menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Media mobile della percentuale di occupazione delle terapie intensive Puglia

Media mobile della percentuale di occupazione delle terapie intensive Puglia

Covid: piano vaccinale o tela di penelope? L'improvvisazione il nostro limite maggiore

Nel 2020 si è avuto il massimo dei decessi (746 mila) dalla fine della seconda guerra mondiale. In Puglia la crescita s’è fermata e ora ci si trova in una situazione di stabilità, però posizionata su livelli troppo elevati

Al 31 dicembre scorso s’è avuta la brutta sorpresa di scoprire che risiedono in Italia 386 mila unità in meno rispetto allo stesso giorno dell’anno prima. In pratica è come se fosse sparita in un solo anno una città di non banale consistenza. 

A chi fa fatica a credere che il Covid-19 esista per davvero, non farà certo impressione sapere che nel 2020 si è avuto il massimo dei decessi (746 mila) dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. E gli scienziati, che nei talk show pensavano si contasse in eccesso le morti causate dall’epidemia, si aggrapperanno a chi sa quale specchio, nel constatare che nell’anno passato si è avuta un numero di perdite pari a 127 mila unità in più, rispetto al saldo naturale (“sostituzione naturale” tra nati e morti) dell’anno precedente. Il che vuol dire che ci sono stati più di 50 mila decessi non spiegati, salvo ammettere che i morti per Covid siano stati contati per difetto e che, al tempo stesso, ci siano state altre vittime per il fatto che l’apparato sanitario, messo sotto pressione dall’epidemia, non abbia potuto far fronte a tutte le altre malattie. Se inizialmente si pensava che, essendo stati colpiti per primi, fossimo stati presi di sorpresa, e quindi che avessimo pagato per questo uno scotto maggiore, il proseguo dell’epidemia ha chiarito che forse è l’improvvisazione il nostro limite maggiore. Basta pensare ad i banchi con le rotelle, ad Immuni ed ai gazebo con le primule.  

Ma, anche, cosa ben più grave, a come si sta gestendo la campagna vaccinale. Tra dubbi, perplessità e con una miriade di eserciti (le regioni) che di fatto vanno in ordine sparso. Mentre altri Paesi europei (Germania, Francia e Spagna) hanno pensato di mettere in sicurezza le persone vulnerabili e fragili, ed a tale principio si sono attenute, noi ci siamo invece più prodigati nell’accettare eccezioni di ogni tipo a quanto all’inizio fissato. Si doveva infatti procedere per età, salvo naturalmente la dovuta salvaguardia degli operatori sanitari e degli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Poi è avvenuto di tutto e, facendo e disfacendo, i numeri dei decessi hanno continuato ad essere alti e le strutture sanitarie a restare sotto pressione. Come il vaccino attenui l’incidenza della mortalità è mostrato dal grafico (“mortalità per fascia d’età”) che ne delinea l’andamento rilevato da quando la campagna vaccinale ha avuto inizio.

Mortalità per fasce d'età-2

Si potrà notare che l’incidenza si è di molto abbassata per quelle fasce d’età (gli ottantenni e gli over novanta) che al 60% hanno avuto somministrata almeno una dose di vaccino, mentre è restata della stessa consistenza nei settantenni, che solo in questi giorni hanno incominciato ad essere coinvolti dalla campagna vaccinale, e nei sessantenni. Tutte le altre fasce d’età (a cui sono stati tuttavia dedicati quasi un quinto dei vaccini, pur non mettendo nel conto le dosi somministrate agli operatori sanitari e socio sanitari di quelle età), presentando rischi molto bassi di mortalità, di fatto non subiscono in ogni caso modifiche apprezzabili. 

Casi di positività per fasce d'etè a livello nazionale-2

Ben diversi gli andamenti, se, nello stesso periodo, valutiamo l’incidenza dei contagi (grafico “Casi di positività per fascia d’età”). Pur riscontrando anche qui dei miglioramenti per le fasce d’età degli ottantenni e degli over novanta, si nota un contestuale peggioramento per le fasce più giovani; peggioramento dovuto tuttavia in grandissima parte alle operazioni di screening cui tali età sono state più interessate.

Tasso di positività diagnostica in Puglia-2

Passando all’evoluzione dell’epidemia in Puglia, i grafici indicano che quanto meno la crescita s’è fermata e che ora ci si trova in una situazione di stabilità, però posizionata su livelli troppo elevati (grafico 1 “decessi” e grafico 3 “tasso di positività diagnostica”) oppure in un momento d’inversione di tendenza (grafico 2 “terapie intensive”).

Media mobile decessi in Puglia-2

Continua a decrescere l’indice Rt (grafico 4) pur mantenendosi comunque al di sopra della soglia critica. La speranza, come per il resto del Paese, è che la campagna vaccinale possa finalmente decollare e portare quei benefici che, sinora, i troppi frequenti tagli di fila ed i cambiamenti di rotta ci hanno in buona parte negato.

Tasso di contagio Rt Puglia-2

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento