La vendemmia nel Brindisino: "Quantità in calo, ma buona qualità"

La diminuzione è in linea con la media nazionale in Italia, confermata primo produttore mondiale davanti a Francia e Spagna. Le cause, le scarse piogge primaverili che si sono concentrate nel mese di maggio, contrassegnato da basse temperature

BRINDISI- Anche se il vino tricolore si fermerà intorno ai 46 milioni di ettolitri contro i 55 milioni dell’annata record del 2018, e la Puglia avrà un calo per volume del -16%, alcuni enologi della Valle d’Itria e del Brindisino, tuttavia, fanno sapere che la «qualità dell’uva è buona».

«Sicuramente subiremo una diminuzione quantitativa di circa il 20%, a causa dell’andamento climatico della primavera/estate 2019, ma nonostante ciò a giudicare dai grappoli presenti per pianta, la qualità si conferma ottima» ci dice l’enologo Angelo Soleti della Upal Cantina sociale Cisternino. «I vigneti della Valle d’Itria sono stati, purtroppo, danneggiati dalla gelatura dell’8 maggio - ricorda Soleti – che ha inciso anche su un ritardo di 15/20 giorni. Tuttavia per le previsioni, anche sul piano quantitativo, molto dipenderà dall’andamento climatico del resto del mese di settembre e ottobre. Ma qualitativamente l’uva è molto buona».

E una produzione con segno negativo, a causa delle temperature basse che hanno rallentato le piante e riportato la vendemmia a periodi settembrini anziché le raccolte di San Lorenzo e di Ferragosto visti negli scorsi anni, è stata registrata anche dalla Cantina di San Donaci Soc. Coop. Agricola del presidente Marco Pagano. «Abbiamo terminato con lo chardonnay, questa settimana stiamo lavorando al vitigno primitivo, la prossima inizieremo col merlot, ma registriamo un ritardo per il nostro negroamaro». E, infatti, l’enologo dell’azienda, Marco Mascellani, sottolinea che «a grandi linee nel nord Salento c’è un calo di almeno un 10% e un ritardo di 15 giorni, ma l’uva continua ad accumulare zuccheri».

«I fenomeni stagionali, dai caldi eccessivi alle piogge irruente, sicuramente hanno rallentato la maturazione del grappolo, infatti non sono così compatti- prosegue Mascellani- ma con certezza possiamo dire che le uve sono perfettamente integre dal punto di vista sanitario rispetto all’anno scorso. E se il tempo fino a fine settembre mantiene questo trend possiamo sperare in buone raccolte» conclude l’enologo Mascellani.

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Per Stefano Parisi, invece, enologo dell’azienda vitivinicola Cantina Botrugno di Brindisi «quella di quest’anno è una delle migliori quattro annate da quando sono entrato a farne parte». «Certo, registriamo anche noi una leggera diminuzione dell’11%, rispetto alla qualità, valore veramente importante che di gran lunga supera quello della quantità. «L’uva è buona, sana e con sostanze importanti. La quantità della vendemmia dipende anche dalla genetica di anno in anno, oltre che dall’andamento climatico – prosegue Parisi- . Se piove nei primi periodi le riserve idriche sono sufficienti per affrontare la fase di siccità dei mesi di luglio e agosto come quest’anno».

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