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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Restauro Forte a Mare: "Sarà un cantiere trasparente e visitabile"

Presentato dalla Soprintendenza il progetto di restauro del castello Alfonsino. "Il Comune dimostri di poterlo gestire".

BRINDISI – Per tanti (troppi) anni Forte a mare è rimasto un corpo estraneo rispetto alla città: un monumento di straordinaria bellezza, del tutto inaccessibile ai cittadini. Adesso, però, c’è la volontà di cambiare registro. Il cantiere di restyling di una delle opere simbolo di Brindisi dovrà essere “trasparente e visitabile”. “Deve parlare alla città”, ha detto la soprintendente delle Belle Arti e Paesaggio di Brindisi e Lecce, l’architetto Maria Piccarretta, nel corso di una conferenza stampa in cui stamani (18 aprile) sono stati presentati i lavori di restauro del castello Alfonsino, partiti lo scorso 28 marzo. La destinazione futura del forte è ancora un rebus. La priorità è quella di renderlo fruibile il prima possibile alla cittadinanza (la durata dei lavori è stimata in 450 giorni), preservandolo dai vandali e dai predoni di oro rosso che lo hanno messo in ginocchio negli ultimi anni, vanificando il precedente restauro portato a termine fra il 2008 e il 2009.

Progetto restauro Forte a mare 3-2

Un cantiere trasparente

Il Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ha stanziato 5 milioni di euro nell’ambito del Pon “Cultura e sviluppo” Fesr per il restauro del bene. La stazione appaltante è il segretariato regionale Mibact per la Puglia diretto da Eugenia Vantaggiato. Il progetto e la direzione dei lavori sono di competenza della soprintendenza di Lecce, nella persona dell’architetto Augusto Ressa. In futuro si vedrà quale ruolo potrà rivestire nella gestione del castello il Comune di Brindisi, rappresentato stamani dal commissario prefettizio, Santi Giuffrè. Anche il prefetto Valerio Valenti ha partecipato all’incontro con la stampa, svoltosi presso la cappella del Forte.

Qui si è radunato un folto gruppo di persone composto da addetti ai lavori, rappresentanti di associazioni culturali e semplici cittadini che hanno approfittato della (rara) possibilità di accedere al castello. La speranza è che nelle prossime settimane si possa davvero realizzare il proposito di rendere il Forte “trasparente”. La volontà, da parte della Soprintendenza, c’è tutta. “Il catello – dichiara la soprintendente Piccarretta – non deve essere per pochi. Deve dare la testimonianza del passato e deve essere la sentinella del futuro di questa città”. Per questo, già a partite dal mese di maggio, c’è l’intenzione di “dar vita a una serie iniziative, per creare un rapporto di vicinanza fra il cantiere e la città”.

Progetto restauro Forte a mare 9-2

Il progetto

Realizzato nella seconda metà del 1500 sull’isola di Sant’Andrea, all’imboccatura del porto esterno, il castello Alfonsino (una vera e propria cittadella, come rimarcato dall'architetto Ressa) è unico nel panorama mondiale per la complessità della sua struttura e la vastità delle dimensioni. La ditta appaltatrice dei lavori, la Sad Srl di Modugno, si sta avvalendo della collaborazione di due aziende locali, la Roma Costruzioni e la Eicos, per riportare il Forte (almeno in parte) al suo splendore originario.

Certo, 5 milioni non basteranno per recuperare completamente un edificio di dimensioni mastodontiche. Le opere sono mirate: al ripristino delle componenti impiantistiche gravemente danneggiate a seguito di atti vandalici; al restauro dell’Opera a Corno; al collegamento di quest’ultima con il primo terrazzamento del Castello attraverso una passerella in acciaio e legno; all’ allestimento di un’area di prima accoglienza e servizi al pubblico; al ripristino dei camminamenti fra le diverse quote. Sarà condotta, parallelamente a detti lavori, una campagna di scavo archeologico. Un particolare capitolo riguarderà, inoltre, lo studio delle specie botaniche al fine di definire un percorso fra architettura e natura di particolare suggestione e rilevanza paesaggistica nello specifico contesto. Sarà, infine, eseguito uno specifico studio per la definizione del modello di gestione del complesso monumentale. 

Il rendering del progetto

L’architetto Ressa ha spiegato che nella prima fase dei lavori si è proceduto con la messa in ordine dell’enorme piazza d’armi dell’opera a corno, ripulita dalle erbacce che la ricoprivano da tempo. Successivamente si passerà alla sistemazione della cappella, con l’installazione di una serie di apparecchiature multimediali. Contestualmente verrà realizzata una postazione di guardiania per la prima accoglienza, con la prospettiva di consentire l'accesso al castello secondo un percorso originario che parte dalla piazza d’Armi e si conclude presso la porta regia.

Santi Giuffrè nel castello Alfonsino-2

Sicurezza 

Per tutelare la sicurezza del cantiere saranno schierate tre unità della Soprintendenza addette alla guardiania, oltre agli operatori di ditte di vigilanza di cui si avvarranno le aziende. Fondamentale sarà anche l’ausilio di un impianto di video sorveglianza di cui il Forte è già dotato. Si tratta di telecamere che tramite un sistema wi fii trasmettono le immagini ai terminali che si trovano presso la sede dell’Avvisatore marittimo. La Soprintendenza ha inoltre chiesto alle ditte di installare delle telecamere anche sulla sommità delle mura. La speranza è che un aiuto possa arrivare anche dalle forze dell’ordine, con il coinvolgimento diretto della prefettura. 

Progetto restauro Forte a mare 10-2

Dubbi sulla futura gestione

Ma cosa ne sarà del castello, una volta ultimato il restyling? L’architetto Vantaggiato ha ricordato che il tavolo tecnico aperto nel 2013 per il passaggio di proprietà del bene dal demanio al Comune non si è ancora chiuso. Gli ultimi due incontri fra la Soprintendenza e l’amministrazione comunale risalgono rispettivamente al 21 luglio 2017 e al 31 gennaio 2018. La soprintendente Piccaretta ha manifestato l’intenzione di coinvolgere partner sia pubblici che privati nel modello di gestione (ancora da definire) dell’opera.

Video: "Serviranno dei partner"

Ma è evidente che un ruolo di primo piano dovrebbe spettare al Comune di Brindisi, il quale “dovrà dimostrare – ha rimarcato la stessa soprintendente – con un progetto reale da presentare alla Soprintendenza e al demanio di poter gestire il monumento”. “Una volta terminati i lavori – si chiede l’architetto Vantaggiato – chi pagherà la prima bolletta? Lavoreremo nei prossimi mesi per arrivare a una soluzione condivisa, sperando nella sensibilità sia del pubblico che del privato”.

La destinazione

Ipotesi concrete sulla futura destinazione ancora non ve ne sono. Il prefetto, a tal proposito, ha detto di “credere poco in una utilizzazione museale”. “Bisogna trovare un modo – ha affermato Valerio Valenti – per coniugare la funzione storica con una attuale”. Il prefetto stamani ha visitato per la prima volta il castello, dicendosi meravigliato per la maestosità del monumento. Basti pensare che la maggior parte dei brindisini Forte a mare lo ha visto solo da lontano, senza avere la minima idea delle bellezze che si celano al suo interno. Un vero peccato, se si considera che un'opera del genere potrebbe attrarre frotte di turisti da tutto il mondo. 

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