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Campo eolico off-shore: parere Via favorevole, la Regione dice no

Il procedimento approda al Consiglio dei Ministri dopo l'ok del Comitato Via. La giunta regionale pugliese esprimere parere sfavorevole. Il progetto prevede 38 aerogeneratori al largo della costa tra Brindisi e Lendinuso

La Regione Puglia ha espresso parere di compatibilità ambientale negativo per il progetto del campo eolico off-shore al largo di Torre San Gennaro, presentato nel giugno 2013 dalla società TG Energie Rinnovabili Srl di Ravenna. L’iter è ormai nella parte finale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove è approdato dopo circa quattro anni di esame da parte del Comitato tecnico Via presso il Ministero dell’Ambiente, conclusosi nel maggio scorso con l’emissione invece di parere favorevole con prescrizioni.

La procedura (in questo caso di Valutazione di Impatto ambientale – Valutazione di incidenza) prevede, nel caso sia esclusa l’opzione della conferenza dei servizi, comunque  la richiesta di parere alla Regione interessata. E oggi la giunta regionale pugliese si è espressa negativamente. L’ultima parola, tuttavia, tocca al governo. Il progetto di TG Energie Rinnovabili prevede la realizzazione di 36 aerogeneratori da 3 megawatt ciascuno per una potenza complessiva installata di 108 megawatt.

Planimetria del campo eolico off-shore di TG Energie Rinnovabili-2

Nel 2010 era stato bocciato un progetto di campo eolico off-shore nello stesso tratto di mare presentato da un’altra società, la Trevi Energy Spa, che prevedeva la realizzazione a circa due miglia dalla costa di 40 torri eoliche per una potenza installata di 150 megawatt. In quel caso, si registrò anche il parere negativo del Ministero dei Beni culturali, obbligatorio per legge.  Ora si attende l’esito definitivo anche per l’operazione proposta da TG Energie Rinnovabili.

La torre eolica standard prevista dal progetto di TG Energie Rinnovabili-2Per quanto riguarda la compatibilità con la presenza di Sic (Siti di interesse comunitario) di Posidonia oceanica, la società TG Energie Rinnovabili intendeva superare il problema in questo modo: “Come verrà dettagliatamente descritto successivamente, nel caso in esame i cavi verranno interrati nel fondale marino ad una profondità di 1-3 m (preferibilmente attorno a 1,5 m, come valore massimo in condizioni di buon livellamento del fondale), mediante l’impiego di speciali aratri in grado di scavare la trincea con l’ausilio di mezzi navali”.

“Nelle aree interessate dalla presenza di Posidonia e/o Cymodocea, i cavi marini verranno tipicamente appoggiati al fondo, vincolati con elementi di fissaggio, spaziati circa 20 m fra loro, con asta filettata e ancoraggio di tipo Manta Ray MR-4 (o simile) avvitato nella parte terminale dell’asta e munito di sistema di vincolo del cavo all’asta filettata”. Si tratta di vedere se è stato accettata in fase di procedura tale soluzione oppure siano state imposte particolari prescrizioni.

Il fattore maggiormente impattante infatti non è quello della connessione a terra con una sottostazione di Terna, ma i lavori e i cablaggi subacquei. Le torri avranno una altezza dalla superficie del mare di 85 metri al mozzo dell’aerogeneratore e di 140 sino alla punta della pala in verticale, mentre la parte sommersa sarà di 25-35 metri, escluso lo scavo di ancoraggio sul fondale. L’estensione del campo eolico comprende la costa sud della provincia, da Brindisi, a Campo di Mare, Torre San Gennaro e Lendinuso, includendo perciò anche i Comuni di San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

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