Giovedì, 23 Settembre 2021
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Sgominata banda di ladri d'auto: rubavano anche su commissione e dopo accurati sopralluoghi

L’operazione, denominata “Sincro-2” è durata da gennaio a giugno del 2020. Sei gli episodi accertati.

BRINDISI - Una vera e propria associazione per delinquere finalizzata al furto di auto è quella sgominata dai carabinieri del Nor della compagnia di Brindisi, diretta dal maggiore Stefano Giovino (il Nor dal tenente Marco Colì) che nella mattinata di oggi, martedì 9 marzo, ha portato all’arresto di Luigi Lorenzo, 25 anni, Ciro Santese 49 anni, Gianluca Leuzzi 24 anni.  Coinvolti anche D.G. 34 anni e A. A. 23 anni. Tutti soggetti noti per reati specifici. L’operazione, denominata “Sincro-2” è durata da gennaio a giugno del 2020. Fu stoppata dall’arresto di Leuzzi e Santese, da parte dei carabinieri di Surbo (Le), per il furto di un’auto. Sono sei gli episodi accertati. 

In particolare Lorenzo, Santese, Leuzzi e A., secondo quanto si legge nell’ordinanza del gip Stefania De Angelis, commettevano furti di auto su commissione di ricettatori al momento ignoti, “cannibalizzando” le stesse al fine di immettere i componenti nel mercato nero dei pezzi di ricambio. Un'associazione che ha gravemente danneggiato privati cittadini. 

Luigi Lorenzo è considerato l’organizzatore e il capo del sodalizio a cui impartiva le direttive operative. Si occupava di raccogliere le ordinazioni dei furti delle auto e acquisire la disponibilità dei luoghi di ricovero dei beni rubati e partecipava alla commissione dei furti. Santese e Leuzzi rubavano le auto parcheggiate per strada e le consegnavano ai ricettatori di turno “fornendo un costante contributo per la vita dell’associazione, mettendosi a completa disposizione degli interessi del sodalizio”. 

A., invece, forniva “supporto logistico” mettendo a disposizione la sua Lancia Musa “pulita” per effettuare sopralluoghi alla ricerca delle auto da rubare e recarsi in loco in occasione dei singoli furti “occupandosi di tenere i contatti tra sodali detenuti e Lorenzo Luigi in funzione della scelta dei difensori da nominare”.  I furti sono stati commessi nel Brindisino e nel Leccese. 

Lorenzo e G. avevano la disponibilità di un garage/locale che utilizzavano per lo stoccaggio di droga, nel garage c’era un’Alfa Romeo Stelvio di colore bianco già sottoposta a monitoraggio da parte dei carabinieri perché utilizzata per il trasferimento di marijuana nell’ambito dell’inchiesta collegata a questa operazione che ha portato all’arresto di altre persone. Dalla visione di alcuni fotogrammi è emerso che il veicolo aveva una targa associata a una Fiat 500 rubata a Brindisi. Da qui è partita l'inchiesta "Sincro-2".

Furto su commissione 

Il 3 marzo del 2020 un uomo ha commissionato a Leuzzi il furto di una Fiat 500 modello X “Al fine di ricavare pezzi di ricambio utili a riparare un’altra auto dello stesso modello da lui acquistata presso una concessionaria dell’Abruzzo". Il 5 marzo successivo Leuzzi si recò a Lecce (dopo un sopralluogo eseguito il giorno prima) con un altro complice per rubare una Fiat 500 modello X di colore nero. 

Inseguimento con la polizia

La sera del 7 maggio 2020 una pattuglia del commissariato di polizia di Mesagne ingaggiò un inseguimento con un’Alfa Romeo Giulietta sospetta. Era parcheggiata in via Arno a Mesagne in senso contrario a quello di marcia, a bordo c’era una persona che dopo aver notato la polizia mise in moto il veicolo e azionando il clacson come per attirare l’attenzione di qualcuno. Da un’auto parcheggiata uscì una persona vestita di scuro che si precipitò nell’Alfa, impugnava un oggetto di colore nero simile a una canna di fucile. Fu ingaggiato un inseguimento, l’oggetto fu lanciato dal finestrino, si trattava di una canna da pesca. La Giulietta fece perdere le proprie tracce a Brindisi nei pressi dello svincolo della superstrada per Lecce. 

Da un successivo sopralluogo emerse che gli occupanti di quell’Alfa stavano tentando di rubare una Nissan Juke. Avevano forzato la parte superiore della portiera lato guida con un grosso cacciavite e avevano sfilato lo sportellino posto a protezione della cosiddetta presa Obd per mettere in moto il veicolo. Dalle intercettazioni degli uomini del Nor di Brindisi, diretti dal tenente Marco Colì, emerse che si trattava di Lorenzo e Santese. Questi sono solo alcuni dei numerosi episodi registrati dai carabinieri. 

L’attività di indagine “Ha dimostrato che i furti di autovetture e la ricettazione commessi tra la fine dl 2019 e i primi mesi del 2020 nelle province di Brindisi e Lecce (interrottisi con l’arresto di Leuzzi e Santese), non possano reputarsi estemporanei accadimenti delinquenziali, ma rappresentano il risultato di un programmato disegno criminoso posto in essere dagli indagati, i quali hanno costituito una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di reati contro il patrimonio”. 

Ancora “Lorenzo Luigi, Leuzzi Gianluca e Santese Ciro hanno perpetrato numerosi furti di autovetture, anche su commissione, previa individuazione degli obiettivi da colpire, con la consapevolezza di poter contare sullo stabile apporto di altri individui, tra io quali A. A.”. 

Come spiegato dal tenente Colì durante la conferenza di presentazione dell'operazione, il fenomeno dei furti di auto nell'ultimo periodo ha registrato un sensibile aumento. Le indagini a carico della banda finita oggi nei guai si sono fermate a giugno scorso, se gli stessi sono responsabili dei furti perpetrati successivamente sarà accertato in seguito, specie se da oggi questi episodi diminuiranno. 

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