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Violenza sessuale nei confronti di due 12enni: arrestato un 16enne

L'incubo è finito grazie alla testimonianza di un altro ragazzo, che ha raccontato agli inquirenti quanto accadde nell'estate 2020 a Brindisi

BRINDISI - Un rapporto amicale che si trasforma in un incubo, un ragazzo più grande che costringe due 12enni a compiere e subire atti sessuali. L'incubo è finito grazie alla testimonianza di un altro ragazzo, che ha raccontato agli inquirenti quanto accadde nell'estate 2020 a Brindisi. Oggi (martedì 29 giugno 2021) il personale della squadra mobile della Questura di Brindisi ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i minorenni di Lecce, Aristodemo Ingusci, su richiesta del pm Simona Filoni (Procura della Repubblica per i minorenni di Lecce) e del sostituto procuratore Stefania Maria Mininni. Gli agenti hanno arrestato un ragazzo di Brindisi, di 16 anni, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.

L'indagato, secondo l'accusa, avrebbe costretto un ragazzino di 12 anni a compiere atti sessuali, con la violenza e con la minaccia, approfittando della condizione di inferiorità fisica e psichica e al contesto socio-ambientale di appartenenza della vittima. In un'occasione, nel giugno 2020, aveva costretto il 12enne a seguirlo nel vano ascensore di un condominio (ubicato nel centro di Brindisi) per costringerlo ad avere un rapporto, rapporto poi bloccato dall'intervento di altri giovanissimi. Gli amici del 12enne erano riusciti ad aprire le porte dell'ascensore con la forza e a trascinare via la vittima.

Sempre nell'estate 2020, il 16enne brindisino avrebbe compiuto un altro atto dello stesso genere. Vittima, un altro ragazzino 12enne. Per gli inquirenti il 16enne, dietro la minaccia di un male ingiusto (per dirla con la giurisprudenza) aveva costretto un 12enne a compiere atti sessuali. L'avrebbe condotto in un parco pubblico di Brindisi e lo avrebbe costretto a visionare video pornografici. E poi a compiere atti sessuali.

Le indagini sono state avviate dalla sezione di polizia giudiziaria - aliquota polizia di Stato - della Procura per i minorenni. Tutto ha origine dagli atti trasmessi dalla Procura della Repubblica di Brindisi relativi ad un cittadino pakistano, maggiorenne, che avvicina ragazzini per adescarli sessualmente in cambio di regalie di poco valore. Le stesse indagini sono strettamente connesse a un altro procedimento nei confronti di soggetto minorenne, autore di reati di natura sessuale commessi, nel periodo compreso tra l'estate del 2019 e quella del 2020, sempre nei confronti di una delle vittime della presente circostanza. 

In un comunicato diramato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce si legge: "La scabrosa vicenda si è sviluppata all'interno di un contesto 'amicale', in un gruppo di coetanei che erano soliti passare il tempo libero insieme, giocando per le vie e le piazze del centro di Brindisi. All'interno di tale 'rassicurante' ambito, si inserisce la figura dell'odierno arrestato che forte della sua superiorità fisica e psichica ha prepotentemente e vilmente spadroneggiato, in una fase della sua adultizzazione, arrivando a brutalizzare sessualmente coloro che, fino ad allora, lo avevano creduto un amico, compiendo ai loro danni azioni esecrabili. Il tutto approfittando della ingenuità e della paura connessa all'età delle due vittime, le quali hanno taciuto per paura delle minacce loro prospettate ed anche per la precisa paura di essere percosse". 

E ancora, si legge nel comunicato che "ogni azione violenta risulta consumata dall'indagato con una incredibile ferocia, con una brutalità degna di condotte delinquenziali di soggetti normalmente adulti, già strutturati in modo irrimediabilmente deviato, senza mai esprimere alcun sentimento di pietà o di rimorso per il dolore delle vittime. Fortunatamente, il muro di paura e di omertà, che si era eretto intorno a questa aberrante vicenda, è stato rotto dalle dichiarazioni rese innanzi alle forze dell'ordine, da parte di un componente della comitiva di amici, che era stato testimone diretto di alcuni episodi e aveva ricevuto le confidenze di una delle vittime". 

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