L'Arcigay contro la dirigente che vuole imporre le divise agli studenti

Francavilla Fontana, il diktat agli alunni: cravatta per i maschi e gonna per le femmine. L'associazione non ci sta: "Stantii stereotipi di genere"

FRANCAVILLA FONTANA – La scelta della preside del terzo istituto comprensivo di Francavilla Fontana di far indossare agli alunni divise omologate e differenziate “lede il diritto fondamentale di autodeterminazione delle studentesse, degli studenti e delle loro famiglie imponendo uno schema che ricalca stantii stereotipi di genere”: è la posizione dell'Arcygay Salento, che interviene con una nota sulla vicenda che ha innescato una diatriba serrata. Da un lato alcuni genitori, dall'altro la dirigente, ferma sulle sue posizioni.

La polemica

Alcuni genitori degli alunni della scuola avevano scritto all'assessore all'Istruzione e alle Pari opportunità Sergio Tatarano. Si lamentavano di una scelta della dirigente della "De Amicis - San Francesco" Adelaide D'Amelia: quella di far indossare a tutti gli studenti una divisa. Cioè, cravatta per i maschi, gonnellina per le femmine. Molti papà e mamme si sono detti contrari alla scelta, anche per motivi economici. E anche perché si è arrivati alla decisione, sostengono, senza una scelta collegiale, senza una votazione.

L'assessore Tatarano ha di fatto accolto le rimostranze di questi genitori e ha preso una posizione netta: “Pur nel massimo rispetto dell'autonomia di ogni Istituto, mi sento di condividere le considerazioni esaustivamente esposte dai firmatari della nota e ritengo che, nella doppia veste di assessore alla Pubblica istruzione ed alle Pari opportunità, io non possa restare indifferente sia rispetto alle difficoltà che la decisione in questione creerebbe nelle famiglie più fragili sul piano economico sia, in maniera generalizzata, rispetto all'alimentazione dello stereotipo di genere. Si tratta – spiega l'assessore Tatarano – di due questioni particolarmente sentite da questa amministrazione, intensamente impegnata a combattere le disuguaglianze economiche, a superare ogni soluzione stereotipata, a difendere e promuovere le pari opportunità e quindi anche e soprattutto la libertà di scelta di chiunque, tanto più quando si tratta di tutelare le giovanissime generazioni che, a parere di chi scrive, sarebbe opportuno non 'incasellare' in categorie precostituite, con tutte le intuitive e potenziali conseguenze negative sul naturale sviluppo di bambine e bambini.”

Sergio Tatarano

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L'Arcigay

Sulla vicenda, come detto, è intervenuta anche l'Arcigay Salento che stigmatizza la scelta della dirigente, poiché per l'associazione D'Amelia non tiene “conto delle differenze e della possibilità che vi siano alliev* intersessuali o transgender, pregiudicando il ruolo educativo dell'istituzione scolastica. Crediamo che la scuola – prosegue il comunicato – debba essere sempre di più il luogo primario dove si educano gli individui, futuri cittadini attivi, al rispetto degli altri,  alla valorizzazione delle differenze, dove si dovrebbero decostruire istanze culturali come il patriarcato che sono alla base degli episodi di sistematica violenza ai danni delle donne e di ogni minoranza ai quali assistiamo quotidianamente”.

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