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"A2a vuole rimettere in marcia due gruppi, il commissario stoppi il progetto"

Leu si oppone al via libera della giunta regionale al progetto di riconversione del sito che ospita l'ex centrale elettrica Edipower, che prevede la prosecuzione dell’attività di generazione delle unità 3 e 4 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Liberi e uguali per Brindisi sul via libera della giunta regionale al progetto di riconversione del sito che ospita l'ex centrale elettrica Edipower, presentato dal gruppo A2a. 

In questi giorni si è avuta notizia dell’approvazione da parte della Giunta regionale pugliese (Riunione del 5 aprile) dell’intesa, ai sensi della Legge 55 del 9 aprile 2002, per il progetto presentato dalla società A2A Energie Future SpA. Il progetto è relativo alla modifica dell’esistente centrale termoelettrica di Brindisi Nord con dismissione dei Gruppi 1 – 2 e della sottostazione elettrica 220 kV, comprende inoltre l’installazione di un nuovo trasformatore ausiliario di gruppo (Tag) nella sottostazione elettrica 380 kV asservita alle unità 3 – 4 (funzionale alla prosecuzione dell’attività di generazione delle unità 3 e 4). 

Prima dell’inizio dei lavori rimane l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Brindisi. La notizia non deve passare inosservata, Liberi e Uguali non ci sta.  Il tutto rappresenta un ulteriore passo in avanti perché la società proponente possa continuare a produrre energia in quel sito, portando a compimento il proprio piano industriale, che prevede l’utilizzo di Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) per un’impianto di compostaggio da 70 mila tonnellate annue.

Stupisce negativamente l’approvazione da parte della Regione Puglia dell’intesa, ignorando il parere contrario più volte espresso dalle amministrazioni e dai consigli comunale e provinciale. Emiliano e la Giunta regionale, così solerti contro la Tap nel Salento e contro l’ambientalizzazione dell’Ilva, perdono di vista la necessità di tutelare ambiente e salute a Brindisi. La città   patisce un grave inquinamento delle matrici ambientali con conseguenze disastrose sulla salute della popolazione brindisina come fotografato dallo studio Forastiere.

Ci aspettiamo che il commissario prefettizio neghi l’autorizzazione paesaggistica. Non ci sono se e non ci sono ma, vogliamo rispetto per la volontà dei cittadini. La chiusura  della centrale è contemplata anche nel documento  programmatico preliminare per il Pug,  approvato dal consiglio comunale  nel 2011.  Si prevede per quell’area una destinazione d’uso legata alla retroportualità. E’ un’area  estremamente importante perché prospiciente il castello Alfonsino che sta per essere recuperato a fini turistici.

La centrale Brindisi Nord deve essere dismessa e la società A2A, come previsto dalla autorizzazione integrata ambientale, deve farsi carico dello smantellamento e della bonifica del sito industriale. Non ci sono altre ipotesi per il sito, tanto meno il trattamento di rifiuti o la produzione di energia elettrica da altre fonti.

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