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Sabato, 13 Aprile 2024
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L'addio ai coniugi uccisi: "In questo mondo la vita non ha più alcun valore"

Dolore composto nella chiesa della borgata di Serranova per l'ultimo viaggio di Antonio Calò e Caterina Martucci. ll parroco: "I soldi comandano il mondo". Letto un messaggio di monsignor Giovanni Intini

CAROVIGNO – Tutta la comunità di Serranova si è riunita nella chiesa di Santa Maria Goretti per l’addio a Caterina Martucci e Tonino Calò. La borgata nelle campagne di Carovigno si è stretta intorno alle famiglie dei due anziani coniugi uccisi a fucilate dal fratello di Tonino, Cosimo Calò, reo confesso del duplice omicidio. L’atroce delitto è stato commesso nella modesta abitazione della coppia (70 anni lui, 63 anni lei), distante circa un chilometro dalla parrocchia in cui oggi pomeriggio (venerdì 17 marzo) si sono svolti i funerali, officiati da don Pino Nigro. I due feretri hanno raggiunto il sagrato intorno alle ore 15.30, attesi da decine di persone. Affranto Carmelo, fratello di Antonio, sostenuto dai più stretti familiari. La sera dell’1 marzo fu proprio Carmelo a scoprire i corpi privi di vita di fratello e cognata.

Il delitto di Serranova

Un dolore composto ha segnato l'ultimo viaggio di Tonino e Caterina. Don Pino ha letto un messaggio del vescovo dell’arcidiocesi di Brindisi – Ostuni, monsignor Giovanni Intini, che ha espresso “vicinanza e solidarietà a tutta la comunità di Serranova, soprattutto ai parenti di Tonino e Caterina”. “Ancora una volta – ha scritto l’alto prelato – assistiamo impotenti alla morte di anime innocenti”.

Le esequie

Il parroco ha ringraziato le forze dell’ordine, “che brevemente hanno risolto il caso”, i familiari e tutte le persone che risiedono nella borgata. “Siamo - afferma don Pino - su due binari. Il binario delle lacrime e il binario della speranza. Perché se ci fermassimo solo alle lacrime, il sacrificio di Tonino e Caterina sarebbe stato vano. Invece da questa morte noi possiamo solo imparare”. Dopo 18 giorni di riflessione, il sacerdote spiega cosa ha imparato da questa terribile vicenda: "In questo mondo, per come sta andando avanti la società, la vita, a partire dagli animali fino all’umanità, non ha più alcun valore”.

Il secondo insegnamento è che “i soldi comandano il mondo”. Tonino e Caterina sono stati infatti uccisi anche per questioni economiche maturate nell’ambito di beghe ereditarie e ataviche incomprensioni familiari. Cosimo Calò, con il fucile acquistato pochi giorni prima dell’omicidio, aveva intenzione di uccidere anche il fratello Carmelo. Lo ha ammesso davanti al Pm e ai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni nel corso dell’interrogatorio cui è stato sottoposto lo scorso 9 marzo, al culmine di un’accurata attività investigativa. Da allora l’84enne, unico indagato per l’omicidio, si trova in carcere.

Le due bare sul sagrato

Tornando all’omelia, da rimarcare un invito rivolto ai fedeli. “Se noi usciamo da questa chiesa - afferma il parroco - così come siamo entrati, senza aver preso neanche un impegno a cambiare qualcosa della nostra vita, la morte dei nostri fratelli è stata inutile. Noi dobbiamo uscire da qui dicendo viva la vita. Commuoversi è facile, muoversi è difficile. Noi dobbiamo muoverci per promuovere la vita, la pace, la serenità. Soprattutto in questa bellissima borgata che io chiamo il Paradiso, noi dobbiamo amare la vita dall’inizio perché dopo non c’è tempo”. Don Pino si sofferma anche sullo spirito di solidarietà che in questi giorni ha unito la borgata. “In tutta Serranova - afferma - non ho mai sentito pronunciare una sola parola fuori posto. Questo spirito comunitario ci unisce sempre, sia nella gioia che nel dolore. Ci siamo stretti – prosegue il parroco - perché vogliamo andare avanti senza dimenticare”.

I carri funebri

Emozionanti le parole di una nipotina di Tonino e Caterina, che ha ringraziato la zia per averle fatto conoscere le caprette allevate nel suo terreno. Altrettanto emozionante il messaggio d’addio letto da un’altra parente. Infine l’uscita dei feretri, accompagnata dal volo dei palloncini bianchi e da un applauso. Da lì il corteo funebre si è diretto verso il cimitero di Carovigno, dove le salme saranno tumulate. 


 

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