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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Scu, omicidio Lippolis: la Cassazione conferma le condanne

Trent'anni per Guarini ed Epicoco, 20 per Cincinnato, 11 per Belfiore. Il delitto venne commesso, per dinamiche interne alla consorteria mafiosa, alla fine degli anni Novanta

Omicidio di Nicolai Lippolis, la corte di Cassazione conferma le condanne erogate in Appello a Taranto. Gli ermellini si erano già espressi sul delitto nato da dinamiche interne alla Sacra Corona Unita e perpetrato in Montenegro alla fine degli anni Novanta: avevano rinviato tutto alla corte d'assise d'Appello di Taranto. I giudici tarantini avevano comminato 30 anni di reclusione a Emanuele Guarini e Antonio Epicoco, 20 anni a Marcello Cincinnato e undici anni a Tommaso Belfiore. Era il settembre 2019. Ieri (19 ottobre 2021) a Roma è stata decretata la parola "fine" sul caso della morte di Nicolai Lippolis. Il processo era stato celebrato con rito abbreviato.

Il procuratore generale era favorevole ai ricorsi presentati dai legali degli imputati. Invece i supremi giudici hanno rigettato i ricorsi dei difensori di Epicoco e Cincinnato e dichiarato inammissibili quelli di Guarini e Belfiore, collaboratore di giustizia. Entro 60 giorni verranno depositate le motivazioni, i legali annunciano ancora battaglia, una volta letta la sentenza. Il collegio difensivo: Marcello Falcone, Cinzia Cavallo, Raffaele Missere, Angela Epifani e Rosanna Saracino. Guarini, Epicoco e Cincinnato furono destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita il 14 ottobre 2013 e tornarono in libertà il 19 aprile 2018 per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare.

L'iter processuale: dopo il primo grado, la corte d'assise d'Appello di Lecce aveva confermato le condanne. La Cassazione, poi, aveva annullato con rinvio, a Taranto, come detto. Nicolai Lippolis scomparì nel 1998, poi vennero ritrovati dei resti. Una perizia genetica ha confermato che appartenevano a lui. Gli imputati vennero accusati di omicidio di stampo mafioso, nelle logiche interne della Sacra Corona Unita, aggravato dalla premeditazione. L'omicidio venne commesso, stando al processo, da Epicoco e Guarini. Lippolis venne ammazzato a colpi di piccone e con un'arma da fuoco. Cincinnato convinse Belfiore, che a sua volta diede mandato ai due esecutori.

La "colpa" di Lippolis? Venire meno alle regole della Scu, spacciando sostanze stupefacenti senza il consenso e partecipando alla commissione di furti estranei al programma criminoso del gruppo e infine rubando un'Audi 80 di proprietà di Cincinnato. L'accusa ha ricostruito in questi termini il terreno in cui è germogliato l'omicidio di mafia. 

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