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Torre Santa Susanna, la casa dei Guerriero tornerà a nuova vita

L'immobile è dal 2014 nella disponibilità del Comune, invenduto dopo che era apparsa la scritta "chi compra muore". Sarà un alloggio sociale per adulti in difficoltà abitativa

TORRE SANTA SUSANNA - Quella scritta, "chi compra muore", ha fatto desistere tutti per anni. L'immobile della famiglia Guerriero a Torre Santa Susanna è rimasto invenduto. E' nella disponibilità del Comune dal 2014, adesso verrà ristrutturato e tornerà a nuova vita. Dopo il caso di masseria di contrada Pezza Viva (da non confondere con l'omonima azienda agricola, completamente estranea alle vicende narrate) un altro simbolo sarà impiegato nel sociale. Se la masseria era segno del potere del clan Bruno, l'immobile di via Fortunato è il simbolo di chi a quel predominio si è ribellato.

La famiglia Guerriero

E' tra gli anni Ottanta e Novanta che la Sacra Corona Unita prolifera nel Salento. E a Torre Santa Susanna Scu fa rima con Bruno. Ci sono gli omicidi: quelli di Romolo Guerriero e Cosimo Persano, avvenuti a distanza di due mesi nella primavera del 1990. Romolo Guerriero è poco più di un ragazzo. I genitori sono brave persone, non capiscono cosa sia successo al figlio, vittima di "lupara bianca". Vanno in giro, fanno domande, chiedono. Vogliono almeno un corpo da piangere, vogliono dare degna sepoltura al proprio figlio. Un giorno spariscono anche loro. E' la Torre Santa Susanna degli anni '90.

"Chi compra muore"

C'è chi non si arrende, c'è chi si chiama Mina, Mina Guerriero. La donna, sorella di Romolo, denuncia tutto, fa scattare un blitz. Lo Stato risponde al clan Bruno. Poi ci saranno i processi, gli ergastoli, ma prima Mina deve cambiare vita. E decide di vendere le proprietà a Torre. Compaiono le scritte, scritte che spaventano: "Chi compra muore", per l'appunto. Nessuno comprerà L'immobile di via Fortunato non fa eccezione, nel 2014 passa in mano al Comune di Torre Santa Susanna. E rimane inutilizzato, in abbandono per anni. Sette anni sono lunghi, ma l'Amministrazione Saccomanno adesso batte un colpo.

Una nuova vita

Se la masseria dei Bruno sarà gestita da una cooperativa con sede a Macerata, la casa della famiglia Guerriero diventerà un "alloggio sociale per adulti in difficoltà". E' quanto prevede la deliberazione del 10 dicembre 2021. Certo, la strada è ancora lunga, ma il Comune, proprietario dell'immobile di fatto, ha affidato a un dipendente comunale, un architetto, le valutazioni preliminari dello stato dei luoghi. L'immobile, appartenuto a vittime della Scu, tornerà a nuova vita, simbolo di riscatto sociale. Quella casa, dove ha abitato Mina Guerriero, è stata per anni simbolo, malgrado il coraggio della donna, della paura che incuteva la Scu in paese. Ma ora potrà essere utile per chi ha difficoltà abitative. 

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