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Covid, terza ondata: rischio anche nel Brindisino se si abbassa la guardia. L'intervista

Il dottor Stefano Termite, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell'Asl di Brindisi: "La maggior parte dei contagi all'interno delle famiglie"

BRINDISI – I contagi da Covid nel Brindisino sono sotto controllo, “ma guai ad abbassare la guardia durante le festività natalizie, altrimenti dal 20 gennaio la situazione potrebbe degenerare. Anche perché la maggior parte dei contagi avviene in famiglia. Dobbiamo evitare di avere comportamenti sbagliati come quelli tenuti durante le ferie estive”. A parlare è Stefano Termite (foto sotto), direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell'Asl di Brindisi. Dal suo osservatorio riesce ad avere chiaro il quadro della situazione: il sistema sta reggendo bene all'onda d'urto di questa seconda ondata e i tracciamenti dei positivi si avvicinano al 100 per cento. Ma l'Asl brindisina per reggere ancora ha bisogno anche dei corretti comportamenti da tenere durante le festività natalizie. BrindisiReport ha rivolto qualche domanda al dottor Termite e gli ha chiesto di stilare un vademecum, per avere chiari i comportamenti da tenere durante pranzi e cene familiari.

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Siamo zona gialla da una settimana. Come vanno letti i dati diramati nel bollettino quotidiano della Regione?

“Al momento non sono ancora confortanti, perché i contagi ci sono, ma iniziamo a vedere un po' di luce: si è abbassato l'indice di positività dei tamponi eseguiti, dal 20 per cento è sceso intorno al 12, anche nella nostra provincia. Bisogna tener presente che i numeri che leggiamo nel bollettino non sono proprio allineati, si scontano ritardi di qualche giorno. Non è possibile fare un rapporto giornaliero esatto nuovi positivi/tamponi. Bisognerebbe leggerli su larga scala, magari settimanalmente. Comunque siamo nel plateau, iniziamo a vedere gli effetti di ciò che è stato fatto in questi mesi. Mi riferisco al tracciamento, alla limitazione degli spostamenti e alla chiusura delle attività commerciali”.

Dobbiamo temere un altro picco a gennaio?

“Se noi durante le festività natalizie non avremo comportamenti sbagliati come invece è successo durante le ferie estive, potremo avere una ripresa delle attività senza una recrudescenza dei casi. Perché ogni anno le festività natalizie sono deleterie, non è solo un problema di Covid. I picchi influenzali che si hanno a gennaio e febbraio non sono altro che l'effetto degli assembramenti durante le festività. Se non rispettiamo le regole, questo potrebbe accadere anche per il Covid. Quindi condividiamo in pieno le misure decise dal Presidente Giuseppe Conte”.

Al momento il sistema sanitario nella nostra provincia sta reggendo?

“Sta reggendo. Il tracciamento è vicino al 100 per cento, grazie all'apporto di nuove risorse umane, giovani medici che sono arrivati e nuovo personale che stiamo reclutando. Ci hanno consentito di governare il tracciamento: riusciamo ad avere cognizione di tutto ciò che è in giro come casi positivi e dei contatti stretti. Qualsiasi cambiamento nella situazione di salute la stiamo segnalando ai medici Usca (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr), che stanno facendo bene il loro lavoro. E, oltretutto, un altro indicatore che ci dice che la situazione è sotto controllo è che non ci sono grossi problemi ai pronto soccorso e i posti letto nei reparti Covid e in Rianimazione sono disponibili, non c'è overbooking. Tanto che possiamo permetterci di ospitare pazienti Covid da altre province, come la Bat. Anche se i numeri sono cresciuti nell'ultimo periodo, si tratta perlopiù di asintomatici, che possono essere curati a casa”.

Nel caso di una malaugurata terza ondata, il sistema sanitario brindisino reggerebbe?

“Se manterremo l'organizzazione che nell'ultimo periodo siamo riusciti a creare in ambito di tracciamento e in ambito ospedaliero, riusciremo a differenziare tra i soggetti da ricoverare e soggetti invece da poter curare sul territorio, il sistema dovrebbe reggere. Se tutto rimarrà quello che è adesso o se verrà migliorato, ovviamente. Adesso i risultati dei tamponi riusciamo a darli in giornata o al massimo il giorno dopo. E' un ottimo risultato, ottenuto grazie al lavoro svolto presso il laboratorio di Biologia molecolare dell'ex Di Summa. Riusciamo a processare anche fino mille tamponi al giorno, adesso”.

I dati dei decessi però destano ancora impressione.

“Purtroppo il Covid è una malattia che aumenta la mortalità generale. Essendo una patologia che caratterizza l'apparato respiratorio, la mortalità e la sovramortalità sono nella stagione invernale e primaverile, cioè durante la stessa epoca dell'influenza. Anche perché purtroppo le due malattie insieme si potenziano. A parte questo, i dati dicono tutto sull'eccesso di mortalità generato dal Covid. L'influenza in Italia determina nella stagione invernale e primaverile dagli 8mila ai 10mila morti, fino ad ora sono deceduti circa 63mila persone con il Covid. I numeri dicono tutto”.

Voltando pagina, ci stiamo avvicinando al periodo natalizio. Per scongiurare una recrudescenza, quali sono i comportamenti da tenere durante le festività, nei giorni “caldi”?

“Il punto è che c'è un problema serio: la maggior parte dei contagi avviene all'interno dei nuclei familiari, perché si abbassa la guardia. Per il Natale noi dovremo limitare cene e pranzi festivi ai conviventi e se proprio dobbiamo allargare, a qualche parente più stretto. Non dobbiamo aumentare di troppo il numero dei commensali, perché non si può garantire il distanziamento. E, soprattutto, quando mangiamo non riusciamo a indossare la mascherina. Dobbiamo cercare di mantenere un distanziamento superiore al metro anche a tavola. Quando arrivano gli ospiti dobbiamo evitare baci, abbracci. Non dovremo scambiarci bicchieri, posate, o fare il solito cin cin. Non dovremo parlare ad altissima voce o cantare, perché così si rilasciano goccioline di saliva. Non dovremo usare asciugamani in stoffa per più ospiti. Non dovremo passarci il telefonino, ma dovremo ascoltare magari in viva voce se qualcuno ci chiama. E poi andrebbero arieggiati spesso gli ambienti, in modo tale da allontanare le goccioline in sospensione. L’aerazione naturale è utile per non respirarle. Soprattutto in presenza di estranei, dovremo usare la mascherina. I cibi vanno utilizzati subito dopo la cottura o il riscaldamento sopra i 60 gradi, per evitare rischi inutili. Sono piccole regole utili a evitare di trasformare giorni felici in un momento in cui può aumentare la diffusione del contagio. Se non stiamo attenti, dopo il 20 gennaio avremo un picco ancora superiore rispetto a quello attuale”.

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