Città d'arte e terra di gastronomia: cosa vedere a Ceglie Messapica

Una giornata in quello che è considerato uno dei dieci borghi più belli d’Europa, nel cuore della Valle d'Itria

CEGLIE MESSAPICA -  Città d’arte e terra di gastronomia, tra i dieci Borghi più belli d’Europa, passeggiare nelle vie piccole del centro di Ceglie Messapica, tra scalinate e archi bianchi di calce, seduce i viaggiatori che, nel loro tour emozionale fatto di arte, storia e tradizioni, non si fanno mancare, certo, una sosta nelle decine di osterie e ristoranti stellati che hanno fatto conquistare alla città messapica il podio internazionale della gastronomia. Nel cuore della Valle d’Itria, nella parte meridionale dell’altopiano delle Murge, Ceglie Messapica è situata a pochi chilometri dalle principali località marine e dell’entroterra Brindisino e Tarantino. Tra trulli e masserie, molte delle quali trasformate in lussuose strutture ricettive e uliveti a perdita d’occhio, il fulcro della vita cittadina si svolge nel borgo medievale, tra i vicoli imbiancati del centro storico.

CENTRO STORICO-2

E’ facile rimanere incantati dall’imponenza della Torre Normanna e del Castello Ducale, simbolo della città. All’interno del maniero, da diversi anni si trova la biblioteca intitolata alla memoria del poeta dialettale cegliese, Pietro Gatti, e la Pinacoteca “Emilio Notte”, considerato tra i pittori protagonisti del ventesimo secolo. Difronte, sorge la Collegiata di Santa Maria Assunta, sorta sulla vecchia acropoli di Ceglie Messapica. Ma è possibile ammirare, anche, la chiesa dei Domenicani, la piccola chiesetta dell’Annunziata, addentrandosi nei vicoli e piazzette del borgo. Di pregio storico, anche, la chiesa di San Gioacchino, quella di san Rocco ed il teatro comunale. Tra gli edifici più recenti, risalenti a non più di due secoli fa, la Torre dell’Orologio, che svetta in piazza Plebiscito, centro pulsante del paese.

CROCIFISSIONE EMILIO NOTTE-2

A ridosso del centro storico sono ubicati gli orti urbani, costituiti da antichi terrazzamenti, che conservano diverse varietà di ortaggi, verdura e frutta, tipiche del territorio e nella parte finale è stato impiantato un vigneto dalle cui uve è stato prodotto il rosso “Terra Meje”, dal nome della poesia di Pietro Gatti, il cui ricavato è servito per finanziare progetti sociali.

ORTI URBANI-2

A pochi passi, nel Maac, il Museo Archeologico e dell'arte contemporanea, sono conservati i reperti rivenienti dalle sepolture messapiche del territorio, come il calco della tana delle iene risalente al paleolitico medio, e dove trovano spazio, al piano superiore, collettive e personali di interesse internazionale come quella di Riccardo Guarneri che ha esibito due opere di Giorgio de Chirico: Piazza d’Italia con Arianna dormiente, olio su tela del 1916, e Aringhe, dipinto esposto alla Biennale del 1942.

MUSEO MAAC-2-2

Meritano una visita le Grotte di Montevicoli, ubicate nell'omonima contrada a circa 1,5 km dall'abitato. Scoperte durante la risistemazione di un muretto a secco e aperte al pubblico per la prima volta nel 1962, sono caratterizzate da una considerevole quantità di concrezioni, stalattiti, stalagmiti e colonne che si sviluppano fino a formare delle vere e proprie sculture in cui il visitatore può riconoscere curiose forme fantasiose. Il più grande polmone verde del territorio è, poi, la pineta Ulmo, un luogo magico, collocato sulla provinciale che collega Ceglie Messapica a Martina Franca, con percorsi naturalistici, aree di mobilità, pic-nic, area gioco.

PIMETA ULMO-2

Chi visita Ceglie Messapica lo fa, anche, per la sua rinomata cultura gastronomica: la città vanta, infatti, oltre un centinaio di ristoranti ed osterie dove, oltre ai piatti della cucina tradizionale pugliese, non possono mancare due produzioni autoctone: il biscotto cegliese, presidio Slow Food ed il panino cegliese, amatissimo dai turisti, confezionato ad arti e come ricetta originaria vuole nelle varie salumerie. Apprezzatissima, anche, la produzione di pane, focacce e frise cotte ancora nei forni a legna.

BISCOTTO CEGLIESE-2

Non si può parlare di cucina senza aver fatto un passaggio sulla Mediterranean Cooking School, oggi Medita, sorta nell’antico monastero dei domenicani. Per alcuni anni è stata la sede del corso di "Tecniche di base di cucina" grazie alla collaborazione con Alma, la scuola internazionale di cucina italiana, con la direzione degli chef stellati Antonella Ricci e Vinod Sokar.

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