Veterano alla ricerca dell'amico brindisino: "Salvatore era mio padre"

Dopo aver letto l'articolo di BrindisiReport, Marco Lapertosa, figlio di Salvatore, morto nel 2017, si è messo in contatto con Ralph Cavaliere, il reduce che cercava notizie su un brindisino conosciuto ai tempi della guerra

Salvatore Lapertosa al lavoro al tornio in una foto risalente al periodo bellico

BRINDISI – Lavorò fra l'aeroporto militare "Casale" e la base di San Vito dei Normanni. Ai suoi figli ha raccontato numerosi aneddoti di vita vissuta ai tempi della seconda guerra mondiale, a contatto con gli aviatori alleati. Uno dei suoi amici d’oltreoceano era Ralph Cavaliere, il veterano italo-americano alla ricerca al “tent boy” che teneva in ordine la sua tenda, di cui ricordava il nome, Salvatore, ma non il cognome.

Ebbene, dopo aver letto l’articolo sulla storia di Cavaliere e dei suoi amici brindisini, Marco Lapertosa ha avuto un sussulto. Suo padre si chiamava Salvatore e insieme a un fratello lavorò per gli alleati, nello stesso periodo in cui Cavaliere, mitragliere dell’885th Bombardment Squadron del 15th Air Force, operava presso l’aeroporto militare di Brindisi. A 75 anni dalla fine del conflitto, il veterano, oggi 94enne, ha finalmente stabilito un contatto con i familiari del suo vecchio amico, purtroppo morto nel 2017, all’età di 90 anni (nella foto in basso, Salvatore Lapertosa in una fototessera risalente agli anni '70).

Salvatore Lapertosa in una fototessera risalente agli anni '70-2

L’incontro (virtuale) è avvenuto sul profilo Facebook di Laura Mastrovito, figlia di un testimone di eventi bellici di Manduria che da anni effettua ricerche sui reduci americani che prestarono servizio in Puglia, stringendo un forte legame con la popolazione civile. Salvatore Lapertosa, figlio di un bottaio, nacque nel 1927. Uno dei suoi sette fratelli, Mario, era l’addetto alla santabarbara dell’arsenale di Brindisi. Forse fu proprio lui a introdurre Salvatore e un altro fratello nell’aeroporto militare del Casale, dove si era insediata una unità dell’Office of Strategic Services (Oss), servizio segreto statunitense precursore della Central Intelligence Agency (Cia), impiegata in pericolosissime missioni di rifornimento della Resistenza nel Nord Italia e nei Balcani. (Nella foto in basso Ralph Cavaliere davanti alla sua tenda, nell'aeroporto militare di Brindisi, in periodo bellico)

Ralph Cavaliere  presso l'aeroportomilitare di Brindisi, davanti alla sua tenda-2

“Mio padre – dichiara Marco Lapertosa a BrindisiReport – ci ha raccontato numerose storie di quel periodo. Inizialmente svolgeva dei lavoretti sia per gli inglesi che per gli americani, fra l’aeroporto militare e la base sulla strada per San Vito dei Normanni. Verso la fine della guerra ha lavorato come tornitore in una fabbrica in cui venivano effettuate delle riparazioni sui caccia britannici Spitfire”.

Marco Lapertosa rievoca alcune vicende tramandate dal padre. “Giocava a pallone in aeroporto con i militari – racconta Marco – e loro a volte gli davano da fare delle cose”. In cambio dei servizi che svolgevano per gli aviatori, i tent boy ricevevano vari regali, fra cui anche barrette di cioccolato che portavano a casa. “Si sedevano in un angolino –riferisce ancora Marco – e mangiavano insieme. Raccontava che si fidavano di lui e che spesso gli davano dei compiti di responsabilità che non davano a tutti”.

Ralph Cavaliere in una foto risalente al conflitto e in uno scatto di pochi anni fa-2

Marco non sapeva dell’episodio dell’albero di Natale. Ralph Cavaliere, invece, che nonostante la veneranda età di 94 anni è attivo sui social e scrive in italiano, lo ricorda benissimo. “Durante le feste natalizie – scrive il veterano – diedi a Salvatore il mio machete per scegliere un piccolo albero di pino da decorare come un albero di Natale. Trovai un tavolino e fissai l’albero a questo tavolino. Poi lo decorammo con cioccolate, sigarette, cartoline e il tinsel, strisce di alluminio utilizzate per confondere i radar dell’artiglieria tedesca”.

Fra i ricordi di Salvatore c'è anche quello di un militare che spesso ospitava a casa, dove gustava le prelibatezze cucinate dalla madre. Chissà che quell’ospite non fosse proprio Ralph Cavaliere, la cui esperienza a Brindisi si concluse nel marzo 1945, quando il 15° Air Force fu traferito a Rosignano, in provincia di Livorno. Da quel momento, il mitragliere perse i contatti con gli amici di Brindisi. “Alla fine della guerra – racconta Marco Lapertosa – mio padre andò a lavorare in Germania, ma poco dopo mia nonna lo fece rientrare”.

Nel 1969, Salvatore si sposò con Concetta, più giovane di lui di 14 anni. Dalla loro unione nacquero due figli, Marco e Romina. Entrambi risiedono in Emilia Romagna da parecchi anni. “Mio padre – spiega Marco – fu assunto come usciere alla clinica Salus. Nel 1989 andò in pensione. Era come avere un nonno che ci ha raccontato la triste realtà della guerra, delle bombe, dei morti. Lui era felice di parlarne perché era stato bene con quegli amici venuti da lontano. Sperava di poter reincontrare i suoi amici americani, ma sapeva che si trovavano lontano e fino a qualche anno fa non c’erano i mezzi di comunicazione disponibili al giorno d'oggi”.

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Oggi, invece, grazie ai socialnetwork e alla tenacia di una casalinga di Manduria appassionata di vicende belliche, il “miracolo" si è compiuto. Ralph, anche se solo virtualmente, ha ritrovato i figli del suo vecchio amico Salvatore. 

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