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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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La giunta Emiliano chiude i Punti di primo intervento: infuria la polemica

La giunta regionale ha approvato una delibera che prevede la riconversione in presidi medicalizzati del 118 di tutti i Ppi pugliesi, inclusi i quattro della provincia di Brindisi

Scoppia la polemica intorno a una delibera della giunta regionale pugliese (“Rete di emergenza–urgenza territoriale-modifica ed integrazione della Dgr. n. 1933/2016”) licenziata martedì scorso (10 aprile), in base alla quale i 39 punti di primo intervento presenti sul territorio regionale dovranno essere riconvertiti in presidi medicalizzati del 118. In provincia di Brindisi sono quattro i Ppi che andranno incontro a questo destino: quelli di Ceglie Messapica, Mesagne, San Pietro Vernotico e Cisternino. 

Fabiano Amati

Il primo a contestare il provvedimento dell’esecutivo è stato il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd), presidente della commissione Fabiano Amatiregionale bilancio. “E’ una decisione sbagliata – afferma Amati - che contrasterò per ottenere modifiche. Almeno per Brindisi: la rete che conosco meglio”. Amati assicura che approfondirà la questione per gli altri territori provinciali, “ma circa Brindisi posso assicurare  - prosegue - che l’esecuzione della decisione rappresenterebbe un prevalente e ingovernabile carico sul Perrino di Brindisi”. 

Amati fornisce dei numeri a sostegno del suo commento: “Nell’anno 2017 in quattro Ppi (Mesagne, Ceglie, San Pietro, Fasano e Cisternino) ci sono stati 31.183 accessi (in tre su quattro ben oltre 7.000 annui), con una percentuale media di trattamento e dimissioni del 95%: cioè curati e dimessi. Solo 1.364 sono stati invece trasferiti in ospedali per acuti, con accesso (evidentemente) attraverso il relativo Pronto soccorso”.

“Lascio immaginare a tutti – sostiene il consigliere -  cosa avrebbe significato, prendendo i dati 2017, caricare i Pronto soccorso dei presidi per acuti di altri 29.819 pazienti e cosa significherebbe sfornite di Ppi i Punti territoriali di assistenza (Pta) appena dotati di innovativi ospedali di comunità”. “Per questi essenziali e riassuntivi motivi – conclude il Amati - auspico una pronta modifica della delibera, con criteri altamente scientifici, cioè fondati, come dice la stessa parola, sulla distinzione tra i diversi casi della realtà. Perché quando tutta l’erba si raccoglie in un unico fascio non c’è scienza e nemmeno amministrazione”. 

Pino Romano

pino giuseppe romano-2Si oppone alla delibera che prevede la riconversione dei Ppi anche il consigliere regionale, presidente della commissione Sanità, Pino Romano (Articolo 1). Questi si chiede: “Che visione della sanità ha una Regione che, di fronte alla carenza di medici, declassa i Ppi?”.
Romano propone tre soluzioni alternative: “Creare il Dipartimento regionale del 118 e lavorare sulle economie di scala. Sottolineao Diparimento e non Agenzia reginale che vorrebbe dire ennesimo carrozzone amministrativo; accelerare sulla definizione e approvazione della rete delle patologie tempo dipendenti;  attivare un modello organizzativo che metta in sinergia rete di 118, pronto soccorso e dipartimenti di emergenza-urgenza”.

Occorre poi dire le cose come stanno. L’uscita a dicembre del Piano Operativo, che consentirà di sbloccare ed assegnare circa 500 posti letto ospedalieri - atteso che la Puglia è ormai sotto soglia dei parametri del famoso D.M.70 di circa 500 posto letto – non dipende certo dai tagli che si operano sui Punti di Primo Intervento, ma dal buco che creano i 200milioni di spesa farmaceutica. Questo è il vero problema. Allora consiglio sommessamente di mettere da parte tutto il resto e di concentrarsi su questo che rimane il punto più importante.

Mino Borraccino

Cosimo BorraccinoA detta di Mino Borraccino, consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi e Uguali, “la scure utilizzata ora dal governatore contro i Ppi rappresenta il punto di non ritorno per un sistema sanitario regionale già molto provato dai tagli operati in questi tre anni e mette seriamente a rischio il diritto alla salute costituzionalmente garantito a tutti i cittadini”. 

“Quel che amareggia è che questi ulteriori tagli – prosegue Borraccino - vengono operati con la stessa arida e inconcludente logica ragionieristica adoperata per l’approvazione del Piano di Riordino Ospedaliero (per il quale Sinistra Italiana ha votato contro in Commissione, determinando la sua bocciatura), senza tenere in alcuna considerazione le reali esigenze di salute che emergono dal territorio”. 

La posizione di Emiliano

Sulla questione interviene anche il presidente Emiliano, il quale chiarisce che “La conversione dei Punti di Primo Intervento in postazioni medicalizzate è stata la conditio sine qua non attraverso la quale ci hanno approvato, ai tavoli romani, il piano di riordino ospedaliero. Se a fine 2018 i Ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in Programma Operativo”. 

“Non solo. Non avremmo le premialità che invece ci spetterebbero. Ricordo che a fine 2015, ci hanno mandato in Programma Operativo per molto, molto, ma molto meno. E comunque la riconversione dei PPI è scritta e dettata dal DM70 e, mi preme dirlo e sottolinearlo, non comporta nessun nocumento per i cittadini in termini di assistenza sanitaria perché comunque i cittadini troveranno la loro risposta sul territorio, in alcuni casi, anche con l’auto medicalizzata che invece prima non era presente. Non cambia nulla. Stiamo solo razionalizzando

le risorse”.Michele Emiliano-3

“La struttura tecnica – ha specificato Emiliano - ha illustrato la sua proposta in base allo stato dell’arte e alle predisposizioni elencate dal DM 70. Ora questa proposta sarà verificata con gli assessori e con i territori, prima di tutto con i sindaci, in un percorso di confronto e condivisione già iniziato nel 2017. Nel processo di condivisione degli interventi che caratterizza questa amministrazione – ha ribadito il Presidente – era importante illustrare lo stato di attuazione del riordino. Successivamente, e prossimamente quindi la delibera di riconversione dei PPI sarà ridiscussa in una giunta ordinaria”.

“Non stiamo smantellando nulla e non stiamo tradendo nessuno – ha continuato Emiliano – dobbiamo attuare una riconversione che ci chiede il Ministero, sempre nell’ottica della messa in sicurezza i cittadini e nell’ottica di condivisione degli interventi con i territori. Ma ripeto, per i cittadini non cambia nulla. I Punti di primo intervento infatti possono essere anche pericolosi per loro. Dobbiamo imparare che per un taglio al dito, non dobbiamo andare né al Pronto soccorso né nei Ppu. Si deve andare dai medici della continuità assistenziale”. 

“Tra l’altro il 70 per cento degli accessi ai Punti di primo intervento finora ha riguardato proprio i codici bianchi che, vorrei ricordare, da normativa del 2007 (la legge 2289 del 29/12/2007 ndr) è un codice che, insieme a quello verde, va gestito dai medici di continuità assistenziale mentre i gialli e i rossi vanno gestiti dall’emergenza urgenza, quindi dal Pronto soccorso dei grandi ospedali”.

Convocati i manager della Asl

Per venerdì 20 aprile alle ore 15.00, intanto, presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52/Bari), il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano incontrerà, insieme con la struttura tecnica del Dipartimento delle Politiche per la Salute, i direttori generali delle sei Asl pugliesi per un ulteriore confronto sulla proposta di riordino dei Punti di Primo Intervento, dopo il passaggio informale e preliminare che si è svolto in Giunta con gli assessori.

Tutto ciò è propedeutico all’organizzazione delle conferenze dei sindaci che si svolgeranno sui territori, prima dell’ulteriore confronto con gli assessori che si svolgerà nuovamente nel corso di una Giunta ordinaria.

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