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Castello di Mesagne: nasce una cartoguida multimediale per i visitatori

La mappa è collegata ad un nuovo sito internet che permetterà al visitatore di acquisire la storia e l’arte del castello in completa autonomia

MESAGNE - Una nuova iniziativa riguarda la valorizzazione di uno dei beni culturali più noti ed apprezzati della provincia di Brindisi: il Castello Normanno Svevo di Mesagne. 

Dallo scorso mese di ottobre, i servizi integrativi della struttura sono gestiti dalla società M’Arte sas. Oltre allo svolgimento di varie attività di valorizzazione, che ad oggi prevedono laboratori didattici e percorsi tematici, M’Arte ha creato una cartoguida multimediale orientativa per la visita autonoma all’interno del castello.

L'obiettivo è rendere il contenitore culturale più importante della città di Mesagne un luogo aperto dove i cittadini e gli ospiti possano trovare momenti di crescita culturale.

La cartoguida

La mappa è collegata ad un nuovo sito internet che permetterà al visitatore di acquisire la storia e l’arte del castello in completa autonomia. Il sito è studiato per essere una macro didascalia di approfondimento della mappa stessa, creando con essa una guida al castello snella, pratica ma allo stesso tempo approfondita.

Sulla cartoguida quindi è presente un QR code da cui poter accedere in maniera autonoma con il proprio smartphone e orientarsi all’interno dei due piani del castello secondo il percorso storico temporale del maniero.

Le mappe e il sito rimarranno patrimonio dell’Amministrazione e saranno distribuite ai visitatori senza alcun costo aggiuntivo al prezzo del biglietto d’ingresso.

Un po di storia

Presumibilmente esisteva già in periodo bizantino (XI secolo), ma la costruzione di un Castrum Medianum è attestata solo nel 1062, anno dell'invasione dei Normanni. Nel 1195 fu donato ai Cavalieri Teutonici, mentre - durante il Regno di Federico II - la manutenzione venne affidata esclusivamente agli abitanti del borgo.

Intorno al 1430 il castello fu completamente ristrutturato da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, al quale si deve la sistemazione del mastio. Ulteriori modifiche furono applicate in due circostanze: nel Seicento, ad opera del principe Giovanni Antonio Albricci, ed intorno al 1750 in conseguenza ai danni subiti con il terremoto di Nardò (Lecce).

Sotto il marchese Barretta, furono abbattuti muri pericolanti, modificate le finestrature del torrione e aperte le arcate al primo piano. A causa del terremoto venne abbattuto il "Polledro", una torretta che sovrastava il mastio. Tra il XVII e il XVIII secolo vi furono ulteriori modifiche apportate dagli Imperiali e dai Granafei, che ne fecero la propria residenza. Dal 1973 il castello è di proprietà del Comune, che nel 1995 vi ha svolto lavori di restauro. Al suo interno è allestito il Museo archeologico Ugo Granafei.

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