Sabato, 12 Giugno 2021
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Rossi ancora duro contro la Soprintendenza: "Domani chiamerò il ministro Franceschini"

Non si placa la polemica contro l'organo del ministero della Cultura. Il sindaco di Brindisi, in un post sul proprio profilo facebook, spiega i motivi del malcontento sulla gestione di Forte a Mare

BRINDISI- “Già domani chiamerò il ministro Franceschini per invitarlo a Brindisi e anticipargli una lettera durissima che invieremo al Ministero su quanto accaduto”: incalza la polemica del sindaco Riccardo Rossi sulla gestione del Castello Alfonsino ritenuta “insufficiente e non rispettosa della città di Brindisi”. E lo fa attraverso il proprio profilo facebook.

“Ho detto alla nuova Sovrintendente Davidde che da adesso si cambia pagina e il tempo in cui la Sovrintendenza può pensare di fare ciò che vuole a Brindisi è terminato”: parole durissime espresse ancora una volta dal primo cittadino che, durante la giornata di inaugurazione di Fronte a Mare, non ha nascosto i dissapori che hanno caratterizzato il rapporto con la ex Soprintendente Maria Piccarreta, oggi segretario regionale del Mibact per la Puglia.

“Siamo tutti contenti che finalmente dopo anni siano terminati i lavori di recupero di parte del Castello Alfonsino, ma non possiamo non denunciare un'approssimazione e insufficienza nella sua gestione e valorizzazione da parte della Sovrintendenza”. E spiega i motivi che lo spingono a indirizzare una lettera al ministro della Cultura Dario Franceschini, illustrando un excursus dei fatti.

“Da quasi due anni chiediamo alla Sovrintendenza di costruire insieme un progetto di valorizzazione puntando a una piena fruibilità e forte attrattività del castello. Abbiamo coinvolto nel possibile ragionamento la Regione con il Polo Biblio Museale e l'Unisalento su temi come l'archeologia subacquea ed altri. Ma mai è stato possibile incontrare su possibili progetti la Sovrintendenza che sempre rinviava possibili ragionamenti. Arriviamo a ottobre 2020 quando grazie al Mibact otteniamo un incontro con la Sovrintendente Piccarreta. In quell'occasione si prendono impegni importanti per costruire comune di Brindisi e Sovrintendenza, ai sensi del codice dei beni culturali, un piano di valorizzazione per la gestione del Castello Alfonsino. Impegni tutti disattesi, da allora nessun contatto vi è più stato”. E, infatti, nella giornata dell’inaugurazione, Riccardo Rossi sottolinea piacevolmente di rivedere la soprintendente dallo scorso ottobre.

“Cosa avremmo voluto realizzare? Grazie a Regione e Unisalento un programma culturale e museale di grande importanza partendo dal museo e centro per l'archeologia subacquea, ma poi arricchito con altri soggetti a possibili proposte.  Inoltre, con la Bms avremmo fornito i servizi di custodia, pulizia e cura del verde, indecenti sono le condizioni in cui è stato inaugurato il Castello, inoltre con la Fondazione Teatro Verdi avremmo potuto gestire servizi culturali e programmi di eventi importanti.

Poi un bookshop, servizio ristoro, una biglietteria aperta sul posto per accogliere non 20 turisti l'ora, prettamente locali come oggi. E una campagna di comunicazione e marketing per far arrivare da ogni luogo i visitatori, non certo un numero di cellulare per prenotare la visita in max 20 persone.

In sintesi, una piena valorizzazione del Castello in grado di far arrivare a Brindisi centinaia di migliaia di visitatori con grandissime ricadute sull'economia della città.  Tutto questo si sarebbe potuto costruire in questo anno che ha preceduto una indecente inaugurazione e una gestione da bene di quartiere. Rassicuro tutti i brindisini che amano la città che presto il Castello Alfonsino diventerà un attrattore in grado di dare lustro alla Città e volano per lo sviluppo turistico che Brindisi merita”.

Conclude nel post il sindaco Riccardo Rossi, mentre la città è divisa tra chi apprezza ed esalta la competenza e preparazione delle guide turistiche dell’associazione “Le Colonne”, presieduta da Anna Cinti, cui è stata affidata la gestione del Castello Alfonsino, e chi schiera dalla parte del primo cittadino. Nel mezzo, la bellezza restituita di Forte a Mare che, si spera, possa continuare a riempire di orgoglio i tanti brindisini che già lo hanno visitato.

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