Nel solco della tradizione, in una terra che aspetta ancora tante risposte

L'editoriale del nuovo direttore, Emilio Faivre e il saluto all'amico Marcello Orlandini. Brindisireport è un piccolo gioiello che intende crescere ancora. E, a proposito, Emiliano risponda ora a qualche domanda

Scusate il ritardo. 

Potrebbe sembrare una mancanza di rispetto, un atto di arroganza. 

Tutt’altro. 

Sono proprio l’eccesso di rispetto, per il ruolo, l’importanza della testata – un nome che è già un piccolo pezzo di storia locale -, il peso di essere chiamato a sostituire un mostro sacro del giornalismo come Marcello Orlandini, che è un maestro di vita, quegli elementi che mi hanno condotto a una lunga riflessione, prima di imbastire anche solo due righe di presentazione. Prima, infatti, ho dovuto studiare. Non si finisce mai di farlo. 

Ho lavorato un anno, a Brindisi, quando ero più giovane. E non posso quindi certo affermare di conoscere a menadito tutta una realtà che andrebbe vissuta dall’interno, con la conoscenza dei luoghi e di chi li popola. E nasco anche con un vizio di forma. Sono un vicino di casa, lo dichiaro subito. A scanso di equivoci. Ma detesto i campanilismi e credo che la mia terra sia una, che gli interessi in gioco, nello sviluppo di un territorio, ai margini del 2021, riguardino tutti noi, insieme, uniti  in un gioco di squadra che ci deve portare lontano. Abbiamo le forze, abbiamo le bellezze paesaggistiche disegnate dal pennello di Madre Natura, abbiamo la storia e la cultura per essere una sola, grande squadra vincente: Brindisi e Lecce. A volte, lasciatemelo dire, ci manca giusto un pizzico di coraggio e siamo vinti da qualche stupida occhiataccia di troppo. Lasciamoci dietro tutto, lavoriamo insieme.

Vi racconto chi sono. Sono cofondatore di LeccePrima. Eravamo a cavallo di ere preistoriche del web, almeno per una fetta del Mezzogiorno. Fine 2006, primi 2007. E la storia di LeccePrima ricalca in maniera quasi speculare quella di BrindisiReport, che nasce giusto poco tempo dopo, sulla scorta dell’entusiasmo per la nuova frontiera del giornalismo, che permette di superare ogni barriera, raggiungere ogni conterraneo “perso” in qualche remoto angolo di mondo, eppure sempre innamorato di Brindisi, di Fasano, di Ostuni, delle sue origini. Così legato alla sua fetta di Dna trapiantata sotto ulivi e terra rossa, da non poter fare a meno di avere, magari, anche solo uno screenshot sul proprio pc da osservare intontito, perso nei ricordi. 

BrindisiReport e LeccePrima sono giornali uniti da un destino comune: voci libere che intendono narrare le storie di chi calpesta questi suoli, legati indissolubilmente fra loro, pur con le dovute, precise e sacrosante specificità. Quel qualcosa che li rende unici nella somiglianza, inarrivabili nella similitudine, e per il quale non è stato coniato un termine; è più una sensazione. Storie che oggi continuano a narrare un’avventura, anche una volta entrate nella galassia Citynews. 

Per molte cose, lo devo dire, è stata una manna. Possibilità di crescita e mai nessuna entrata a gamba tesa sulla linee editoriali. Massima libertà. E questo ha permesso di svilupparsi sotto ogni lato, professionale e umano, avendo un rapporto con il pubblico sempre aperto, trasparente, fatto di amore e odio. Come deve essere, quando si è sinceri. Ammettendo gli sbagli, quando ci sono, restando fedeli a sé stessi, quando di ritiene di avere ragione. 

Citynews, il nostro editore, ha quindi deciso, alcune settimane addietro, di affidarmi anche la direzione di BrindisiReport. Ho accettato con orgoglio questa missione, ma prima di proferire una singola parola, ho voluto testare me stesso con quella che sarebbe stata la mia nuova squadra, provare nuovi innesti, capire come seguire in contemporanea la realtà leccese. Nel nostro nuovo mondo di piccoli giornali online, i direttori non sono filosofi seduti dietro a un computer, ma cronisti di strada. Mi capita spesso di lasciare il pezzo d’apertura a un collega e di smaltire fatti spiccioli. Funziona così.  

Nel frattempo, ho maturato un obiettivo, nemmeno tanto remoto: fondere ancor di più questi due corpi, creando un vero e proprio “battaglione”. Dando, cioè, una linea di continuità, nello stile, pur preservando le differenze. A Gianluca Greco, coordinatore della redazione di Brindisi – responsabile, riflessivo, serio, molto professionale - e a tutti i miei colleghi, chi già in squadra, chi da poco entrato, il mio augurio di un ottimo lavoro per portare avanti l’incarico che ci siamo prefissati, quello di cercare la verità, almeno provare ad arrivarci vicini, senza mai tirarci indietro. Con il senso di responsabilità e rispetto, in primis per il nostro lavoro, ancora oggi artigianale, duro, non esente da rischi, che ci siamo imposti. A Marcello e alla sua famiglia, il mio saluto più affettuoso, sincero. Le nostre lunghe telefonate già mi mancano.  

***

E ora, se permettete, spazio a un briciolo di vis polemica. Gradirei alcune risposte che la nostra redazione ha già avanzato ed è pronta a riproporre. Le risposte, BrindisiReport, le gradirebbe da Michele Emiliano, che ha surclassato Raffaele Fitto in tutte le province pugliesi, pur prendendo una batosta proprio in quella di Brindisi. 

Già, ma perché? 

Da Emiliano gradiremmo, per prima cosa, un’analisi su questo voto, parola che ha una strana assonanza con vuoto. Non si trovava per caso in sintonia con precedenti amministrazioni? Qual è la sua idea sullo scalo aeroportuale? Un eventuale ampliamento dell’aeroporto di Grottaglie potrebbe aver portato molti brindisini a votare in senso opposto? E qual è la sua idea di sviluppo del porto? Soprattutto, qual è la sua idea di sanità, in una provincia che lamenta liste d’attesa infinite e attrezzature obsolete? 

Proprio la sanità, branca che – come ben si ricorderà - Emiliano ha avocato a sé, potrebbe aver influito, con altre cose, a ingenerare un moto di totale sfiducia, fino a un voto di protesta che non si può e non si deve prendere con le pinze. Di sicuro, la sua vittoria non si contesta. Sebbene con questo buco su Brindisi che dovrebbe, in qualche modo, spiegare. Ai brindisini e anche a sé stesso.

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Le domande, noi, le abbiamo poste. L’inseguimento dura da qualche giorno. Ci auguriamo che il governatore abbia il tempo di rispondere a tutti. Anche a chi non l’ha inseguito in cabina elettorale, ma che pure si ritrova a governare.

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