giugno, il gip del Tribunale di Brindisi autorizza le intercettazioni telefoniche. Non c'è formalmente un indagato, quindi si ascoltano le conversazioni della vittima e dei suoi congiunti. Il materiale raccolto dagli investigatori ha consentito, dapprima, di escludere la versione fornita dalla vittima e di indirizzare le indagini verso Corsa e la lite per futili motivi, ancora da chiarire. Successivamente, ha confermato il quadro indiziario. La vittima, tra l'altro, era stata testimone di nozze dell'arrestato. Il tentato omicidio sarebbe stato commesso con un paio di forbici. La "versione di comodo" riguardante i due stranieri viene quindi smentita. Le indagini sono state condotte nonostante il silenzio dilagante. E' emerso che molti sarebbero stati a conoscenza dell'accaduto, ma "i soggetti coinvolti appartengono ad ambienti criminali in cui l'omertà e la successiva vendetta privata appaiono preferibili alla collaborazione con le forze dell'ordine", per usare le parole del gip contenute nell'ordinanza.

I vari "accorgimenti" adottati durante i discorsi captati non sono comunque serviti a molto. Alcuni interlocutori, parlando al telefono o di persona, in ospedale, con la vittima, lasciano intendere che tra quest'ultima e il feritore ci fosse una conoscenza pregressa. Si parla di "compare" e, come si è visto, il ferito è stato testimone di nozze del futuro arrestato. Altri epiteti non ripetibili vengono indirizzati all'autore - all'epoca sconosciuto alle forze dell'ordine - del ferimento. Circostanza che lascia intendere che fosse un volto noto nell'ambiente della vittima. Un interlocutore sconosciuto, inoltre, dice che il 31 maggio il ferito era in compagnia dell'aggressore, avendo visto entrambi insieme e non sapendosi dare una spiegazione circa gli accadimenti successivi. Gli inquirenti passano quindi a intercettare Corsa. Il presunto aggressore dice, in un caso, di essere sparito per una settimana ma poi di essere andato al Paradiso a "sgommare" con l'auto, sfidando apertamente la vittima. Lo stesso si lascia scappare la genesi dell'episodio: una lite con il cognato della vittima - altro indagato in questo procedimento - per motivi, come detto, non ancora chiariti.

Articolo aggiornato alle 11:05 (altri dettagli)

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