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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Rossi: "Stabilimento Intel in Italia? Brindisi avrebbe tutte le carte in regola"

Il ragionamento del primo cittadino sulle suggestioni di investimenti della multinazionale. La strada è lunga, è ancora in corso un dialogo con il Governo centrale

BRINDISI - Al momento, è solo una suggestione. Intel, multinazionale che produce dispositivi a semiconduttore, microprocessori, componenti di rete e altri circuiti integrati, potrebbe investire in Europa. Di più: è in corso un dialogo col Governo centrale italiano. Ancora: la Puglia, in caso, potrebbe essere una regione papabile per ospitare lo stabilimento. Infine: Brindisi "avrebbe tutte le carte in regola". Parola del sindaco brindisino Riccardo Rossi. Certo, come detto, si parla ancora di suggestioni, ma ogni progetto parte da una suggestione. BrindisiReport ha contattato Rossi e ha ascoltato, e riportato, il suo ragionamento. Cauto, ma speranzoso, Rossi analizza le possibilità, partendo dai punti di forza del territorio.

Un'analisi globale

Riccardo Rossi parte da un'analisi sulla situazione globale che è conseguenza di questa pandemia: "La questione è complicata. Si sta verificando una crisi, successivamente alla fase pandemica. L'approvvigionamento di molti materiali, tra i quali i semiconduttori dei chip, è difficoltoso. Da un punto di vista strategico, si vogliono riportare le produzioni delocalizzate in Europa. C'è anche il settore dei semiconduttori. Intel è leader mondiale in questo settore, per i microprocessori dei computer. Intel sta dialogando con Francia, Germania e Italia. Vedremo quale sarà il paese europeo che ospiterà un suo stabilimento. Sono questioni più grandi di noi. Da un punto di vista locale, speriamo che l'Italia la spunti. Parliamo di un investimento tra i tre e i cinque miliardi di euro".

I punti di forza di Brindisi

Quali sono le caratteristiche di un luogo, per ospitare uno stabilimento simile? Rossi ha le idee chiare. "Innanzitutto - ragiona - deve essere facilmente raggiungibile. E noi abbiamo anche un aeroporto. C'è bisogno di un terreno privo di vincoli e di un'estensione tra i 300 e i 400 ettari. Il luogo, per Brindisi, non è un problema. Abbiamo un'estensione di 36mila ettari. Anche con le varianti urbanistiche si può superare questo step. Non sono problemi, questi. Poi, uno stabilimento di questo tipo presuppone personale qualificato. Ingegneri elettronici, fisici, chimici, periti industriali, personale con competenze nell'ambito della micro-elettronica. Abbiamo una scuola europea, che è in grado di garantire tutto ciò che serve per l'educazione di chi si stabilisce qui dall'estero. Occorre, inoltre, una relazione con le università pugliesi. Uno stabilimento di questo tipo - insiste Rossi - presuppone personale altamente qualificato. Anche qui, non vedo ostacoli".

Un'opportunità da non perdere

Il recovery ha come obiettivo il superamento del divario tra Nord e Sud del paese. Quale occasione migliore? Lo pensa anche il sindaco Riccardo Rossi: uno stabilimento Intel qui darebbe una scossa non solo a Brindisi, ma a tutto il Salento. Suggestione o meno, è sempre bene farsi trovare preparati sulla questione. Conclude Rossi: "Vedremo l'evolversi di questa vicenda. Il Governo dovrebbe chiudere l'accordo, eventualmente, entro la fine dell'anno. Intanto, c'è l'insediamento di Falck (società che opera nel settore delle rinnovabili, ndr), in fase più avanzata, con l'eolico offshore. Uno stabilimento simile potrebbe portare una scossa all'occupazione del territorio. Qui, il dialogo è in fase più avanzata. Ma cercheremo di farci trovare pronti, intraprendendo un ragionamento con la Regione Puglia. Porteremo le nostre istanze". Anche perché, in questo momento storico, c'è da superare un problema non da poco, quello del Bari-centrismo. Ma Rossi ne è sicuro, qualora tutti i tasselli andassero a posto per accogliere uno stabilimento Intel qui in Puglia, Brindisi sarebbe la candidata ideale.

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