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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Infrastrutture abusive nel porto: sotto sequestro ponte, strada e tettoia

Provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla Finanza nei confronti delle opere realizzate nell'ambito del progetto di security. Contestate svariate ipotesi di falso in atto pubblico

BRINDISI – Sono stati apposti i sigilli alle infrastrutture pubbliche realizzate nel porto di Brindisi fra il 2015 e il 2017 nell’ambito del progetto di security. I militari del Nucleo di polizia Economico-finanziaria di Brindisi, al culmine di una complessa indagine coordinata dalla locale Procura, hanno emesso un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip Stefania De Angelis, su richiesta del pm Raffaele Casto, riguardante: un tratto della nuova strada di collegamento (denominata ex-Sisri) tra il terminal di Costa Morena e quello di Sant’Apollinare; una tettoia in ferro e cemento armato edificata in corrispondenza dei locali, anch’essi di nuova realizzazione, che avrebbero ospitato gli Enti deputati ai controlli doganali e di sicurezza; un muro di contenimento che costeggia la carreggiata.  Nella stessa area è stato inoltre posto sotto sequestro un ponte realizzato per il superamento del canale Fiume Piccolo.

Sequestro infrastrutture security porto 2-2

Gli accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica alle Fiamme Gialle operanti hanno fatto emergere abusi edilizi nonché svariate ipotesi di falso in atto pubblico.  Secondo gli inquirenti, l’edificazione delle opere pubbliche sequestrate sarebbe potuta avvenire solo dopo il rilascio dei titoli abilitativi, urbanistico e paesaggistico, da parte degli enti competenti. 

Sequestro infrastrutture security porto-4

L’attività di polizia giudiziaria segue temporalmente al sequestro, in quel caso probatorio, disposto sempre dalla Procura di Brindisi nel febbraio 2018, di diverse particelle immobiliari situate in località “Punta le Terrare”, sede di un insediamento dell'età del Bronzo di rilevanza archeologica nazionale, su cui erano state edificate opere pubbliche carenti dei titoli autorizzativi necessari, nonché in parte interessate dallo sversamento incontrollato di rifiuti.

Le ipotesi accusatorie sostenute dagli inquirenti, in quest’ultimo caso, riguardavano reati connessi alla gestione non autorizzata di discariche, ad abusivismi edilizi nonché alle frodi nelle pubbliche forniture.

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