Sabato, 13 Luglio 2024
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Pnrr, nel Brindisino dopo la rimodulazione "ballano" 150 milioni di euro

Il ministro Fitto ha di recente presentato le modifiche, che andranno approvate. Il Pd, con il deputato pugliese Stefanazzi in testa, esprime perplessità sulle altre forme di finanziamento

Nel Brindisino, a "ballare", sono quasi 150 milioni di euro, spalmati su circa 150 progetti. I conti in seguito alla rimodulazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) del Governo Meloni in Puglia sono stati eseguiti dal Partito Democratico. Si legge in un comunicato diramato dalla sezione provinciale brindisina del partito: "Sono questi, per quanto ci riguarda, i numeri del taglio che il Governo Meloni, e il ministro Fitto in particolare, hanno fatto sul Pnrr. Se poi, come ha dichiarato il ministro, i progetti tagliati saranno finanziati con i fondi di sviluppo e coesione (Fsc, ndr), sarebbe peggio la toppa del buco, perché l'80 per cento di quelle risorse, anziché essere destinate al Sud, come prevedono i vincoli Fsc, sarebbero redistribuite su tutto il territorio nazionale con una ulteriore sottrazione di risorse destinate a colmare i divari tra Nord e Sud del Paese". Per questo motivo, domani, venerdì 11 agosto, alle 11, presso la sala "Mario Marino Guadalupi" a Brindisi, il Pd terrà una conferenza stampa alla quale parteciperà l'onorevole Claudio Stefanazzi, con il coinvolgimento di sindaci e rappresentanti istituzionali del territorio. Le misure in oggetto riguardano quelle per la la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico; piccole e medie opere dei Comuni per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica; la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie.

Rimodulazione e rifinanziamento

Un passo indietro, per chiarire i contorni della vicenda e spiegare da dove proviene l'allarme lanciato dai Democratici. Fine luglio, pochi giorni fa, il ministro Raffaele Fitto presenta la rimodulazione dei fondi Pnrr. Via nove progetti per un valore di 15,9 miliardi su 191,5. I soldi risparmiati saranno impiegati per altre misure realizzabili entro il 2026. Ovviamente, serve l'ok della Commissione Europea alle modifiche. Negli stessi giorni, il Servizio Studi di Camera e Senato presenta il dossier dedicato al Pnrr. Nella relazione si legge: "Si sottolinea come il rapporto (del Governo sul Pnrr, ndr) non specifichi quali saranno gli strumenti e le modalità attraverso i quali sarà mutata la fonte di finanziamento delle risorse definanziate dal Pnrr. La determinazione di tali strumenti e modalità appare opportuna soprattutto con riguardo ai progetti che si trovano in stadio più avanzato, in ragione dei rischi di rallentamenti o incertezze attuative che potrebbero conseguire al mutamento del regime giuridico e finanziario e del sistema di rendicontazione cui tali misure sarebbero sottoposte. Tale determinazione appare fondamentale, inoltre, al fine di verificare che le fonti alternative di finanziamento dispongano di una adeguata dotazione di competenza e di cassa nell'ambito del bilancio dello Stato". Fitto, va specificato, aveva spiegato che l'obiettivo è di rifinanziare le misure con altre tipologie di fondi come il Fondo sviluppo e coesione.

Denaro "scippato" al Mezzogiorno?

E anche su questo argomento, come visto sopra, il Partito Democratico ha da ridire. Il Fsc 2021-27, si legge sul sito ufficiale del Governo italiano, è "lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali". Viene scritto nero su bianco che la legge di bilancio 2021 "assegna l'80 per cento delle risorse alle aree del Mezzogiorno e il 20 per cento a quelle del Centro-Nord". La domanda sorge spontanea: è possibile rispettare tale proporzione allorché si "dirottano" tali fondi per coprire il definanziamento del Pnrr, posto che i progetti vengono presentati da tutte e 20 le Regioni italiane? Domanda lunga e macchinosa, ma non oziosa. E ancora: non c'è il rischio che al Sud vengano sottratti fondi alla faccia della "rimozione degli squilibri economici e sociali"? Intanto, si segnala la risposta alle polemiche da parte del parlamentare brindisino Mauro D'Attis (Forza Italia): "Con questa operazione verità e con la conseguente proposta di revisione del piano, il Governo, proprio a tutela degli enti locali e per salvaguardare anche la realizzazione delle opere, eviterà che si ripeta quanto accaduto con i progetti degli stadi di Firenze e Venezia, risultati inammissibili, e quindi non finanziabili, dalla Commissione europea. A differenza dei governi precedenti, l'attuale Governo non scaricherà sui soggetti attuatori questo rischio. La sostituzione della fonte finanziaria consentirà una più agevole rendicontazione degli interventi programmati ed in corso di realizzazione".

Claudio Michele Stefanazzi

Opere per 95 milioni nel Brindisino

Ora, polemiche politiche a parte, va sottolineato e ripetuto come il ministro Fitto abbia spiegato che non si tratta di un vero e proprio definanziamento, anche di opere in essere, ma che il Governo si impegnerà a trovare altri fondi, non Pnrr per tali opere. Intanto, sta girando nelle chat di politici e ammnistratori locali una tabella, un file excel, che elenca 147 opere in provincia di Brindisi che momentaneamente - è bene ribadirlo - sono "tagliate" dal Pnrr, stando alla rimodulazione. Si parla di 94.601.838,43 euro. La paternità del dossier è dei Democratici. E' vero che la rimodulazione va ancora approvata, ma bisogna tener conto che le Amministrazioni locali per queste opere hanno investito tempo, energie ed economie. Si parla, per fare qualche esempio, del parcheggio di scambio in via Torpisana a Brindisi (10 milioni e 100 mila euro), o della "Chiazza cuperta" di Francavilla Fontana (3 milioni). Dalla rifunzionalizzazione dell'ex mercato ortofrutticolo di Fasano (5 milioni) ai lavori di completamento della prima casa delle donne a Cellino San Marco (1 milione e 200 mila euro circa). Alcune gare sono già in corso o, addirittura, i lavori sono stati già assegnati. Contattato da BrindisiReport alla vigilia della conferenza stampa del Pd, l'onorevole Stefanazzi chiosa: "Abbiamo più volte offerto al ministro Fitto la nostra collaborazione, perché questo è un problema oggettivo di tutto il Paese, Sud in testa, non solo del Governo. Per quel che mi riguarda, Fitto si sta incartando".

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