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Dispersione polveri di carbone, appello bis: assolti i dirigenti Enel

Ribaltato il precedente pronunciamento della Corte d'appello di Lecce. Decisa inoltre la revoca delle statuizioni civili

BRINDISI - Assolti per non aver commesso il fatto. Questa la sentenza pronunciata nella serata di mercoledì (10 novembre), dalla corte d’appello di Lecce, nei confronti di Calogero Sanfilippo e Antonio Ascione, i dirigenti Enel imputati nel processo riguardante la dispersione di polveri di carbone nelle campagne di Cerano. Decisa inoltre la revoca delle statuizioni civili. Ribaltato dunque il precedente pronunciamento della Corte d’Appello, che nel febbraio 2019 aveva condannato Sanfilippo, in qualità di responsabile della produzione termoelettrica, e Ascione, come responsabile dell'unità di business di Brindisi, a nove mesi per imbrattamento. La palla è tornata ai giudici di secondo grado dopo che la corte di Cassazione, nell’ottobre 2020, aveva annullato con rinvio la sentenza appellata a un'altra sezione della Corte d'Appello di Lecce.

Che vi sia stata una dispersione di polveri di carbone e relativo deposito sui terreni limitrofi è un fatto ormai assodato, come si evince delle motivazioni della sentenza di Cassazione, in cui è stato scritto nero su bianco che il carbonile era l'unico modo, all'epoca, per evitare tale dispersione dalla centrale Federico II di Cerano. Il rinvio in appello riguardava appunto la posizione dei due imputati. Si è tornati infatti a Lecce perché i giudici del primo appello non avevano chiarito se Ascione e Sanfilippo avessero potuto o meno impegnare ingenti risorse per la realizzazione dell’opera, conclusa nel 2015 al costo di circa 132 milioni di euro. Il procuratore generale Ennio Cillo aveva chiesto la conferma delle condanne per gli imputati e per il responsabile civile Enel, oltre all'accoglimento dell'appello della Provincia di Brindisi, rappresentata dall'avvocato Rosario Almiento, per il riconoscimento anche del danno ambientale risalente a prima del 2006, dopo che i giudici del primo appello avevano riconosciuto solo i danni patrimoniali e non patrimoniali.

Gli avvocati di parte civile

Gianvito Lillo, Rosario Almiento (Provincia di Brindisi), Marcello Falcone, Giuliano Calabrese, Luigi De Rosa, Vito Donato Epifani, Daniela Faggiano (Comune di Brindisi), Carmela Lo Martire, Salvatore Del Grosso, Vincenzo Farina, Amilcare Tana, Alessandro Caiulo, Pierfrancesco Pulli, Giovanni Brigante, Maria Rosaria Rizzo, Franco Fanuzzi, Pasquale Rizzo, Guido Massari (Comune di San Pietro Vernotico), Leonilda Gagliani, Donato Mellone, Alberta Fusco, Sergio Talarico, Dario Lolli (Comune di Torchiarolo), Alessandro Gueli, Marcello Tamburini.

Gli avvocati delle parti

Paola Severino (Enel Produzione Spa), Tommaso Marrazza (Sanfilippo e Ascione), Angelo Nanni (Sanfilippo, Ascione ed Enel Produzione Spa).

Gli avvocati delle associazioni

Andrea Casamassima (Salute Pubblica), Stefano Latini (Legambiente), Stefano Palmisano (Medicina Democratica), Alessandro Gariglio (Green Peace), Albino Quarta (comitato “No Carbone”).

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