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Droga dall'Albania alle coste salentine: condanne definitive anche per tre brindisini

Dopo la decisione della Corte di Cassazione presa all’inizio del mese, la Dia ha notificato gli ordini di carcerazione a 27 persone per le quali la sentenza è diventata definitiva. Alcune si trovavano già in carcere

LECCE - Sono 27 gli ordini di carcerazione notificati in queste ore dalla Direzione Investigativa Antimafia nell’ambito dell’operazione denominata “Federico II” che nel 2016 consentì di disarticolare due distinte organizzazioni, di cui una di stampo mafioso dedita alle estorsioni e al traffico di stupefacenti e un’altra italo – albanese dedita all’importazione dall’Albania d’ingenti quantitativi di eroina.

Questo è stato il passaggio successivo alla decisione presa all’inizio del mese della Corte di Cassazione, di respingere e ritenere inammissibili i ricorsi di 24 imputati, rendendo così definitiva la sentenza di condanna emessa nei loro riguardi, il 1° luglio del 2020, dalla Corte d’Appello di Lecce. In particolare il verdetto era stato confermato per: Giuseppino Mero, 56enne di Cavallino; Mario Accogli, 46, di Scorrano; Ortis Banda, 40, di origini albanesi residente a Maniago (al momento irreperibile); Antonio Leto, 30enne di Caprarica; Nicolò Capone, 27, di Lizzanello; Francesca De Dominicis, 51, di Merine; Francesco De Cagna, 53, di Scorrano; Carmelo De Pascalis, 57, di Cavallino originario di Trepuzzi; Luca Giannone, 44, di Calimera; Alessandro Greco (alias Sandrino) 37, di Lecce; Klaid Hasanaj, 52enne albanese residente a Lecce; Gabriella De Dominicis, 58, di Merine; Alessandro Antonucci, 30, di Lizzanello; Maria Valeria Ingrosso, 41, di Lizzanello; Mario Mandurrino, 32 anni, di Lecce; Angelo Montinaro, 40, di Caprarica di Lecce; Brenda Potenza, 34 anni, di Taviano; Cosimino Maggio, 52, originario di Minervino ma residente a Reggio Emilia; Umberto Nicoletti, 43enne di Lecce; Luciano Pagano, 46, di Brindisi; Gianluca Antonio Spiri, 45, di Racale; Pierluigi Pierri, 32, di Torre San Giovanni (a Ugento); Yuri Rosafio, 43 anni, di Brindisi; Emanuele Soliberto, 42enne di Brindisi.

Per Bilal Bocaj, 53enne albanese residente a Poggiardo, invece, “gli ermellini” avevano rideterminato la pena in nove anni e 4 mesi.

Furono in tutto ventuno le persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Alcide Maritati nell’ambito delle indagini avviate dal procuratore della direzione distrettuale antimafia (Dda) Guglielmo Cataldi sull’onda di un’altra clamorosa inchiesta, Network.

Durante l’attività investigativa avviata nell’agosto del 2012, furono sequestrati anche beni mobili e immobili per i quali è stata successivamente disposta la confisca. In particolare: una villa; un appartamento; un box; due conti correnti; un compendio aziendale di una ditta individuale; il 95% del compendio aziendale di una società. L’operazione odierna è stata eseguita con il supporto della Rete Operativa per il rafforzamento della cooperazione trasnazionale delle forze di Polizia, con l’impiego complessivo di circa 100 unità ed il concorso di pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

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