rotate-mobile
Lunedì, 29 Novembre 2021
settimana

Nuove aziende e imprenditoria giovanile: bene la provincia di Brindisi

Diffuso il report del secondo trimestre 2017 della Camera di Commercio: Brindisi 18esima in Italia per trend di crescita delle imprese; drastico calo di aziende fallite; aumentano le imprese femminili

BRINDISI – La provincia di Brindisi è la 18esima in Italia per tasso di crescita (0,73 per cento) delle imprese. In netto calo le aziende fallite e in aumento quelle giovanili. Sono dati incoraggianti quelli che emergono dal report del secondo trimestre (aprile-giugno) 2017 della Camera di commercio di Brindisi, a cura del servizio Economia Locale Cciaa Brindisi. Nel periodo in esame si sono registrate 625 nuove iscrizioni nel registro camerale di Brindisi, a fronte di 361 cancellazioni. Il saldo positivo è quindi di 264 unità. Delle 36.501 imprese registrate, quelle attive sono 31.4488.

Trend di crescita

A livello regionale la provincia di Brindisi si colloca al quarto posto per tasso di crescita. In testa alla graduatoria c’è Lecce (0,96). Seguono Foggia (0,92) e Taranto (0,89). Fanalino di coda, Bari (0,63). Nel complesso la Puglia è una delle regioni più virtuose a livello nazionale, se si considera che la provincia di Lecce è la prima in Italia per tasso di crescita, mentre quelle di Foggia e Taranto occupano rispettivamente il terzo e il quinto posto. 

Imprese nel contesto regionale-2

Tornando fra i confini provinciali, il Comune con il miglior tasso di crescita delle imprese, sempre sulla base di un confronto fra il secondo trimestre 2017 e lo stesso periodo del 2016, è quello di Oria (1,47). Seguono San Donaci (1,43) ed Erchie (1,35). Il Comune capoluogo è ottavo. Latiano (0,07) è fanalino di coda. 

Tasso di crescita imprese-2

Fallimenti in calo

Il dato più confortante del report è forse quello riguardante il trend relativo ai fallimenti. Basti pensare che “tra aprile e giugno 2017 – si legge sul documento della Camera di commercio - sono fallite 7 imprese, contro le 19 del corrispondente periodo del 2016”. “In termini percentuali, la frenata è stata del 63 per cento; al contrario del risultato dello scorso anno dove si era registrato un incremento del 19% rispetto al 2015 e comunque, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda un numero di imprese molto limitato. Basti pensare a livello nazionale dove su 6.079.761 imprese ne risultano fallite nel periodo di osservazione 3.008 nell’ordine di 1,9 unità ogni mille”.

Imprese giovanili, femminili e straniere

Va rimarcata anche la crescita, con un tasso pari al 3,20 per cento, delle imprese giovanili e di quelle femminili. A tal proposito a fine giugno 2017 si contavano complessivamente 4.002 imprese giovanili, di cui 3.502 attive. “I dati – emerge dal report - evidenziano in termini assoluti 206 iscrizioni a fronte di 74cessazioni con un saldo positivo di 132 unità”.

Imprese giovanili-2

Quanto alle aziende femminili (tutte le imprese con titolare donna o dove la percentuale di partecipazione femminile tra soci o amministratori è superiore al 50 per cento) queste rappresentano “Un profilo imprenditoriale che negli ultimi anni ha assunto un notevole spessore all’interno del tessuto economico–produttivo”. “Per quanto attiene la nostra provincia le imprese in ‘rosa’ attive sono 7.374 ed assestano nel periodo in esame un saldo demografico di 98 unità, pari ad una crescita dello (+1,18 per cento)”. 

Più basso, invece, il tasso di crescita delle aziende straniere (0,69), con 39 iscrizioni a fronte di 29 cessazioni non d’ufficio, generando un saldo pari a 10 unità. “La presenza delle imprese attive “in rosa” sul totale imprese attive è abbastanza significativa (23,4%), mentre gli under 35 incidono sul totale con il 23,4% infine, le imprese attive straniere pesano il 4,3 per cento”.

Le forme giuridiche

“Il saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni  - si legge nel documento - si riconduce interamente alle imprese qualificate come “non classificate” (+201 unità;+9,1 per cento), ma si tratta in realtà di una categoria residuale che raccoglie le imprese non ancora formalmente assegnate ad uno specifico settore”. 

Il “comparto agricolo” chiude il trimestre primaverile con un saldo di (+30 unità; +0,4 per cento), bene anche per il settore “alloggio e ristorazione” che realizza un saldo significativo (+26;+1 per cento), continua a migliorare anche il settore delle “costruzioni” (+24 unità ;+0,5 per cento) infine, i restanti settori incidono con saldi oscillanti tra (+6 e +2 unità ). 

Imprese registrate a Brindisi e in provincia-2

Bilancio negativo per i settori del manifatturiero (-10 unità;-0,4 per cento) e del commercio (-9 unità;-0,1 per cento).  Battuta d'arresto per le vendite al dettaglio (escluso gli autoveicoli) nel trimestre aprile giugno 2017 che registrano un calo dello 0,1% rispetto allo stesso trimestre del 2016. 

In termini assoluti il “comparto del commercio” perde 8 unità, determinato da 70 iscrizioni a fronte di 78 chiusure di attività.  Nel dettaglio comunale solo il comune di San Pietro V.co registra il saldo positivo più elevato(+3). In termini assoluti sono state soprattutto le società di capitale (+152) e le imprese individuali(+112) a contribuire in prevalenza alla formazione del saldo positivo del trimestre in esame, in termini percentuali rispettivamente con il 56 per cento le prime, e con il 42 per cento le seconde. In crescita anche le cosidette “altre forme” (+ 3), bilancio negativo invece , per le società di persone (-3 unità).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nuove aziende e imprenditoria giovanile: bene la provincia di Brindisi

BrindisiReport è in caricamento