Domenica, 26 Settembre 2021
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Subisce furto di identità: si ritrova nei guai per la divulgazione di video hot

Assolto un 24enne di Napoli accusato di aver pubblicato su un sito porno i video di un incontro sessuale avuto da due ragazze brindisine con dei giovani campani, durante una vacanza in Grecia

BRINDISI – Qualcuno gli ha rubato l’identità, caricando a suo nome tre video hot, su un sito pornografico. E’ stato assolto per non aver commesso il fatto un uomo di 24 anni residente a Napoli finito sotto processo con l’accusa di aver diffamato e violato la privacy di due ragazze brindisine, pubblicando dei video di un loro incontro sessuale con altri quattro ragazzi, tutti residenti in Campania. La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice del tribunale di Brindisi, Simone Orazio. L’imputato, difeso dall’avvocato del foro di Brindisi Francesco Monopoli, ha sempre sostenuto di essere all’oscuro di quei filmati riversati sul web tramite un account che come foto profilo aveva una istantanea presa dal suo account Facebook. Il 24enne, fra l’altro, è persona offesa in un altro procedimento giudiziario in cui si procede per il reato di sostituzione di persona a carico di un 44enne di Castellamare di Stabia.

La vicenda ha inizio nell’aprile 2018. Due ragazze di Brindisi si accorgono che su un sito pornografico erano stati condivisi tre video girati un paio di anni prima in Grecia, mentre le stesse, un po’ alticce, riprese a loro insaputa, si trovavano in una situazione di intimità con quattro uomini conosciuti in vacanza. Tramite la foto profilo dell’utente che aveva caricato i file, le ragazze risalgono al 24enne, registrato con le proprie generalità sul social network Facebook, dove, fra l’altro, risultava amico dei quattro campani conosciuti in Grecia. Il 24enne, però, con quella vacanza non aveva nulla a che fare, né aveva mai conosciuto le due brindisine. Contattato telefonicamente dalle malcapitate, il malcapitato spiega di essere del tutto estraneo alla vicenda e di non aver mai caricato alcun video su siti pornografici. Poi le ragazze, tramite facebook, contattano anche i 4 giovani con cui avevano avuto l’incontro a luci rosse: in tre le bloccano, mentre il quarto afferma di non saperne nulla di quella storia. Tutto ciò viene verbalizzato nell’aprile 2018 dalla Polizia postale e delle telecomunicazioni di Brindisi, in sede di querela sporta dalle vittime, costituitesi parte civile. 

Francesco Monopoli-5

Nel maggio 2019 l’imputato viene raggiunto da un decreto di citazione diretta a giudizio emesso dalla Procura della Repubblica di Brindisi, per i reati di trattamento illecito di dati personali e diffamazione. Ma il teorema accusatorio si sfalda durante il processo. L’avocato Monopoli (foto in alto) fa infattti emergere una serie di elementi dai quali si evince che non vi era certezza del fatto che l’account dal quale erano stati caricati i video, fosse stato creato dal suo assistito. Il gestore del sito, con sede a Panama, non ha mai risposto alla richiesta inoltrata dagli investigatori riguardo all’Ip (Internet Protocol address) attraverso il quale erano stati caricati i video, per risalire alla linea telefonica da cui tale operazione era stata effettuata. Inoltre non è stato possibile accertare se all’atto della registrazione sul sito, fosse stato allegato il documento di identità. Infine non è stato appurato se fosse arrivata mail di conferma della registrazione sul sito, in quanto non erano stati sequestrati i telefonini dell’imputato.

Non è stato dimostrato, insomma, stando alla tesi difensiva, che il 24enne si fosse registrato sul sito e che quindi avesse messo online i filmati da un suo account. Tutto ciò ha portato all’assoluzione del giovane, a fronte di una richiesta di condanna a un anno e 6 mesi formulata dal magistrato. E’ più che fondato dunque il sospetto che il giovane abbia subito un furto di identità. Questo aspetto della vicenda è al centro di un procedimento parallelo incardinato presso il tribunale di Torre Annunziata, a seguito di una querela a carico di ignoti sporta nell’aprile 2018 dalla vittima, per sostituzione di persona. Il presunto autore del reato è stato individuato in un 44enne di Castellamare di Stabia. Questi nel novembre 2020 è stato raggiunto da un decreto di citazione diretta a giudizio per aver tratto in errore gli utenti del sito pornografico “sostituendo la propria persona a quella del 24enne attraverso la creazione ed utilizzazione di un profilo sullo stesso sito, apponendo la foto del 24enne., condividendo immagini private dello stesso nonché video a contenuto sessualmente esplicito ritraenti soggetti terzi ed, infine, rispondendo ai commenti degli utenti in rete”. Il furto dell’identità potrebbe essere avvenuto tramite una foto della propria patente di guida che il giovane aveva pubblicato qualche tempo prima sul suo profilo Facebook.

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