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Mozione di sfiducia al sindaco Rossi: centrodestra sempre più diviso

Forza Italia, Lega e Idea per Brindisi non partecipano al vertice delle opposizioni. Oggiano (Fdi): "Evidente un prolema nel centrodestra locale"

BRINDISI – L’ipotesi di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Riccardo Rossi spacca il centrodestra. Solo Fratelli d’Italia, con  il capogruppo Massimiliano Oggiano, ha preso parte a un incontro in videoconferenza fra i gruppi di opposizione che si è svolto nel primo pomeriggio di oggi (mercoledì 31 marzo). I consiglieri di Forza Italia, Lega e Idea per Brindisi sono stati gli unici a declinare l’invito. L’idea di porre fine anzitempo alla legislatura scaturisce dai malumori che continuano a serpeggiare fra le file della maggioranza, nonostante il mini rimpasto varato la scorsa settimana dal primo cittadino. Ma al momento non ci sono i numeri. Occorrerebbero 12 firme, infatti, per presentare in consiglio comunale la proposta di sfiducia. Con il centrodestra diviso, l’obiettivo, almeno per il momento, non sembra alla portata. Ancora più remota, fra l’altro, l’ipotesi di far cadere l’esecutivo davanti a un notaio, con le dimissioni contestuali di 17 consiglieri.

Si seguì questo modus operandi nel maggio 2017, quando si interruppe il mandato della sindaca Carluccio. Adesso servirebbero le defezioni di almeno 4 consiglieri di maggioranza per arrivare alla fatidica soglia della metà dei componenti dell’assise, più uno. Ma numerosi consiglieri d’opposizione hanno già detto no a un percorso di questo tipo. Movimento 5 stelle, Partito Repubblicano e Fratelli d’Italia vogliono che l’eventuale resa dei conti si consumi nella sede istituzionale del consiglio comunale. Idea per Brindisi e Forza Italia hanno sì dato la loro disponibilità a recarsi dal notaio per apporre le firme, ma solo se preceduti dai dissidenti della maggioranza. 

“Chi parla, all’interno della maggioranza, di mozioni di sfiducia e di volontà di far terminare anticipatamente l’esperienza di governo del sindaco Rossi - si legge in una nota della coordinatrice di Forza Italia, Livia Antonucci - la smetta di pensare che le opposizioni possano svolgere il ruolo di grimaldello per agevolare “richieste” pressoché personali di visibilità”. “Noi - prosegue la Antonucci - non ci prestiamo a giochetti di questo tipo, anche se confermiamo la piena disponibilità dei nostri Consiglieri a recarsi dal notaio per depositare le firme un minuto dopo aver verificato che ci sono già quelle (in numero sufficiente) dei contestatori della coalizione di governo. E tutto questo perché siamo perfettamente consapevoli della gravità dei problemi in cui si dibatte la città di Brindisi, ai quali non si possono aggiungere le strategie di gestione del potere messe in campo da qualche prestigiatore della maggioranza”. 

Posizione analoga viene adottata dalla segreteria cittadina e dal capogruppo consiliare, Luciano Loiacono, di Idea per Brindisi, che attraverso una nota stampa “ribadiscono la loro completa estraneità a qualsiasi iniziativa politica mirata alla presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Riccardo Rossi”. Dichiarano inoltre "che nessuna iniziativa è stata concordata tra le forze politiche del Centro – Destra e che qualsiasi eventuale azione svolta da partiti o movimenti deve intendersi come iniziativa personale e non di schieramento”. “La nostra posizione - si legge nella nota del movimento - nasce dalla consapevolezza che non riteniamo di diventare strumento o grimaldello per qualche consigliere comunale di maggioranza che vuole utilizzare le forze politiche di opposizione per alzare il proprio prezzo verso il sindaco o peggio ancora per avere una propria visibilità”.

Luciano Loiacono

“I problemi della città – prosegue Idea per Brindisi - sono tanti, la disoccupazione è galoppante, gli investimenti sono bloccati, l’incapacità amministrativa è sotto gli occhi di tutti i cittadini, qualcuno vuole continuare a giocare con le istituzioni, vuole continuare a fare giochi di palazzo che servono più a livello personale che al bene della città. Se esistono, noi chiediamo agli ipotetici consiglieri di maggioranza, che vogliono essere protagonisti della caduta del sindaco Rossi, che si rechino presso un notaio depositando una mozione di sfiducia, la firmino per primi e Idea per Brindisi non farà mancare la propria”.  La Lega Salvini Premier Brindisi, invece, unitamente al capogruppo consiliare, "ribadisce la propria assoluta contrarietà e disaffezione non solo ad una 'mozione di sfiducia' da calendarizzare e discutere nell’assise comunale, ma soprattutto ad operazioni (come evidenziato dalla stampa locale) da 'cantina' carbonare e degne del peggiore e storico trasversalismo politico ed amministrativo".   

Evidente quindi la spaccatura con Fratelli d'Italia. "Noi  - dichiara a BrindisiReport il capogruppo di Fdi, Massimiliano Oggiano - non siamo disposti, come non lo siamo mai stati, a fare accordi di potere o accordi di palazzo". Oggiano rimarca come "la mozione di sfiducia sia lo strumento principe da discutere in consiglio comunale e quindi aperto alla città, per poter argomentare perché questa amministrazione deve andare via immediatamente, dopo due anni e mezzo di disastri combinati sul territorio e che dopo aver letto sommariamente il Dpp (documento programmatico preliminare del Piano urbanistico generale, ndr) che ci hanno dato, si preannuncia di fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni a questa città".

Massimiliano Oggiano-4-2

"L’unico modo - insiste Oggiano - era quello di concordare una mozione di sfiducia fra tutti i gruppi di opposizione, stante il fatto che c’erano due consiglieri di maggioranza disposti a sostenerla, ottenendo quindi il risultato politico di pescare nel malcontento della maggioranza. Poi evidentemente le dinamiche all’interno dei vari partiti e anche nel centrodestra sono tutte legittime. Cambia la metodologia di affrontare la materia. Noi come Fratelli d’Italia questo lo rispettiamo, ma è innegabile che si ponga un problema nel centrodestra locale. Un problema che forse è anche lo specchio speculare a quello che sta succedendo a livello nazionale, con Fdi che è all’opposizione al governo dove siedono anche Forza Italia e la Lega?"

 Favorevoli al confronto in consiglio comunale anche Movimento 5 Stelle e Partito Repubblicano Italiano. “Occorre immediatamente chiarire che il M5S di Brindisi - ha scritto ieri il capogruppo dei pentastellati, Gianluca Serra, sul suo profilo Facebook - non parteciperà ad alcuna operazione che preveda dimissioni di massa decise nello studio di un notaio". 

Gianluca Serra-5

"Chiunque della maggioranza abbia prefigurato questo scenario è pregato di venire allo scoperto palesando le proprie ragioni in una mozione di sfiducia condivisa con le opposizioni. Restiamo fermamente convinti - conclude Serra - che il destino di una amministrazione vada discusso pubblicamente in Consiglio Comunale nella massima trasparenza. Tatticismi e posizionamenti politici, lontani dalle esigenze della collettività brindisina, continuano a non appassionarci”. 

Gabriele Antonino intervento-2

Sulla stessa linea anche Gabriele Antonino (Pri). “Difficile non concordare con l'amico Serra - scrive Antonino - e tale posizione vale anche per il Pri: chi vuole porre fine a questa esperienza amministrativa esca allo scoperto e non utilizzi la crisi in atto per mercanteggiare riposizionamenti o altro. La politica si fa in consiglio comunale, si discuta in quella sede una eventuale mozione di sfiducia e lì ci faremmo trovare pronti con posizioni chiare sui contenuti come sempre a prescindere da quello che sarà l'epilogo di questa storia sbagliata”. 

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