Agguato in pizzeria: irruzione dal retro e spari da distanza ravvicinata

Nuovi dettagli sul ferimento del 23enne Matteo Trane, raggiunto ieri sera da due colpi di arma da fuoco. Il giovane è ricoverato in rianimazione

Foto di repertorio

BRINDISI – Gli hanno sparato da distanza ravvicinata, mentre si trovava in compagnia della sorella e della madre. Emergono nuovi dettagli sul ferimento di Matteo Trane, il brindisino di 23 anni che ieri sera (domenica 11 ottobre) è stato raggiunto da un bandito armato che ha fatto irruzione nella pizzeria di proprietà della famiglia situata in via Carducci, al rione Paradiso, esplodendo due colpi di arma da fuoco. Il giovane, ricoverato in rianimazione presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, è stabile ma gravissimo. I poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi diretti dal vicequestore Rita Sverdigliozzi sono al lavoro per ricostruire la dinamica e il movente dell’agguato.

Un particolare di non poco conto è che i malviventi sono entrati in azione non dall’ingresso principale in via Carducci, ma da quello posteriore situato in via Egnazia. La strada era buia. Non c’era nessuno in giro. Due uomini con volto coperto da casco sono arrivati sul posto intorno alle ore 21:30. Uno dei due è entrato all’interno del locale “Non solo Pane”, si è avvicinato a Matteo Trane e ha premuto due volte il grilletto: un proiettile ha colpito Trane alla coscia destra, l’altro lo ha centrato in pieno addome. A quel punto, i delinquenti si sono dileguati. Gli stessi familiari hanno caricato il 23enne a bordo di un’auto e lo hanno trasportato verso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Nelle ore successive è stato trasferito presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato sottoposto a un secondo intervento. Adesso è intubato.

via carducci paradiso agguato-2

Le indagini

Gli investigatori, coordinati dal pm di turno del tribunale di Brindisi, Giovanni Marino, non hanno testimonianze a loro a disposizione. Quelle poche telecamere che si trovano in via Egnazia, da quanto appreso, avrebbero fornito solo un quadro parziale dell’accaduto. Gli autori dell’agguato con ogni probabilità sapevano che la zona era scarna di occhi elettronici e per questo hanno scelto l’ingresso sul retro, scartando quello di via Carducci. Il mancato rinvenimento di bossoli non ha consentito di risalire al calibro della pistola. Non è da escludere, quindi, l’utilizzo di un revolver. Il principale nodo da sciogliere è quello riguardante il movente. Il modus operandi renderebbe poco plausibile l’ipotesi di un tentativo di rapina finita male.  E’ da capire se gli spari siano stati preceduti da una lite o invece ci sia dell’altro. Gli investigatori, inoltre, non ignorano il fatto che il padre della vittima, il 62enne Quintino Trane, un tempo figura di spicco del contrabbando di sigarette, il 23 novembre 2019, sempre in via Carducci, fu aggredito nell’ambito di una rissa seguita dall’esplosione di colpi di arma da fuoco. Accadde in pieno giorno, in mezzo alla gente, mentre i bambini uscivano dalla scuola elementare Grazia Deledda, situata a circa 150 metri di distanza.

Impossibile al momento stabilire se possa esservi un collegamento fra i due episodi. Di certo desta forte inquietudine la ferocia con cui si è fatto ricorso alle armi contro un 23enne. Non si tratta, purtroppo, di un fatto inedito nel capoluogo. E’ ancora fresco, infatti, il ricordo dell’omicidio di Giampiero Carvone, ucciso a soli 19 anni davanti alla sua abitazione al rione Perrino, la notte del 10 settembre 2019. Era coetaneo di Matteo Trane, invece, il ragazzo che la sera dello scorso 26 maggio è stato avvicinato da un paio di moto al rione Sant’Elia, mentre era alla guida della sua auto, e ferito da un colpo di pistola alla gamba. Ora è da decifrare lo scenario in cui è avvenuto questo nuovo, gravissimo, atto criminale. 

I precedenti in via Carducci

Quello di ieri, purtroppo, non è il primo fatto di sangue avvenuto in via Carducci, strada nevralgica del rione Paradiso nota come zona della "corazzata", in cui si trovano una farmacia, un mercato coperto, un negozio di generi alimentari, un ufficio postale, bar e altre attività commerciali, interessata da un continuo via vai di residenti.  Si è già detto del riferimento di Quintino Trane, padre di Matteo, avvenuto nel primo pomeriggio del 23 novembre 2019, quando si verificò una rissa seguita dall’esplosione di colpi di arma da fuoco in mezzo alla gente. Un’altra rissa si verificò in pieno giorno il 16 luglio 2018. Anche quell’episodio ebbe un grave epilogo. Al termine della baruffa, infatti, un diversamente abile, riverso sul marciapiede, fu investito accidentalmente da un’auto.  Il 27 giugno 2016, venne teso un agguato a colpi di arma da fuoco nei confronti di un giovane residente a breve distanza da via Carducci, a seguito di una lite che alcune ore prima si era verificata in tribunale. La sera del 6 dicembre 2017, invece, fu gambizzato un 26enne di San Vito dei Normanni. Il 20 dicembre 2018, un 15enne alla guida di uno scooter, dopo una banale lite per una mancata precedenza, fu inseguito per chilometri, bloccato al rione Paradiso, caricato in un ‘auto, picchiato in una zona di campagna e infine abbandonato in via Carducci, dopo che le mani gli erano state legate con una corda. 

Tutto questo in un contesto di degrado che si trascina da anni. A tal proposito, alle spalle di via Carducci, fra via Egnazia e via Giovanni Pascoli, è emblematica la presenza del rudere di un ex consultorio familiare. L’edificio, circondato dalla vegetazione incolta, versa da anni in stato di totale abbandono. L’intero isolato è al centro di un progetto di recupero e funzionalizzazione approvato nel marzo 2019 dal Comune di Brindisi, che prevede la realizzazione di una “Casa della legalità e del benessere”, circondata da spazi adibiti a giardino e attrezzature per la socialità e il gioco. Ma di questo intervento di rigenerazione urbana, al momento, non vi è alcuna traccia tangibile. Eppure ve ne sarebbe un gran bisogno. 
 

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