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Sabato, 22 Giugno 2024
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Centrale a gas a Brindisi: scontro tra ambientalisti ed Enel davanti al Tar

ClientEarth e Wwf Italia chiedono l'annullamento della Via concessa dal Ministero, l'azienda si oppone e spiega: "Valuteremo le migliori tecnologie disponibili in base alle esigenze indicate dal gestore della rete"

BRINDISI - L'oggetto del contendere è la possibilità di una centrale a gas a Brindisi: per questo ClientEarth e Wwf Italia vanno allo scontro con Enel. Le due organizzazioni ambientaliste hanno avviato un'azione legale per chiedere l'annullamento del decreto di valutazione di impatto ambientale (Via) concesso dal ministero dell'Ambiente al progetto di Enel per una nuova centrale a gas fossile nel Sud Italia, cioè a Brindisi. L'azione legale è stata proposta davanti al Tar Lazio-Roma e l'udienza per discuterla è stata fissata per il 19 luglio prossimo. Da tempo, l'idea di una centrale a gas nel capoluogo adriatico, in seguito all'addio al carbone previsto per il 2025, sembrava tramontata. Ma in un periodo di particolari incertezze dettate dalla situazione mondiale, Enel parrebbe preferire lasciare una porta aperta anche a questa opzione, fermo restando che la politica energetica è ovviamente influenzata e guidata dalle decisioni del Governo italiano e dell'Europa.

Tornando alla posizione delle due organizzazione, Wwf e ClientEarth "contestano la decisione delle autorità italiane di autorizzare il progetto di costruzione di una nuova centrale a gas, di grandi dimensioni, che subentrerà alla centrale a carbone Federico II di Brindisi, che deve essere dismessa entro il 2025. Tutto ciò, nonostante le stime ufficiali del fabbisogno di energia elettrica a gas dimostrino che non ci sia bisogno di quella centrale e nonostante il proprietario dell'impianto, Enel, abbia dichiarato di voler abbandonare i nuovi progetti a gas a favore delle energie rinnovabili". Wwf e ClientEarth sostengono inoltre "che le autorità non avrebbero dovuto approvare il progetto presentato da Enel, visto l'impatto dannoso che la centrale a gas avrebbe sulla qualità dell'aria e sulla salute delle persone, oltre che sul clima e sui preziosi siti naturali, non adeguatamente considerati durante il processo decisionale".

L'azienda interessata ha risposto al comunicato delle due organizzazioni con una breve nota, riportata di seguito: "Enel, nel confermare il proprio piano di uscita dalla generazione a carbone in Italia, informa che per la riconversione degli impianti a carbone valuterà le migliori tecnologie disponibili in base alle esigenze indicate dal gestore della rete di trasmissione nazionale", cioè Terna. Per Wwf e ClientEarth risulta "contraddittoria" l'opposizione al ricorso presentata da Enel il 3 maggio scorso, rispetto a quanto invece dichiarato a seguito dei chiarimenti richiesti da ReCommon prima dell'avvio dell'assemblea degli azionisti del 10 maggio. Come detto, nel febbraio 2022, in seguito alle aste indette da Terna, la centrale a gas sembrava non più necessaria. Questa mossa di Enel può dunque essere letta come un'azione preventiva. Nel caso il mercato energetico dovesse richiedere gas, l'azienda sarebbe pronta con la Via.

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