Venerdì, 24 Settembre 2021
settimana Ostuni

Operazione "Rosy Abate", sei arresti della Squadra mobile per droga ed estorsioni

Le ordinanze sono state eseguite all'alba di oggi, mercoledì 28 luglio, nel territorio di Ostuni

OSTUNI - Nel corso della notte, è stata eseguita, da personale della Questura di Brindisi, coadiuvato dai Reparti Prevenzione Crimine di Lecce, Bari e San Severo nonché con l’ausilio di unità cinofile, un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Brindisi nei confronti di 6 persone ritenute responsabili di detenzione, spaccio di sostanza stupefacente ed estorsione. 

Gli arrestati

Si tratta di Donato Greco 50 anni, volto già noto alle forze dell’ordine, della moglie Maria Moro 48 anni, Rocco Cantoro 37 anni, Francesco Cirasino 38 anni, Fabio Giuseppe Farina 29 anni e Martino Barba 50 anni. Tutti in carcere tranne Farina. Tutti di Ostuni tranne Barba. Durante l'esecuzione dell'ordinanza a carico della coppia Greco-Moro sono stati trovati 8 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento delal droga e mini cellulari occultati dentro guanti di lattice. 

L’attività di indagine è stata denominata “Rosy Abate”, così come si faceva chiamare in modo autocelebrativo la 48enne Maria Moro, facendo chiaro riferimento al nome della protagonista dell’omonima fiction televisiva andata in onda sulla rete nazionale qualche tempo fa.

Il video degli arresti

Le indagini hanno consentito di smantellare un gruppo criminale di notevole spessore delinquenziale dedito alla cessione, vendita, spaccio di sostanze stupefacenti e intimidazioni poste in essere con un metodo “intimidatorio-estorsivo” al fine di conseguire il profitto delle precedenti cessioni di sostanze stupefacenti. 

Da quanto emerso dalle investigazioni il gruppo criminale ha dimostrato un alto livello di organizzazione, con ruoli ben delineati per ogni concorrente. Le intimidazioni poste in essere per recuperare le somme dovute dagli acquirenti della sostanza stupefacente, si sono concretizzate in minacce di notevole intensità: dalla minaccia di  impossessarsi dell’auto del debitore, alla minaccia di incendiare la stessa, passando alle vie di fatto con vere e proprie aggressioni fisiche di brutale intensità. 

I ruoli

Donato Greco è considerato il capo del gruppo. Decideva tutto lui, anche i ruoli degli altri componenti del gruppo. Nonostante fosse, durante l’attività investigativa, in carcere, impartiva direttive alla compagna Maria Moro su come condurre il traffico illecito, sui fornitori a cui rivolgersi, sulle azioni intimidatorie-estorsive da porre in essere e sui soggetti da interessare a tal fine.

Maria Moro dopo l’arresto del compagno, ha condotto le operazioni di traffico illecito di sostanze stupefacenti e di recupero crediti, in sostituzione dello stesso, secondo le direttive di quest’ultimo.

Rocco Cantoro, uomo di fiducia della coppia che coadiuvava la Moro nell’attività illecita e poneva in essere condotte estorsive per recuperare le somme a credito della stessa coppia;    

Francesco Cirasino, uomo a cui veniva affidata l’attività di “recupero crediti” che lo stesso poneva in essere con condotte estremamente violente. 

Giuseppe Farina aveva il ruolo di “pusher” ed era alle dirette dipendenze della coppia, autore di plurime cessioni di sostanze stupefacenti;

Martino Barba, protagonista di plurime cessioni di sostanza stupefacente, in continuo e costante collegamento con il gruppo di Ostuni.

Le indagini hanno avuto origine dall’arresto per estorsione di Greco nel 2019.  L’approfondimento investigativo, sin dalle prime battute, ha consentito di appurare che il 50enne, anche dal carcere, ha continuato a portare avanti l’attività illecita di spaccio di cocaina ed eroina, avvalendosi della fedele e fattiva collaborazione della compagna Maria Moro.

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"La notevole caratura criminale del Greco, dimostrata dagli allarmanti precedenti penali, unitamente alle risultanze emerse complessivamente dall’attività di indagine, conferisce una rilevanza di notevole pregnanza al gruppo criminale capeggiato dallo stesso, dedito alla trattazione di notevoli quantitativi di sostanza stupefacente, destinata ai comuni di Ostuni, Ceglie Messapica e viciniori e capace di intessere rapporti con altre reti criminali, operanti anche in altre regioni, come dimostrato dall’arresto in flagranza della Moro e del Cantoro nel marzo del 2020 di ritorno dal capoluogo campano con un consistente quantitativo di cocaina. Altro aspetto di rilievo che conferisce maggior pregnanza è la frequenza con cui il gruppo criminale ricorre al metodo “intimidatorio-estorsivo” nei confronti dei soggetti debitori/morosi nei pagamenti dei debiti di droga. L’operazione svolta dalla Polizia di Stato di Brindisi testimonia, ancora una volta, l’impegno della stessa nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti a tutela della collettività". Si legge nella nota della questura. 

Il gruppo, come già detto, era ben organizzato e sapeva benissimo di poter finire al centro di qualche indagine. La droga veniva chiamata "Maglietta" o "auto" o "moto", per le consegne nella maggior parte dei casi utilizzava auto a noleggio prese all'ultimo momento, e i veicoli dei proprietari venivano fatti controllare di frequente per verificare la presenza di "cimici". La droga spesso veniva acquistata dalla Campania e il maggior centro di spaccio era Ceglie Messapica, Ostuni e zone limitrofe.

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