Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Migrante stroncato da malore per strada: aveva zappato la terra per 4 ore per 6 euro a ora

La salma dovrà essere rimpatriata, questa è la volontà della famiglia e per farlo servono quattromila euro che nessuno ha. Avviata raccolta fondi

BRINDISI - Aveva zappato la terra per quattro ore, sotto al sole cocente, molto probabilmente da mezzogiorno in poi o poco prima, Camara Fantamadi, il ragazzo di 27 anni originario del Mali deceduto ieri a causa di un malore sulla strada provinciale 43 che collega Brindisi a Tuturano. Si era sentito male subito dopo aver terminato il turno, gli girava la testa, aveva chiesto a un collega di gettargli acqua sul capo, lo stesso poi gli aveva consigliato di tornare a casa piano piano, in bici l’unico mezzo a disposizione. Abitava a Tuturano ospite del fratellastro. Risiedeva a Eboli, era giunto nel Brindisino da appena 3 giorni, proprio per lavorare nei campi, in agro di Tuturano. Per 6 euro a ora. Il malore che lo ha stroncato è sopraggiunto attorno alle 17, si era messo in cammino per tornare a casa poco dopo terminate le quattro ore di lavoro. Si presume, quindi, che aveva cominciato a zappare la terra attorno a mezzogiorno. Ieri le temperature in tutta la Puglia hanno sfiorato i 40 gradi. 

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Camara Fantamadi migrante morto caldo-2

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Non ha fatto in tempo a raggiungere il fratello, si è fermato a bordo strada, ha appoggiato la bici al muro, si è inginocchiato e poi accasciato al suolo perdendo in sensi. Alcuni testimoni hanno contattato il 118, i sanitari nulla hanno potuto fare per riportarlo alla vita. Non ha mai ripreso conoscenza. Gli agenti della Polizia locale, giunti sul posto per ricostruire le circostanze della tragedia, hanno informato il Pm di turno che dopo qualche ora ha disposto la restituzione della salma alla famiglia. Nessuna autopsia, nessuna ricostruzione su quello che aveva fatto fino a poco prima quel giovane trovato senza vita sulla provinciale con le scarpe sporche di terra. Almeno fino a questo momento. 

Le reazioni dei sindacati

La salma è stata trasferita al cimitero di Tuturano. Sul posto per prestare assistenza si è recato Drissa Kone, il capo della comunità Africana a Brindisi. E’ lui che parlando con il fratello è riuscito a ricostruire le ore precedenti al decesso. Ha saputo che aveva zappato la terra per quattro ore, che non era stato ancora assunto essendo giunto da soli 3 giorni, che la paga era di 6 euro a ora, che si è sentito male a fine turno e che un collega suo connazionale lo aveva invitato a tornare a casa. C’era molta strada da fare, faceva caldo e non si stava sentendo bene. Ma a casa non ci è mai arrivato. Se stava lavorando per qualche azienda o per un privato Drissa non è riuscito a saperlo. Approfindirà la questione nei prossimi giorni. Adesso la priorità è rimpatriare la salma, questa è la volontà della famiglia. Per farlo, però, servono quattromila euro che nessuno ha. Sarà organizzata una raccolta fondi che è estesa a tutti, chi vuole aiutare questa famiglia a far tornare la salma del 27enne ucciso dal caldo e dallo sfruttamento nella sua terra natale, può contattare direttamente Drissa Kone al 329 331 0598.

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