Guerra: veterano americano alla ricerca dei suoi amici brindisini

Il 94enne Ralph Cavaliere, mitragliere dell'885th Squadrone, vorrebbe sapere cosa ne è stato di due ragazzini che fra il 1944 e il 1945 tenevano in ordine la sua tenda, nell'aeroporto militare di Brindisi. Per questo si è rivolto a Laura Mastrovito

BRINDISI – Tenevano in ordine le tende dei militari americani in servizio presso l’aeroporto militare “Casale” di Brindisi. Per questo erano soprannominati “tent boy” (ragazzi tenda). Fra i giovani "inservienti" degli aviatori a stelle e strisce c’era anche Salvatore, un brindisino che fra il 1944 e il 1945 aveva 17 anni. A 75 anni di distanza dalla fine della seconda guerra mondiale, il veterano Ralph Cavaliere vorrebbe sapere cosa ne è stato di Salvatore e di un altro ragazzino, di cui non ricorda il nome, che pulivano la sua tenda e svolgevano altre piccole mansioni quotidiane.

Ralph Cavaliere  presso l'aeroportomilitare di Brindisi, davanti alla sua tenda-2

Cavaliere (nella foto in alto davanti alla sua tenda, nell'aeroporto militare di Brindisi) ha compiuto 94 anni lo scorso novembre. Grazie al web si è messo in contatto con Laura Mastrovito, la figlia di un 86enne di Manduria, Aurelio Mastrovito, testimone oculare di molti episodi accaduti durante il secondo conflitto mondiale a Manduria. Da 25 anni, grazie anche alle preziosissime testimonianze del padre, Laura si prodiga per tenere viva la memoria di vicende belliche che altrimenti sarebbero destinate all’oblio. “Sono una semplice casalinga – dichiara Laura Mastrovito a BrindisiReport – che fa delle ricerche sui veterani”.

Nel 1996 la Mastrovito riuscì a far incontrare il papà con il maggiore Gerald M. French, pilota del 450th Bomb group che effettuò 50 missioni dall’aeroporto di Manduria, portando sempre con sé una scimmietta sulla spalla. Adesso ci sta riprovando con Ralph Cavaliere. Ma l’impresa è complicata, perché non si ha nessuna notizia di Salvatore. “Non sappiamo – spiega Laura Mastrovito – se questa persona e il suo amico siano ancora vivi. La speranza è che ascoltando questa storia, qualche loro parente possa farsi avanti”. (Nella foto in basso, i navigatori dell' 885th tracciano le rotte per la loro prossima missione, presso l'aeroporto di Brindisi, credit www.thesolomoncrew.com)

15 Febbraio 1945,Brindisi, I navigatori dell' 885th tracciano le rotte per la loro prossima missione.-2

Ralph Cavaliere, italo americano, ha preso parte alle missioni segrete dell’Office of Strategic Services (Oss), servizio segreto statunitense che fu il precursore della Central Intelligence Agency (Cia). In forza all’885th Bombardment Squadron del 15th Air Force, fra il 1944 e il 1945 ha operato presso l’aeroporto militare di Brindisi, partecipando a pericolosissime missioni di rifornimento dei partigiani nel Nord Italia e nei Balcani. Quasi ogni giorno alcuni civili varcavano la soglia della base per occuparsi di vari lavoretti. In quel contesto, fra i brindisini e gli aviatori si instaurava un legame particolare. (Nella foto in basso, cartina dell'Italia con le rotte delle misioni da Brindisi, durante la seconda guerra mondiale, credit www.thesolomoncrew.com)

Cartina dell'Italia con le rotte delle misioni da Brindisi-2

“Il signor Cavaliere – spiega Laura Mastrovito – ricorda numerosi episodi di vita vissuta all’interno della base. Uno di questi risale al dicembre 1944, quando diede un machete a Salvatore, chiedendogli di abbattere un alberello della pineta, per farne un albero di Natale (foto in basso) decorato con materiale in alluminio, pacchetti di sigarette, chewing-gum, barrette di cioccolato, cartoline e tappi di bottiglie”.

Alberello di Natale addobbato nella base militare di Brindisi-2

Fra una missione e l’altra ci si ritrovava intorno a una tenda e con una chitarra si intonavano delle canzoni che sollevavano il morale dei militari, impegnati quotidianamente in missioni che per alcuni di loro, purtroppo, sono state senza ritorno. Basti pensare che lo Squadrone perse due aerei, uno durante una missione in Val Brembana (Bergamo) e uno vicino Udine, con tutti gli equipaggi a bordo. Si trattava di unità costituite perlopiù da membri di equipaggi che non volevano partecipare ai bombardamenti di città e popolazione civili. Ma i rischi erano enormi.

Ralph, a Brindisi, davanti alla sua torretta di coda, dove mitragliava 2-2

Prima di ogni decollo, Cavaliere, dalla mitragliatrice di coda del suo B-24 “Smokey” (foto in alto), rivolgeva una preghiera alla statua della Vergine della Chiesa di Santa Maria del Casale, situata a ridosso dell’aeroporto militare. Non a caso il velivolo, ribattezzato “Queenie”, veniva affettuosamente chiamato “reginella”. “Cavaliere – racconta ancora Laura Mastrovito – era entrato in simbiosi con la statua di Santa Maria del Casale. Lui è convinto di essere stato salvato per ben tre volte dalla Madonna. Anche per questo Brindisi gli è rimasta nel cuore”. (In basso, il B-24 di Cavaliere, sullo sfondo della chiesa di Santa Maria del Casale)

Il B-24 J Smokey, Q chiamato Queenie ma, affettuosamente chiamato da Ralph, Reginella 2-2

Nel marzo 1945, il 15° Air Force fu trasferito da Brindisi a Rosignano, in provincia di Livorno. Nell’ottobre di quello stesso anno, l’unità venne dismessa. Una volta terminato il servizio militare, Ralph tornò negli States, dove si è sposato e ha avuto tre figli. Per anni ha gestito un negozio di dischi di New York. Poi ha svolto il lavoro di bibliotecario. Nel frattempo ha ricevuto numerose decorazioni. In tutti questi anni non ha mai dimenticato la città di Brindisi, la statua della Madonna e quei ragazzini con cui trascorreva dei momenti di spensieratezza. Nel 1998 scrisse al sindaco Giovanni Antonino, raccontandogli la sua storia. Il primo cittadino gli rispose, inviandogli del materiale illustrativo riguardante la chiesa di Santa Maria del Casale.

Ralph Cavaliere in una foto risalente al conflitto e in uno scatto di pochi anni fa-2

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Superate le 94 primavere, Ralph Cavaliere non demorde e con il supporto di Laura Mastrovito si sta giocando quella che probabilmente è la sua ultima carta per riagganciare i tent boy brindisini o comunque i loro familiari. “Non sappiamo nulla – ribadisce Laura Mastrovito – di queste persone. Che siano in vita o no, è possibile che abbiano lasciato ai loro figli e ai loro nipoti qualche testimonianza delle giornate vissute nell’aeroporto militare, a contatto con i piloti americani. Queste storie vanno raccontate, affinché non si disperdano nel nulla. Chiunque dovesse avere delle informazioni sui tent boy di Brindisi, spero possa essere di aiuto in questa ricerca”. 

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