Venerdì, 18 Giugno 2021
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Il ritorno del Giro d'Italia: grande festa per migliaia di brindisini

Dèmare ha vinto in volata la tappa più veloce nella storia della corsa rosa. Grande colpo d'occhio sul rettilineo finale

BRINDISI - Migliaia di persone ai lati del rettilineo di viale Aldo Moro-Via Palmiro Togliatti. Altrettante fra via Appia, via Tor Pisana, viale Commenda e via Tirolo. I brindisini hanno accolto con entusiasmo straripante l’arrivo della settima tappa del Giro d’Italia (143 chilometri, completamente pianeggiante), partita intorno alle ore 13 da Matera. Circa tre ore dopo, uno dei favoriti, il francese Arnaud Dèmare (Groupama Fdj), ha tagliato per primo il traguardo, all’altezza del tribunale. Il gruppo ha viaggiato a una velocità media di 51,234 chilometri orari: la più alta mai registrata in una tappa della competizione. 

I primi appassionati si sono piazzati dietro alle transenne intorno alle 14. I fotografi amatoriali, muniti di reflex, studiavano l’angolatura migliore, per immortalare alla perfezione lo sprint. Si era parlato alla vigilia di ingressi contingentati sul rettilineo finale, di 1200 metri. Ma lungo le due sponde dello stradone c’è stato spazio per tutti: per i bambini che indossavano magliette e cappellini rosa, accompagnati da genitori e nonni; per comitive di studenti, per una giornata liberi da impegni scolastici (tutte le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste chiuse); per veri appassionati di ciclismo provenienti da tutta la provincia per vedere da vicino i propri beniamini; per i più anziani che 49 anni fa, il 20 maggio 1971, assistettero alla cronometro a squadre Lecce-Brindisi e non hanno voluto mancare a un appuntamento che entra di diritto nella storia della città.

Arrivo Giro d'Italia-5

Videoservizio: le emozioni tra il pubblico, lo sprint, le premiazioni

L’area del percorso è stata pattugliata da 200 unità, fra agenti della Polizia Locale (con rinforzi arrivati da Bari e Lecce) e volontari di Protezione civile e associazioni varie. Solo il rettilineo finale è stato transennato. Fra la scuola Morvillo-Falcone e il tribunale si respirava la vera atmosfera del Giro. Qui sono state installate le tribunette dedicate agli ospiti. Venditori ambulanti, con i loro furgoncini pieni di scatoloni, hanno fatto affari con i gadget ufficiali, dalle t-shirt ai cappellini, passando per i peluche e le borse. In via Galanti spazio agli stand degli sponsor. In una bella giornata di sole più primaverile che autunnale, intorno alle 15:30 non restava un solo metro quadro libero sui marciapiedi e sulle aiuole.

Arrivo Giro d'Italia 4-2

Videoservizio: il passaggio nei centri abitati di Francavilla e Mesagne

In attesa dei ciclisti, ci si teneva informati sull’andamento della corsa. Intorno alle 15:45, un boato ha accompagnato le immagini dell’arrivo del gruppo al rondò della strada statale 7 per Taranto, il cosiddetto incrocio della morte, proiettate su un maxi schermo. In poco più di quattro minuti sono stati percorsi i quattro chilometri che separavano l’ingresso di via Appia dal traguardo. Soprattutto a ridosso della linea dell’arrivo, gli spettatori hanno sgomitato per accaparrarsi l’inquadratura migliore. Una distesa di smartphone svettava sopra le transenne. Ma a mala pena è stato possibile scorgere il volto del vincitore, nel marasma dello sprint. La maglia rosa, indossata da Almeida, era un puntino che si perdeva fra le centinaia di corridori. I ciclisti coinvolti in una spaventosa caduta avvenuta sulla superstrada, nei pressi di Taranto, hanno collezionato una ventina di minuti di ritardo rispetto al resto della compagnia. Per loro, gli applausi più calorosi.

Arrivo Giro d'Italia 3-2-2

Infine in centinaia si sono riversati verso il ponte di via Caduti di via Fani, dove è stato piazzato il palco della premiazione. Il vincitore di tappa, la maglia rosa, la maglia ciclamino, indossata sempre da Dèmare, la maglia azzurra Filippo Ganna e la maglia bianca, ancora Almeida, hanno fatto partire getti di spumante verso il pubblico, immortalati da decine di fotografi. Accanto a loro c’era il sindaco Riccardo Rossi. Una volta terminate le premiazioni, il grande "circo rosa", con il suo seguito di camper, ammiraglie e pullman, è stato smantellato. L'imponente macchina organizzativa coordinata da Rcs già in serata si metterà in marcia alla volta di Giovinazzo, punto di partenza della tappa che domani si concluderà a Vieste. I brindisini, in buon ordine, hanno ripreso la via di casa, soddisfatti per aver assistito dal vivo a un grande evento internazionale che chissà fra quanti anni tornerà in città.

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