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Sparano contro un uomo ma la pistola si inceppa: fermati per tentato omicidio

Condotti in carcere i presunti responsabili di un'irruzione armata nell'abitazione di un sorvegliato speciale di San Vito dei Normanni avvenuta la sera di venerdì 17 giugno. L'uomo è fuggito sui tetti insieme a un'altra persona che si trovava con lui. Indagini condotte dai carabinieri

SAN VITO DEI NORMANNI – Avrebbero aperto il fuoco con l’intenzione di uccidere, ma la pistola si è inceppata. Sono accusate del reato di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e dall’aver agevolato un’associazione mafiosa, due persone residenti a San Vito dei Normanni che la sera di venerdì (17 giugno) avrebbero fatto irruzione all’interno dell’abitazione, in largo Sant'Antonio, di un sorvegliato speciale di San Vito dei Normanni che in quel momento si trovava in compagnia di un’altra persona. I due indagati, il 32enne Adriano De Iaco e il 53enne Giovanni Nigro, alle prime luci di lunedì (20 giugno) sono stati raggiunti da un decreto di fermo del pm Carmen Ruggiero, della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. I due devono inoltre rispondere del reato di detenzione e porto abusivo di arma. 

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo e del Nor della compagnia di San Vito dei Normanni. Da quanto appurato dagli investigatori, i due indagati, intorno alle ore 20 del 17 giugno, avrebbero fatto irruzione nell'appartamento al primo piano di una palazzina monopiano in cui risiedeva il sorvegliato speciale, che come detto era in compagnia di un’altra persona, esplodendo due colpi di pistola calibro 7,65. Le vittime sono riuscite a dileguarsi fuggendo sui tetti delle abitazioni limitrofe. Ma il tentativo di omicidio non sarebbe andato a buon fine anche per l’inceppamento dell’arma. I presunti malfattori, dopo il raid, si sono resi irreperibili trovando rifugio in località isolate di San Vito dei Normanni e Brindisi, grazie anche ad una presunta rete di fiancheggiatori.

“La Dda di Lecce ha contestato agli indagati - si legge in una nota del comando provinciale dei carabinieri di Brindisi - il metodo mafioso e l’agevolazione di un’associazione mafiosa in quanto la spedizione omicidiaria rientrerebbe in un più ampio disegno criminoso ricadente nei conflitti per il controllo del territorio e dei relativi traffici illeciti nel comune di San Vito dei Normanni ed altre località limitrofe da parte di contrapposte fazioni della criminalità organizzata”. Dopo le formalità di rito i fermati sono stati condotti in carcere. Nel pomeriggio di oggi (23 giugno) Nigro e De Iaco, difesi dall'avvocato Andrea D'Agostino, saranno interrogati dal gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, nell'ambito dell'udienza di convalida del provvedimento di fermo. 

Articolo aggiornato alle ore 11.10 (i nomi degli arrestati)

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