Domenica, 26 Settembre 2021
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Violò coprifuoco "senza comprovata esigenza": giudice di pace di Brindisi annulla verbale

Accolto il ricorso presentato da un brindisino che nel marzo 2020 fu multato per violazione del Dpcm anti Covid. Non dimostrata "la mancata necessità a circolare del ricorrente"

BRINDISI – Non è stato dimostrato che se ne andasse in giro, senza necessità. Il giudice di pace di Brindisi, Francesco De Vitis, ha annullato una sanzione amministrativa da 210 euro inflitta a un brindisino di 50 anni per violazione delle misure anti Covid. La vicenda risale al 21 marzo 2020. La pandemia imperversava in Italia. Da pochi giorni il governo aveva disposto il lockdown totale, con divieto di uscire di casa per l’intero arco delle 24 ore, salvo comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Il ricorrente, assistito dagli avvocati dell’ufficio legale dell’Adoc Uil Brindisi, Marco Elia e Marco Masi, venne controllato dalla polizia in corso Umberto, fuori dalla propria residenza, “senza una comprovata ed autorizzata esigenza”. Così si legge nell'ordinanza-ingiunzione della prefettura di Brindisi che nei mesi successivi fu notificato al 50enne.

Il provvedimento è stato impugnato tramite un ricorso presentato dai legali, che hanno sollevato un interrogativo sulla legittimità costituzionale delle limitazioni alla libertà di circolazione imposte dal governo tramite il Dpcm, in luogo di una legge approvata dal parlamento. A detta degli avvocati è stato inoltre “minato il diritto di difesa” concesso al loro assistito, in quanto la prefettura, costituitasi in giudizio, “non ha tenuto in considerazione gli scritti difensivi prodotti o ancor più paradossale non è stata in grado di protocollarli e quindi valutarli”.

avvocati marco masi e marco elia-2

A supporto del ricorso si fa riferimento a una sentenza del giudice di pace di Frosinone (la n. 516 del 29 luglio) che su un fatto analogo aveva accolto totalmente il ricorso presentato da un cittadino sanzionato per aver violato il divieto di spostamento, per due motivi: “l’illegittimità della dichiarazione dello stato di emergenza per violazione dell'articolo 95 e 78 Costituzione e dei conseguenti Dpcm” “l’illegittimità del Dpcm per violazione dell'articolo 13 costituzione”. Infine è stata anche contestata “l’ingiustificata ed inammissibile maggiorazione” pari a 10,65 euro della sanzione, per “indebita applicazione delle spese di notifica”.

Con sentenza emessa nella giornata di ieri, il giudice di pace di Brindisi dichiara il ricorso fondato “nella misura in cui pone in discussione la esistenza della violazione” e “la legittimità delle limitazioni alla circolazione delle persone”. A detta del giudice, inoltre, lo stesso ricorso “non è contrastato da alcuna prova in contrario da parte della amministrazione opposta (la prefettura di Brindisi, ndr) circa la mancata necessità a circolare del ricorrente”. 

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