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Mesagne, torna Eugenio Finardi per le vie del centro storico

Il maestro rocker di razza si è fermato a pranzo nel borgo messapico prima di raggiungere Martignano

MESAGNE- Eugenio Finardi è tornato nel cuore medievale di Mesagne per pranzare nella Locanda dei Messapi di Uccio DeNitto, suo vecchio amico contento di ospitarlo nuovamente.

Il maestro più eclettico, rocker di razza, figlio di una cantante e insegnante lirica statunitense e del bergamasco Enzo Finardi, tecnico del suono, sicuramente da annoverare tra i numeri uno di sempre nella storia della musica italiana, questa sera, 20 agosto, terrà a Martignano (Lecce) una lectio magistralis dal titolo “Dalla canzone politica alla musica popolare d’autore” nella decima tappa del festival itinerante “La Notte della Taranta”.

BrindisiReport è riuscito ad avvicinarlo alla fine del pranzo, giusto il tempo di prendere un caffè. «Non è la prima volta che vengo a Mesagne. E’ molto, molto bella» ci confida il maestro Finardi terminando la sua orata cotta al vapore.

«Abbiamo fatto una deviazione durante il viaggio da un amico dove si mangia bene, prima di andare a Martignano dove questa sera terrò una masterclass inserita nel tour de “La notte della Taranta”».

«Quest’anno mi hanno voluto come relatore per un tema molto particolare che è la musica popolare e la canzone d’autore». Il maestro Finardi, da sempre legato ai temi dal grande impegno civile che hanno reso nota la sua dote di interprete di una società in continuo fermento come quella degli anni Settanta, discuterà nel borgo anche di politica e del tema a lui molto caro del Nuovo Umanesimo.

«Bisogna riscoprire il senso delle cose, la musica serve a questo. Anche sui taxi mettono la musica al minimo. La musica è un’ arte astratta, eppure ha un suo linguaggio che è matematico. Sviluppa un modo di pensare, di ragionare, parallelo, alternativo e complementare alle parole. Dove la parola non arriva, c’è la musica».

Non è neanche la prima volta che il maestro polistrumentista Finardi partecipa a La notte della Taranta: già nel 2009 si era esibito con Mauro Pagani e Z-Star.

«Ho già vissuto l’esperienza molto forte della notte della Taranta. Io sono per metà americano e vedo quanto la musica popolare americana sia diventata egemone nel mondo. E la Taranta, di tutti i ritmi da ballo che ci sono, secondo me è la più travolgente. I sei ottavi della pizzica ha intervalli di uno due, e non ha solo un colpo, ma due. E quindi permette tantissime variazioni anche fisiologiche, fisiche, muscolari ed è secondo me, come il reggae, un modo per essere funky ma lento. La pizzica ha la possibilità di diventare uno dei tempi fondamentali a livello planetario perché il tipo di ballo che scatena è estremamente liberatorio».

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