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"Scene di ordinaria follia nel centro di Brindisi": esposto in Procura

Sessanta famiglie esasperate dalla movida molesta: “Abbiamo totalmente perduto la nostra serenità, servono maggiori controlli"

BRINDISI – “Abbiamo totalmente perduto la nostra serenità personale”. E’ un esposto che trasuda esasperazione quello depositato presso la procura della Repubblica di Brindisi da 60 residenti del centro di Brindisi, rappresentati dall’avvocato Francesco Monopoli. I disagi provocati dalla movida molesta sono ormai insostenibili. I cittadini chiedono l’intervento dell’autorità giudiziaria per porre fine a una situazione che si trascina ormai da anni. Nelle ore notturne, le vie comprese fra palazzo di Città, il nuovo teatro Verdi e piazza Vittoria sono diventate una sorta di zona franca in cui sono tollerati eccessi di ogni tipo. Si tratta di problematiche segnalate più volte in passato, ma lo scenario resta sempre lo stesso.

I firmatari dell’esposto (inoltrato per conoscenza anche al Comune di Brindisi, alle forze dell’ordine, al comando dei vigli del fuoco, all’Asl, all’Arpa e al ministero dell’Interno) risiedono fra via marco Pacuvio (in particolar modo il cortile all’interno del civico 5), largo Concordia, vico Tarantafilo, piazzetta Durano, via Santi, piazza Matteotti, via Filomeno Consiglio, piazzetta Rubini, via Casimiro, corte Leanza, via Cesare Battisti, via Ferrante Fornari angolo piazza della Vittoria, vico Scalese, via della Maddalena, via Palma. 

Francesco Monopoli-5

“Da diversi anni – denunciano - con il solo intervallo temporale dovuto alla causa di forza maggiore rappresentata dalla pandemia Covid-19, siamo costretti a vivere in condizioni di assolto disagio”. “Tutte le sere durante la stagione estiva e durante il weekend nel periodo invernale, a partire dalle 21 circa sino alla prime ore del mattino seguente, imperversano sulle strade personaggi che proferiscono schiamazzi, litigano tanto da arrivare alla violenza fisica (sono molteplici gli episodi di risse già documentati e denunciati di recente dagli organi di stampa locali),, il tutto in preda a un presumibile consumo di sostanze alcoliche che molto probabilmente alterano il loro controllo personale”.  “Assistiamo ormai - si legge ancora nell’esposto - a tali scene di ordinaria follia da diversi anni, scene che accadono ripetutamente. Al mattino seguente, all’indomani del verificarsi degli atti sconsiderati e incivili sopra denunciati, sistematicamente rinveniamo dinanzi ai nostri portoni di ingresso e nei pressi delle nostre autovetture intollerabili tracce di urina, di vomito, addirittura tracce di escrementi umani, il tutto ovviamente a discapito del decoro urbano m soprattutto delle condizioni igienico sanitarie”. 

“Le nostre strade  - proseguono i residenti - ormai vengono trasformate, all’imbrunire, in vere e proprie cloache a cielo aperto, in particolare denunciamo che i vicoli meno illuminati vengono letteralmente presi d’assalto dai teppisti, certi di rimanere impuniti per via delle difficoltà oggettive di procedere ad una loro identificazione: le strade maggiormente a rischio, divenute ormai prede abituali dei teppisti, sono in particolar modo via Marco Pacuvio 5, corte Leanza, vico Municipio 5 e vico Scalese”. 

“Alla scarsa illuminazione di queste vie va necessariamente segnalata la mancanza di controlli da parte delle forze dell’ordine preposte, malgrado esse ricevano ripetutamente segnalazioni telefoniche da molti di noi. Oltre agli atti di vero e proprio teppismo, denunciamo inoltre i gravi problemi di ordine pubblico che imperversano nella nostra zona in quanto sovente si verificano risse con l’utilizzo di bottiglie di alcolici in vetro, vengono sistematicamente danneggiate le nostre auto in sosta e parcheggiamo le loro auto in maniera selvaggia dinanzi ai passaggi carrabili dei nostri garage rendendoli di fatto inutilizzabili a causa della mancanza di un servizio di rimozione auto notturno in uso al Comune di Brindisi”. 

I residenti denunciano inoltre “l’utilizzo smodato ed inaccettabile delle casse di amplificazione sonore che diffondono la musica esternamente ai locali, in totale spregio e violazione del limite di normale tollerabilità con decibel abbondantemente al di sopra di quelli consentiti dalla legge: basti pensare che la musica viene avvertita anche a 500 metri di distanza.  Il forte frastuono derivante dalla musica ad alto volume ci costringe spesso  a dover chiudere gli infissi delle nostre e soprattutto nel periodo estivo con gli immaginabili disagi e le ripercussioni alla nostra sfera personale ed al nostro diritto costituzionalmente garantito al riposo notturno: la chiusura degli infissi non risolve assolutamente il disturbo subito a causa della potenza delle casse sonore di diffusione utilizzate e dei forti schiamazzi degli avventori dei locali che sostano all’esterno”.  E poi viene denunciata “che è consolidata una pessima abitudine ed ovvero quella di far esplodere dei fuochi pirotecnici lungo le vie pubbliche intorno alla mezzanotte: episodi accaduti in svariate occasioni in piazza della Vittoria ed in vicolo Tarantafilo”. 

Tutto ciò sta avendo delle ripercussione psicologiche. “Abbiamo totalmente perduto - si legge nell’esposto la nostra serenità personale al punto che molti di noi sono stati indotti a sostituire gli infissi esterni delle proprie abitazioni, soffrono di gravi stati d’ansia, hanno cambiato le proprie abitudini sino ad arrivare al gesto più estremo di trasferire addirittura la propria residenza in altre zone della città”. 

L’avvocato Monopoli fa riferimento a una recente pronuncia della corte di Cassazione riguardo agli schiamazzi ed ai disturbi notturni propagati dinanzi ai locali pubblici, che prevede la responsabilità del reato di disturbo della occupazioni e del riposto delle persone a carico del gestore di un pubblico esercizio che non impedisce i continui schiamazzi provocati dagli avventori in sosta davanti al locale anche nelle ore notturne.  “Riteniamo inoltre – concludono i residenti - che in un paese civile quale il nostro sia assolutamente inaccettabile di dover subire atti di teppismo e di inciviltà senza che vi sia l’intervento delle istituzioni cui è demandato ex lege di tutelare i cittadini. Auspichiamo pertanto maggiori controlli nelle zone di cui sopra ed azioni mirate a prevenire a reprimere comportamenti contrari alla legge ed alle regole del vivere civile”. Ieri mattina, intanto c’è stato un incontro con il questore di Brindisi, Ferdinando Rossi, che ha dimostrato massima disponibilità ad ascoltare le istanze cittadini. 

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